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lunedì 13 luglio 2026

STARYES: tra tutte le case da gioco on line, è l’unico che sembra rispettare le regole! (Seconda parte)

Lo so che sulla carta le cose sembrano diverse. La legge italiana stabilisce che sulle slot machine online il ritorno per il giocatore non può essere inferiore al novanta per cento. Un dieci per cento massimo, quindi, tra casa da gioco e fisco. Per le scommesse sportive si parla di payout tra novanta e novantacinque, con un margine per il concessionario che oscilla tra il cinque e il dieci.

Sembrerebbe persino generoso, no? Eppure, nella pratica, quando cominci a giocare e vedi il conto che si assottiglia in poche mani, quando le vincite possibili diventano un miraggio, allora capisci che quel dieci per cento è stato ampiamente superato. Magari è diventato venti, forse trenta. Ma chi lo controlla? Chi controlla davvero, giorno dopo giorno, partita dopo partita? La risposta, purtroppo, è: nessuno!

La normativa dice anche che ogni gioco deve avere un RTP certificato da laboratori accreditati, che il generatore di numeri casuali deve rispettare i limiti di legge. Ma quella certificazione, come mi ha giustamente fatto notare il mio lettore, è un'istantanea. È come fare il tagliando a una macchina e poi lasciarla correre per due anni senza mai più guardare il motore. Nel frattempo, l'operatore può tranquillamente spingere il margine reale ben oltre quello dichiarato, tanto nessuno controllerà mai ogni singola sessione di gioco. E i giocatori restano lì, a chiedersi perché la fortuna non arriva mai.

Un mio lettore, Antonio, mi ha inviato alcuni nomi di società presenti nei siti web, e ha verificato come tra esse, alcune abbiano ancora oggi sede legale in noti paradisi fiscali. Guam, Samoa, Trinidad e Tobago, Isole Vergini, Macao, Aruba, Barbados, Belize, Bermuda, Dominica, Fiji, Isole Marshall, Oman, Emirati Arabi, Vanuatu. Un elenco che è già di per sé un programma. Perché una società seria, trasparente, che rispetta le regole, dovrebbe avere sede in un paradiso fiscale? La risposta è sotto gli occhi di tutti: per pagare meno tasse, per sottrarsi ai controlli, per tenere i veri profitti lontani dallo sguardo indiscreto dei regolatori.

E lo Stato italiano, già, il nostro attuale Governo – ma quanto dico vale anche per tutti quelli che ahimè l'hanno altrettanto vergognosamente preceduti – che da un lato dice di voler contrastare il gioco illegale, dall'altro permette che queste società operino tranquillamente sul nostro territorio, intascando la sua percentuale e chiudendo un occhio sul resto. A questo punto, la verità mi sembra amara e ineludibile: tutto il sistema è una grande macchina costruita per foraggiare non solo le case da gioco, ma anche chi utilizza queste piattaforme per riciclare denaro sporco. E lo Stato? Beh, lo Stato è colluso, o quanto meno compiacente. Si accontenta di prendere una percentuale sul gioco, credo intorno al venti per cento, lasciando la fetta più grossa a società spesso estere, che molto convenientemente hanno sede in qualche paradiso fiscale, dove le tasse non si pagano o si pagano pochissimo. Così, mentre si discute di legalità e di responsabilità sociale, i veri affari si fanno altrove, lontano dagli occhi e dai controlli.

Io, per fortuna, posso parlare ora con esperienza diretta, parliamo di importi certamente limitati, già, le mie perdite al gioco online si possono riassumere in poche centinaia di euro, certamente pochissimo rispetto a ciò che accade quotidianamente, dove i giocatori perdono tutto, anche la dignità. Il punto infatti è che se anche io, che ho giocato poco e con cifre modeste, ho potuto constatare di persona lo scollamento tra teoria e pratica, figuriamoci cosa provano tutti quei giocatori che ogni giorno ci lasciano cifre consistenti. Per questo ho sentito il dovere di raccogliere le testimonianze di chi ha avuto esperienze amare, e con il loro consenso, farle conoscere pubblicamente - tra l'altro allego la mia mail a cui potete scrivere per fare emergere la vostra esperienza: nicolacostanzo@live.it - perché solo pubblicando ciò che realmente accade, si può cominciare a chiedere che qualcosa cambi, o fare in modo che molti di essi prendano coscienza di quanto stanno realmente vivendo.

