Translate

mercoledì 18 febbraio 2026

La ragnatela dei "bonus" fantasma...

Già... ogni volta che apro le pagine delle cronache e mi imbatto nell’ennesima notizia di truffa sui "bonus edilizi", provo un grande sconforto e una sensazione amara che conosco bene, perché in questi anni ho scritto decine di post su questo argomento, eppure – nonostante tutto – ogni nuova inchiesta riesce, ahimè, a lasciarmi senza parole. 

Quella di queste ore arriva dalla Procura di Venezia, e ha il sapore amaro di una conferma: i numeri sono da capogiro, le modalità sono le solite, e il danno è per tutti noi.

Siamo intorno ai 77 milioni di euro, tra crediti fiscali fantasma e beni sequestrati. Sembra che un ragioniere, secondo le indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, avrebbe messo in piedi un sistema spregiudicato: accesso abusivo ai cassetti fiscali di persone ignare, società intestate a prestanome, crediti d’imposta generati dal nulla e immediatamente ceduti

Un meccanismo che si è esteso come una ragnatela da Venezia a Milano, da Roma a Catania, passando per Napoli e Caserta. Ventiquattro immobili sequestrati, conti correnti bloccati per 3,6 milioni, crediti d’imposta ancora giacenti per 34,5 milioni. Diciannove indagati, ventitré società coinvolte, trentatré persone fisiche che – consapevoli o meno – si sono trovate al centro di questa ragnatela.

Leggendo i dettagli dell’inchiesta, mi sono tornate in mente le parole che ho usato tante volte, nei miei numerosi post, quasi fossero un ritornello. Ricordo ad esempio di quando parlai di quella prima inchiesta (casualmente anch'essa dalle parti di Treviso), dove i finanzieri scoprirono crediti fittizi per oltre 230 milioni. O quando raccontai di uno studio che, attraverso lo sconto in fattura e la cessione dei crediti, aveva creato un vortice di "denaro sporco" che finiva all’estero. 

E poi ancora la vicenda esilarante compiuta nella città di Messina, partita dalla denuncia di un cittadino che si ritrovò nel proprio cassetto fiscale 1,3 milioni di euro di crediti mai chiesti, oppure, quella di Sassari, con i lavori inesistenti e le fatture gonfiate e per l’ultima (tanto epr dire...), quella di pochi mesi fa, a Barletta, con 52 milioni di euro di falsi bonus.

Quel che colpisce, in questa come nelle altre storie, è la sensazione di assistere a un copione che si ripete identico. Le stesse modalità, gli stessi ruoli, le stesse falle nel sistema. L’accesso abusivo ai cassetti fiscali, l’uso di prestanome, la creazione di crediti d’imposta su lavori mai eseguiti, e poi la cessione a catena fino alla monetizzazione finale. 

Un’architettura che qualcuno definirebbe "ingegnosa", se non fosse così criminale, e che lascia interdetti quando si pensa alla semplicità con cui viene messa in atto: bastano poche credenziali rubate, qualche documento contraffatto, e il gioco è fatto. Viene da chiedersi, a questo punto, se chi ha progettato questi meccanismi di accesso ai bonus sia stato semplicemente ingenuo, o se invece ci sia una miopia di fondo che non si riesce a superare.

C’è poi un altro aspetto che mi tormenta, e che ho già accennato in passato: La rapidità con cui certe procure e certe forze dell’ordine riescono a intervenire, rispetto alla lentezza di altre. In questa inchiesta, come in quella precedente sempre a Treviso, i risultati sono arrivati in tempi brevi, grazie a un lavoro meticoloso sui dati della piattaforma dell’Agenzia delle Entrate, sulle tracce bancarie, sulle testimonianze. 

Ma quante altre inchieste restano impantanate? Quante indagini non decollano perché manca quella spinta, quella determinazione che invece altrove fa la differenza? È una questione che ho già sollevato, e che continua a pesarmi: la distanza tra Nord e Sud non è solo geografica, è anche culturale, operativa. E mentre da una parte si sequestrano beni e si bloccano crediti, dall’altra si aspetta, si resta imbambolati, e il danno si allarga...

Il punto, però, è ancora più profondo. Perché queste truffe non colpiscono solo l’erario, non sono solo numeri su un bilancio pubblico. Colpiscono la fiducia di chi quelle agevolazioni le ha usate onestamente, di chi ha ristrutturato la propria casa sperando in un aiuto concreto dallo Stato. Colpiscono le imprese che lavorano pulito, che si trovano a competere con chi froda e inquina il mercato. E colpiscono tutti noi, che vediamo risorse destinate alla ripresa economica finire in mani sbagliate, disperse in un vortice di illegalità che non si ferma mai.

C’è chi, dopo tutte queste notizie, potrebbe pensare che ormai sia inutile indignarsi, che questa sia la legge del contrappasso, già... il prezzo da pagare per vivere in un Paese come il nostro, dove l’imbroglio è pane quotidiano! Io... non la penso così, anzi credo che indignarsi sia necessario, tenere alta l’attenzione e soprattutto denunciare, sia l’unico modo per non rassegnarsi! 

Ma non solo...  ritengo anche che ognuno di noi possa fare la sua parte, piccola ma concreta. Controllare il proprio cassetto fiscale, per esempio, segnalare qualsiasi anomalia, qualsiasi credito sospetto che appaia senza motivo. Denunciare alle forze dell’ordine, ma anche al Ministero dell’Economia, perché ci siano più occhi aperti su questi meccanismi.

Perché la verità è che "fatta la legge, si trova sempre l’inganno". Ma se noi cittadini smettiamo di guardare, se abbassiamo la guardia, allora l’inganno diventa sistema. E questo ritengo, non possiamo permettercelo.

Note sul Blog "Liberi pensieri"

Disclaimer (uso e condizioni):

Questo blog non rappresenta una “testata giornalistica” in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità, pertanto, non può considerarsi “prodotto editoriale” (sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1 co.3 legge n.62 del 2001).

Gli articoli sono pubblicati sotto Licenza "Blogger", dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l'Autore), che non vi sia alcuno scopo commerciale e che ciò sia preventivamente comunicato all'indirizzo nicolacostanzo67@gmail.com

Le rare immagini utilizzate sono tratte liberamente da internet, quindi valutate di “pubblico dominio”, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog al seguente indirizzo email:nicolacostanzo67@gmail.com, che provvederà alla loro pronta rimozione.

L'autore dichiara inoltre di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.

Per qualsiasi chiarimento contattaci

Copyright © LIBERI PENSIERI di Nicola Costanzo

ADUC

ADUC
Clicca x associarti

Sostieni Addio Pizzo

WIKIMAFIA

WIKIMAFIA
Sostieni Wikimafia