Voleva sapere – ancor prima che il Geologo mi avesse risposto – quali fossero le domande che gli avevo rivolto.
Qualche giorno fa, mentre mi recavo al Tribunale di Catania presso la Procura (per circostanze che non sto qui a riportare), ho incrociato il Dott. Grassi. Un incontro breve, quasi fortuito, ma sufficiente per scambiare due parole e per ricordargli che, nonostante i mesi passati, i miei lettori e io non avevamo perso l’interesse per la sua inchiesta. Lui, come sempre, è stato cortese ma misurato. Non mi ha anticipato nulla di sostanziale, ma non mi ha nemmeno chiuso la porta, così, tornato a casa, ho deciso che era il momento di mettere nero su bianco tutto ciò che ancora mi frullava in testa, ed è nata così la mail che vi mostro oggi.
Non l’ho scritta con animo polemico, anzi credo che leggendola lo capirete. Ho cercato piuttosto di essere discreto, rispettoso, ma nello stesso tempo curioso, esattamente come cerco di essere quando scrivo qui per voi.
Difatti, ho provato a immaginare di essere seduto dall’altra parte della scrivania, e di ricevere domande che non chiedono solo un aggiornamento tecnico, ma che toccano il nervo scoperto di un sistema che sembra aver smarrito il suo legame con la verità.
Ecco perché, nel rivedere la mail prima di inviarla, ho pensato che forse avrei potuto risparmiargli quell’ultima domanda, già... quella più personale, quasi intima. Poi ho deciso di lasciarla, perché il Dott. Grassi non è solo un geologo che ha scoperto un buco in uno schermo solare, è un uomo che ha speso tempo, risorse, energie, e che si è trovato davanti un muro di silenzio alto almeno quanto la sua pazienza. Ecco perché chiedergli cosa lo sostiene ancora - dopo tutto questo - non mi è sembrata una domanda retorica, semmai, mi è sembrata, la domanda più vera tra tutte.
Detto questo, vi lascio alla lettura della mail. L’ho riportata qui sotto integralmente, così come l’ho inviata, senza togliere, né aggiungere, una virgola. Sono certo che alcuni di voi avranno già le loro opinioni, le loro aspettative, magari anche qualche perplessità. Ma va bene così... il confronto è l’anima di questo blog. Ed allora, non ci resta che attendere la risposta del Dott. Grassi. Appena arriverà, ve la farò sapere. Parola di Nicola Costanzo.
Di seguito, il testo della mail inviata al Dott. Alfio Grassi in data 13 c.m. alle ore 17.48.
Oggetto: Richiesta di aggiornamento sul caso Floridia e sulle Sue iniziative – Dott. Alfio Grassi
Egregio Dott. A. Grassi,
buongiorno. Sono trascorsi alcuni mesi dal nostro precedente scambio, durante il quale ebbi il privilegio di ascoltare le Sue ricostruzioni in merito al controverso record di 48,8°C registrato dalla stazione SIAS di Floridia l'11 agosto 2021.
Come Le avevo anticipato alcuni giorni fa, incontrandola presso il Tribunale di Catania, ho continuato a seguire la vicenda con attenzione, ripercorrendo e aggiornando i miei lettori attraverso diversi post. L'eco internazionale giunto da Vienna, con l'intervento del Prof. Jan Barani al Meteorological Technology World Expo 2025, ha dato nuovo peso alle Sue denunce, mentre il perdurare del silenzio da parte di alcuni enti – in particolare del Laboratorio INRiM di Torino – continua a sollevare interrogativi sempre più pressanti.
Le scrivo quindi nuovamente per raccogliere un aggiornamento ufficiale sullo stato delle Sue iniziative. I miei lettori, come me, attendono di conoscere gli sviluppi di una storia che ormai trascende il caso locale per assumere i contorni di una questione di trasparenza scientifica e istituzionale.
Le sarei molto grato se potesse dedicarmi qualche minuto per rispondere ai seguenti quesiti, nei tempi che riterrà più opportuni. La ringrazio sin d'ora per la cortesia e la disponibilità che non manca mai di dimostrarmi.
Cordialmente,
Nicola Costanzo
Primo quesito. Il Laboratorio INRiM di Torino ha finalmente fornito un riscontro ufficiale alla Sua richiesta di accesso agli atti? In caso negativo, quali iniziative concrete intende prendere per superare quella che potrebbe apparire una chiusura sistematica al confronto? Ed ancora: ritiene che un ente finanziato con risorse pubbliche possa legittimamente ignorare le Sue richieste?
Secondo quesito. Dalla richiesta di incontro ufficiale da Lei inoltrata al World Meteorological Organization, indirizzata alla Prof.ssa Celeste Saulo e con copia al Prof. Jan Barani, è giunta alcuna risposta, anche solo informale? Il coinvolgimento del Prof. Barani ha - in un qualche modo - rotto l'incantesimo di silenzio che sembrava avvolgere ogni tentativo di dialogo?
Terzo quesito. Nei mesi trascorsi dalla nostra ultima conversazione, ha raccolto ulteriori elementi a supporto della Sua tesi secondo cui questo record sarebbe servito – o servirebbe – a qualcuno per creare allarmismo climatico, incutere spavento nella popolazione e condizionare politiche economiche e stili di vita? Altri esperti, colleghi, anche in forma privata, Le hanno manifestato la stessa consapevolezza della falsità del dato, confermando quel clima di paura e complicità silenziosa che Lei stesso ha denunciato?
Quarto quesito. Le altre stazioni della rete SIAS che Lei aveva segnalato come non a norma – Mineo, Mazzarrone, Noto, Lentini, Francofonte, Paternò, Augusta – sono state in questi mesi successivi -oggetto di verifiche indipendenti a seguito delle Sue segnalazioni, o continuano a operare producendo dati che finiscono nei bollettini ufficiali senza che nessuno ne abbia accertato la conformità agli standard internazionali?
Quinto quesito. Le chiedo infine, e mi scuso se la domanda suonerà più personale: dopo tutto il tempo e le energie che ha dedicato a questa inchiesta, dopo i silenzi e le eventuali mancate risposte, persino da parte di un ente come l'INRiM, cosa La sostiene ancora da andare avanti? Ed inoltre, ritiene che esista una strategia consapevole e organizzata dietro la narrazione climatica distorta che Lei denuncia, o siamo piuttosto di fronte a una deriva sistemica fatta di incuria, conformismo intellettuale e paura di perdere finanziamenti e/o posizioni?
La ringrazio nuovamente per l'attenzione e resto in attesa di un Suo cortese riscontro, certo che le Sue parole, come sempre, saranno preziose per fare chiarezza su una vicenda che non riguarda solo un termometro malfunzionante, ma il diritto dei cittadini a un'informazione scientifica trasparente e affidabile.
Cordiali saluti,
Nicola Costanzo
Questo è quanto, amici miei. Ora non ci resta che attendere. Spero che il Dott. Grassi, come ha sempre fatto, trovi il tempo e la voglia di rispondere. Appena avrò notizie, qualunque esse siano, tornerò qui da voi. Nel frattempo, se qualcuno volesse lasciare un commento o condividere la sua opinione su queste domande, sa che la sua voce è sempre la benvenuta. Alla prossima.
