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martedì 21 gennaio 2020

L'attività giudiziaria da sola non può bastare...

Già, un mondo a parte quello dell'attività giudiziaria...
Se dovessi rappresentare con una scena quel particolare ambiente lo vedrei con l'immagine di un film, sì... quello dei "corvi" girato da Alfred Hitchcock, sarebbe ottimo per descrivere quanto accaduto in questo ultimo ventennio...
Sì, va detto per correttezza che molto è cambiato all'interno di quel "palazzo" - in particolare in questi ultimi anni - d'altronde basti contare il numero d'inchieste giudiziarie salite in modo esponenziale, i processi giunti nell'ordine della quotidianità e gli arresti costanti di soggetti e professionisti insospettabili...
Già, tutta una serie di personaggi che in qualità di prestanome e/o colletti bianchi, si son prestati ad agevolare e a compiere tutta una serie di reati... 
D'altro canto basti osservare i continui sequestri/confische compiute dalle forze dell'ordine, un numero certamente elevato - solo in Sicilia si parla di migliaia di unità - proprietà immobiliari tolte dalle mani di malfattori o mafiosi, ottenute (o anche solo gestite) in maniera illegale, di cui parecchie rimesse nuovamente nel circuito della legalità o questo era il presupposto...
Una attività quella di accumulare ricchezze, affinché si possano riutilizzate per esercitare sovente un controllo sul territorio e sui suoi cittadini...
Ma non bisogna soltanto ricordare questa categoria di criminali, perché c'è stato anche chi negli anni scorsi - se pur appartenendo alle istituzioni - ha fatto emergere casi di mala gestio per fini "personali", evidenziando in quel loro ruolo poco attenzione per i beni sequestrati e confiscati a loro affidati...
Basti ricordare ad esempio tutta una serie di amministratori giudiziari truffaldini e soprattutto un caso portato alla cronaca (l'inchiesta "Saguto") che ha creato nell'ambiente forte scetticismo sulla gestione di quei beni tolti ai mafiosi...
Perché alla fine serve a poco il lavoro svolto dall'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, se poi non si riesce a monitorare o ancor di più a gestire quei beni, che di fatto restano nella disponibilità di coloro a cui erano stati tolti o ancor peggio non vengono efficacemente riutilizzati per fini sociali...
Ma d'altronde di una cosa sono ormai certo: la corruzione nella nostra terra è perpetrata a tutti i livelli e riguarda anche quelle persone che di fatto dovrebbero controllare e non lo fanno, anzi solitamente fanno in modo tale di non restar coinvolti...
Continuano quella loro opera senza mai entrare nello specifico, restano ai margini di quel loro controllo, percependo lo stipendio senza alcun merito e difatti quando improvvisamente sono chiamati in causa, dimostrano quella propria inadeguatezza professionale, a cui va sommata ahimè una fragilità personale, accompagnata da atteggiamenti di codardia!!!
Ed è proprio grazie a quel loro comportamento che la mafia ha potuto controllare questo nostro territorio!!!
Sono essi difatti ad aver contribuito ad alimentare quel potere illegale, favorendone la corruzione anche in quelle pubbliche amministrazioni, dove grazie ad impiegati infedeli si sono potuti eludere tutti quei controlli che hanno dato il via a questo sistema totalmente corrotto ed illegale!!!

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