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lunedì 19 gennaio 2026

IRAN: L'arte perfetta del regime. Spegnere la mente, non solo le voci.

Sì... quel silenzio forzato è più assordante di qualsiasi grido! 

Da inizio gennaio, l’Iran è immerso in un buio digitale che non è un incidente, ma un preciso strumento di controllo. Hanno staccato internet e le linee telefoniche, isolando il paese e soffocando ogni voce che potesse raccontare cosa stia realmente accadendo nelle strade. 

In questo vuoto artificiale, le redazioni indipendenti sono sparite. I loro siti sono inaccessibili dall’estero, muri bianchi che sostituiscono le notizie.

L’unico messaggio chiaro che trapela è quello della repressione. Come la sospensione del quotidiano Ham-Mihan, bandito per aver pubblicato due articoli scomodi: uno sulle proteste e l’altro, della giornalista Elaheh Mohammadi, sull’impatto della repressione sulle cure mediche. Una punizione esemplare, che segue i suoi due anni di carcere per aver raccontato la morte di Mahsa Amini. È il copione di sempre: prima si imprigiona la voce, poi si cancella il mezzo che la poteva diffondere.

Il paradosso grottesco è che, mentre il pluralismo viene azzerato, i canali di propaganda del regime trasmettono senza intoppi. Le agenzie di stato diffondono la loro verità unica, fatta di “ordine ristabilito” e “cellule terroristiche smantellate”. 

E cos'... in questo panorama distorto, l’Iran affonda al 176° posto per libertà di stampa, con oltre cento giornalisti arrestati dal 2022 e nomi come quello di Narges Mohammadi, premio Nobel, ancora in cella.

Questa non è solo una censura, è la confessione della paura di un regime che sa di non poter sopravvivere al libero flusso delle idee. Per vincere, deve sostituire la realtà con il suo monologo, la complessità con il silenzio. 

È la dittatura che, non potendo controllare le coscienze, spegne i microfoni e oscura gli schermi, ed in quel silenzio artificiale, risuona più forte che mai il suo terrore verso la libertà.

Già... il regime più perfetto è quello che non spegne le voci, ma convince gli uomini a spegnere la propria mente. In Iran, insegnano il silenzio come prima lingua!

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