Sì... sono qui, davanti a questa notizia che rimbalza da un giorno, e non riesco a togliermi dalla testa una domanda semplice, quasi banale nella sua evidenza.
Christian Horner ha detto che verrebbe a Maranello domani mattina. Ha detto che è da sempre il suo sogno. Ha detto che è l'unica eccezione che farebbe alla sua nuova regola di non tornare a fare il dipendente e che per la Rossa rinuncerebbe pure a una quota azionaria.
Ed allora mi chiedo: Ferrari, cosa stai aspettando?
Perdonatemi, la mia non è una provocazione, già... è una constatazione, ma per voler rinnovare la memoria a chi fa finta di non ricordare, consentitemi di ricordare quanto accaduto.
Sono oltre vent'anni che non vince un titolo piloti. L'ultimo è stato Kimi Raikkonen, nel 2007. Il Mondiale Costruttori manca dal 2008. Vent'anni. Una generazione intera di tifosi cresciuta senza vedere la Ferrari campione del mondo.
Ma non solo... negli ultimi anni, diciamocelo senza girarci intorno, siamo sempre dietro a tutti!
Quando va bene arriviamo quarti o quinti, dietro McLaren, Red Bull, Mercedes.
Il 2025 si è chiuso con un quarto posto nei Costruttori, a 435 punti dalla McLaren, con una sola vittoria in Sprint e zero podi per Hamilton in tutta la stagione.
Il 2026 è iniziato con un altro copione, ma siamo sempre dietro: la gara che ho appena visto stamani in Tv a Baku ha portato Leclerc quarto, con la squadra giù dal podio per la sesta gara di fila.
La verità? "Il gigante è addormentato", lo ha detto Horner e come dargli torto!
Sto ascoltando - mentre scrivo questo post - Now Tv, in particolare il canale sulla F1, e sento i giornalisti presenti, ma anche alcuni ospiti invitati dall'esterno, in video-collegamento, criticare Christian Horner con argomentazioni del tutto futili e certamente molto personali e poco professionali.
Ed allora consentitemi di parlare di questo "Team principal".
In vent'anni alla Red Bull ha vinto 14 titoli mondiali, otto piloti e sei costruttori, ha gestito Vettel e Verstappen, ha preso decisioni impopolari e spesso sbagliate, ma alla fine ha sempre vinto. Non è certamente un santo, non è simpatico, non è quello che i tifosi della Ferrari sognerebbero di vedere al muretto, ma una cosa è certa: sa vincere. E la Ferrari, in questo momento, ha bisogno di uno che sappia vincere, molto più di uno che sappia essere simpatico.
In vent'anni alla Red Bull ha vinto 14 titoli mondiali, otto piloti e sei costruttori, ha gestito Vettel e Verstappen, ha preso decisioni impopolari e spesso sbagliate, ma alla fine ha sempre vinto. Non è certamente un santo, non è simpatico, non è quello che i tifosi della Ferrari sognerebbero di vedere al muretto, ma una cosa è certa: sa vincere. E la Ferrari, in questo momento, ha bisogno di uno che sappia vincere, molto più di uno che sappia essere simpatico.
Fred Vasseur si vede... è da tempo sulla graticola, qualcuno dice da settimane, io penso da molto di più... e forse è giusto così, forse no, ma comunque non sta a me dirlo.
Perché il punto, secondo me, non è Vasseur. Non è Leclerc, che insieme a Verstappen - ed oggi ad Antonelli - è uno dei migliori piloti del campionato, a cui dovremmo aggiungere un sette volte campione del mondo qual è Lewis Hamilton.
Il punto è che la Ferrari sembra aver perso la capacità di reagire, di scegliere, di rischiare. E non parliamo di strategia: Il più delle volte si sbagliano le azioni da compiere. La cosa che fa più male è che molte di quelle... sono le stesse che io - che non sono un esperto, sia chiaro - azzecco sempre senza alcuna fatica, d'altrinde ne ho piena conferma, osservando come quelle mie scelte, vengono poi puntualmente decise solo pochi secondi dopo dalle altre squadre compiono puntualmente.
Mi sembra una squadra che aspetta che le cose cambino da sole, come se il solo fatto di chiamarsi Ferrari dovesse prima o poi riportare i titoli a Maranello per inerzia della storia. Mi dispiace... non funziona così e reitero: non funziona più così da vent'anni.
Horner si è candidato. Ha usato parole precise, studiate, ma inequivocabili. Ha detto che sente che c'è ancora un giro di giostra da fare, che gli manca il muretto, che la Ferrari è il sogno. Non ha mandato un curriculum, ha mandato un messaggio in chiaro. E dall'altra parte, per ora, c'è solo il silenzio, lo stesso silenzio che noi tifosi sentiamo da due decenni...
Sì... gli addetti ai lavori ci raccontano ogni anno la stessa storia: che la Ferrari sta già lavorando a qualcosa, che forse ha un piano che non conosciamo, che forse alla fine Vasseur resterà e dimostrerà a tutti che aveva ragione lui.
Ma io ho smesso di credere alle favole da tempo, perché il tempo delle chiacchiere è passato, le stagioni sono trascorse e noi tifosi stiamo ormai invecchiando. E come raccontano le favole, quando i giganti si addormentano e dormono troppo, alla fine rischiano di non svegliarsi più.
Ferrari: datti una mossa! Altrimenti a noi tifosi italiani non resterà che tifare Mercedes, sì, per vedere quantomeno un nostro pilota - Kimi Antonelli - lì sul palco: con un inno che suona e una bandiera tricolore a portare alto il nostro Paese!

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