E in questo mare di opacità, di controlli inesistenti e di paradisi fiscali, c'è però una nota che mi sento di aggiungere, e che forse sorprenderà qualcuno. Perché in mezzo a tante piattaforme che giocano sporco, che taroccano i software, che buttano fuori i giocatori appena iniziano a vincere, che promettono e non mantengono, c'è chi, invece, sembra davvero rispettare quantomeno le regole. Parlo di STARYES!

Non è un caso che abbia scelto di intitolare così questo mio intervento, perché dopo mesi di test, di verifiche, di confronti e di ascolto delle esperienze altrui, posso dire con una certa sicurezza che STARYES si distingue dalla massa. Non promette mari e monti per poi ritirarsi, non espelle i giocatori quando la fortuna bussa alla porta, non altera il software per far saltare le combinazioni vincenti e, in base alla mia modesta esperienza, mi sembra che operi con la massima trasparenza, rispettando quella percentuale di legge che altre, invece, superano spudoratamente. Inoltre, i famosi "freespin" regalati ai clienti, quelli che consentono di convertire denaro fittizio in reale una volta superata la prova, sono solo un esempio di come si possa giocare in modo pulito, dando al giocatore una reale opportunità e non una illusione ben confezionata.

Ed è proprio questo il punto: mentre il sistema normativo arranca, mentre l'ADM certifica ma non controlla, mentre la Guardia di Finanza ha risorse limitate e le piattaforme sono troppe, mentre durante i giochi scorrono vincite di migliaia di euro e sedicenti "influencer" continuano a gridare al miracolo in diretta mostrando vincite costruite a tavolino, c'è chi, semplicemente, fa il proprio dovere. E quel "fare il proprio dovere", in un contesto dove quasi tutti cercano di aggirare le regole, diventa quasi un atto di coraggio. Perché STARYES, tra tutte le case da gioco online, è l'unico che rispetta le regole. E non lo dico perché pagato, non lo dico perché ho interessi nascosti, lo dico perché l'ho visto con i miei occhi, perché l'ho testato, perché ho confrontato le esperienze e perché, alla fine, i numeri parlano chiaro: quando una piattaforma ti dà ciò che promette, quando non ti butta fuori appena cominci a vincere, quando il software non salta proprio nel momento in cui stai per fare jackpot, allora vuol dire che qualcosa di diverso, di più onesto, esiste davvero.

So che è arrivata la nuova concessione del gioco online, quella che chiamano GAD. Hanno messo limiti di deposito, autoesclusioni, monitoraggio dei comportamenti, messaggi di avviso. Sì, tutta roba bella, ma solo sulla carta. A cosa servono i limiti di deposito se la casa trattiene non il dieci, ma il venti per cento? Il problema non è quanto deposito, ma quanto sono certo di perdere ogni volta che gioco. E se nessuno controlla che il margine reale resti entro il dieci per cento, allora bisogna ammettere che tutte quelle tutele diventano una facciata. Un modo per far sentire il giocatore protetto, mentre in realtà resta in mutande come prima. Ed è per questo che, davanti a questo scenario, viene spontaneo chiedersi: ma chi c'è veramente dietro tutto questo? E chi ci guadagna davvero? Le risposte, per quanto scomode, vanno sempre ricercate, e io ho provato a farlo in questi mesi, con onestà e senza timore di scontentare qualcuno.

Perché se davvero si volesse proteggere il giocatore, non si comincerebbe dal dare gli strumenti per capire, per vedere, per scegliere consapevolmente? Ma forse, anzi sicuramente, una scelta consapevole è proprio ciò che questo sistema non può permettersi. Tuttavia, in mezzo a questa palude, c'è un'eccezione che conferma la regola, e quella eccezione si chiama STARYES. Perché tra tutte le case da gioco online, è l'unico che rispetta le regole. E questo, oggi più che mai, è un valore che non può passare inosservato...

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