Buongiorno,
che la Pasqua potesse riservarci qualche sorpresa era probabile, ma che la Rai trasmettesse una fiction – e mi si passi il termine, perché solo così può essere chiamata – su quanto accadde purtroppo nella seconda guerra mondiale, stravolgendo storicamente i fatti e tentando di giustificare quegli ignobili silenzi dell’allora Papa Eugenio Pacelli, detto Pio XII, è veramente vergognoso.
Non trovo altre parole, e forse nemmeno le cerco, perché davanti a certi tentativi di riscrittura della storia ci si sente prima arrabbiati, poi semplicemente stanchi.

Nascondere gli accordi segreti fatti con il Terzo Reich, pur di salvaguardare se stesso, lo Stato Pontificio e i loro cardinali, e quanti operavano attorno ad essi;
preservare così la propria struttura, proteggere quell’immenso patrimonio millenario, custodire gli oggetti preziosi; compiacere ovunque i gerarchi nazisti, criminali di guerra come Eichmann, Barbie e Mengele, e fornire loro quei lasciapassare per l’Argentina di Perón attraverso l’Operazione Odessa, incassando in cambio l’oro e il denaro frutto di quanto ricavato dall’uccisione del popolo ebraico: tutto questo, se confermato dalle ricerche degli storici, non avrà mai perdono.
Lo scrivo senza enfasi, ma con la certezza di chi pensa che alcune ferite non si rimarginano con una fiction televisiva, per quanto ben girata o malintenzionatamente edificante.
Mi chiedo quindi a cosa e a chi oggi possa giovare falsificare quella cruda realtà. Forse a chi spera che le nuove generazioni, sempre più portate a conoscere la storia per averla sentita o vista in Tv, finiscano per non leggere quanto invece è stato riportato dagli storiografi nei documenti ricevuti e poi nascosti dalla Santa Sede. Celare le deportazioni effettuate, eclissare gli stermini di massa che giornalmente venivano a compiersi nelle camere a gas –
quella barbarie che in nome della razza pura ariana si compiva a danno del popolo ebraico – significa tradire la memoria di chi non ha avuto voce.
E ciò che fa ancora più male è pensare che quei crimini trovarono seguaci anche tra coloro che, in nome del cristianesimo, videro in questa nuova crociata l’occasione per condannare finalmente chi, secondo una certa lettura della storia, aveva messo in croce il loro Messia. Ecco, è proprio qui che si rivela la bestialità, quegli istinti primordiali umani che fecero precipitare l’umanità al livello di un infimo degrado dal quale fatichiamo ancora a risollevarci.
Per fortuna alla fine, almeno nello sceneggiato televisivo, Pio XII ammette la propria inadeguatezza, i torti fatti e le offese commesse, e chiede perdono. Peccato che questo perdono lui non l’abbia mai espresso in vita, né l’abbia mai scritto in alcun documento ufficiale.
È soltanto attraverso un grande Papa come Giovanni Paolo II, chiedendo perdono per il comportamento di coloro che nella storia hanno causato tanta sofferenza al popolo ebraico, a cominciare dalla Shoah, che la Chiesa ha iniziato un nuovo cammino di purezza. Aver definito quei crimini come “
crimini contro Dio e l’umanità” e aver sottolineato quanto fosse “
inaccettabile e intollerabile” chi, tra gli uomini di Chiesa, avesse potuto negarli o minimizzarli, ha chiarito in maniera definitiva ogni riferimento storico a chi lo aveva indegnamente preceduto.
Ah, quasi dimenticavo: e Suor Pasqualina? Lasciamo perdere, su di lei preferisco il silenzio. O meglio, preferisco decisamente il “Pasqualino Settebellezze” nel film di Lina Wertmüller. Almeno lì, tra grottesco e dramma, si racconta un’altra verità, quella che non cerca assoluzioni facili.
E in questa Pasqua del 2012, mentre le campane suonano a festa, io continuo a domandarmi se la memoria sia davvero servita da una fiction o non piuttosto tradita...
Nessun commento:
Posta un commento