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giovedì 15 ottobre 2026

Non funziona così. Crescerete e capirete!

Certo... ci vuole coraggio a dire parole come queste: «Non funziona così il mondo. Crescerete e capirete come funziona».

Queste parole sembra che siano state pronunciate da un deputato di Fratelli d'Italia, a una studentessa dell'Unione degli Universitari che gli chiedeva, con dignità, di essere ascoltata.

Perché di questo si tratta: di studenti che hanno piantato le loro tende davanti a Montecitorio, e non per gioco, ma per denunciare il carovita universitario, il fallimento delle politiche abitative e la trasformazione del Diritto allo Studio in un affare per i privati.

La scena, raccontata dal Fatto Quotidiano, è di quelle che restano impresse. La studentessa gli dice: «Mi aspetto dal governo che se degli studenti mettono delle tende sotto Montecitorio, sia il governo a venire da noi». Una richiesta elementare, quasi banale nella sua umanità. E la risposta? «Continui ad aspettare, continuate ad aspettare. Non potete pensare di dire alle 14:10 "abbiamo deciso che alle 15 qualcuno del governo debba venire perché l'abbiamo deciso noi».

E poi la frase che fa più male, perché non è una risposta politica, è una sentenza dall'alto: «Crescerete e capirete come funziona».

Mi chiedo come si possa pensare di dire una cosa del genere a dei ragazzi e soprattutto alle loro famiglie, che fanno enormi sacrifici per portarli alla fine dei propri studi.

Famiglie che, come ben sappiamo, spesso si indebitano, rinunciano, stringono i denti. E oggi si sentono dire, attraverso i loro figli, che non hanno capito come funziona il mondo.

Già... come se il mondo fosse una cosa che si impara subendo, non pretendendo ascolto.

E mi dispiace che a dirlo sia proprio il deputato Donzelli, una persona che proviene da una famiglia di sinistra - il padre era iscritto al Partito Socialista Italiano - e che indubbiamente ha fatto grandi sacrifici personali, avendo avuto a 18 anni la disgrazia di perdere il genitore.

Ho letto infatti in alcune biografie che i genitori gli tagliarono le spese: la cosa è riportata in un servizio de "Il Tirreno" del 2022, in cui si racconta come la famiglia pose all'attuale deputato un "aut aut". Voleva studiare e mantenere le sue posizioni di destra, e così dovette pagarsi da solo gli studi. Per mantenersi iniziò a fare lavori saltuari, tra cui l'animatore turistico e l'insegnante di pianoforte.

Quindi parliamo di un soggetto che in qualche modo si è fatto da sé, non godendo di appoggi familiari, e la cui ascesa personale e politica sembra essere stata costruita attraverso un percorso di militanza trentennale all'interno della destra italiana, iniziata nel lontano 1994.

Ma questa non può certo definirsi una colpa. D'altronde, ditemi: quanti sono stati coloro che in questi cinquant'anni hanno goduto di quella posizione all'interno della Camera dei Deputati o del Senato? E soprattutto quanti - ahimè - ancora siedono lì, da generazioni?

Comprenderete quindi che, a differenza di quanto ho letto, mi dissocio dall'attaccare personalmente la persona. Ciò che può essere messo in discussione è la forma: il non dialogare in maniera serena e costruttiva tra chi portava in quella piazza le proprie dimostranze - forse anche in maniera errata - e chi, negli anni, avrebbe dovuto compiere tutta una serie di interventi normativi per evitare che si giungesse all'attuale condizione.

Parliamo, tra l'altro, proprio del governo rappresentato dalla sua Leader, Presidente del Consiglio dei ministri e capo del partito di Fratelli d'Italia.

D'altronde, ditemi: se tutti gli studenti italiani scendessero in piazza come stanno facendo i colleghi francesi, credo che nel giro di qualche mese questo nostro attuale governo finirebbe il proprio mandato. Già... proprio come quello spagnolo di Sanchez.

Ma non è questo il punto. Il punto è che chi ricopre una carica istituzionale dovrebbe avere la sensibilità di fermarsi, di ascoltare, di non trattare dei cittadini come bambini che devono ancora crescere. Tanto più quando quelle parole si scontrano con quanti - e qui mi riferisco proprio a molti suoi colleghi, e in particolare ai loro figli - hanno potuto contare, grazie alla politica, su percorsi e vantaggi familiari e personali che tanti suoi coetanei si sognano.

Intanto la protesta va avanti. L'Unione degli Universitari chiede un incontro urgente e la convocazione immediata di un tavolo di confronto con l'attuale Ministra per discutere nel merito le coperture della prossima Legge di Bilancio.

E alla loro conferenza sono intervenuti molti altri politici, in particolare molti di quelli attualmente all'opposizione, i cui nomi, consentitemi, non sto a ripetere. Sì... perché non è questa la politica sterile che dovrebbe essere messa in atto per migliorare questo corrotto, colluso e soprattutto criminale Paese.

Già... bisognerebbe intraprendere tutta una serie di azioni affinché, una volta e per tutte, si cambiasse definitivamente direzione.

Ma ormai ne sono convinto: a tutti va bene così! L'importante è, per la maggior parte di loro, percepire ogni mese quel compenso, senza mai chiedersi - come diceva Borsellino - se a fine mese se lo sono guadagnato.

È tempo quindi che quelle tende si facciano sentire. Perché l'impressione - ancora una volta - è che in molti, da quel palazzo, non le abbiano neppure viste o forse hanno scelto - come solitamente accade - di voltarsi dall'altra parte.

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