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domenica 18 ottobre 2026

Gesù nel 2026 - Appendice al capitolo VI°: La cancellazione di una memoria!

Ieri ho visto in TV televisione - credo come molti di voi – le dimissioni dall'Ospedale Gemelli di Roma di Papa Leone XIV, dopo l'intervento chirurgico subito.

Ho osservato anche come molti medici e fedeli si siano prostrati al suo passaggio: c'era chi teneva le mani unite in preghiera, chi piangeva commosso cercando un suo tocco; e poi, tra medici e fedeli, chi in fila o dietro le transenne lo ha salutato con un inchino o baciandogli le mani.

Mi sono detto: "neppure fosse il Messia". E a quel punto mi è tornato in mente un episodio analogo, che riprende quanto avevo scritto il mese scorso in quelle tre parti del VI Capitolo: una circostanza importante, che andava detta a completamento e che oggi mi sembra quanto mai necessario ricordare.

Vi sarà chiaro, allora, come in quel tempo non vi fosse posto per due messia. Difatti, quando i Vangeli di Marco, Matteo, Luca e Giovanni vennero scritti – siamo all'incirca tra il 70 e il 100 d.C. – era già stato messo in atto un tentativo di minimizzare, e quindi marginalizzare, la figura di Giovanni Battista, esaltando di conseguenza quella di Yeshua.

Già... la stessa cosa, d'altronde, è accaduta con il fratello di Gesù, Giacomo, detto il "Giusto", che come sappiamo gli succedette alla morte. Anche lui venne però immediatamente estromesso: per i cristiani era necessario dare a Yeshua un ruolo primario, quello di Unico Signore e Cristo. Già... una condizione giunta fino a noi attraverso i secoli, dopo il vergognoso "Concilio di Nicea"!

E qui bisogna ricordare cosa accadde a Nicea, nel 325 d.C. L'imperatore Costantino, che non era cristiano, ma un politico abile, convocò tutti i vescovi per mettere fine alle dispute teologiche che stavano lacerando l'Impero. E lì, in quella riunione, si decise che Gesù non era semplicemente un uomo, non era un profeta, non era un maestro. No. Si decise che era "consustanziale al Padre", della stessa sostanza divina, Dio stesso fatto uomo. Chi non era d'accordo – come il vescovo Ario, che sosteneva che Gesù fosse una creatura divina ma non uguale a Dio – venne condannato, esiliato, e i suoi scritti bruciati.

E così... da quel momento, l'uomo Yeshua, il falegname di Nazareth, il bastardo che aveva osato alzare la voce contro il sistema, venne cancellato. Al suo posto venne messo un dogma, una formula, un Cristo di pietra e di parole che nulla aveva a che fare con l'uomo che aveva camminato in Galilea. Il Concilio di Nicea non fu un atto di fede, no... fu un atto di potere!

Ed ecco che Giovanni Battista diventa incredibilmente il precursore, l'uomo che introduce Yeshua nel mondo per poi levarsi dalla scena. Ed ecco ancora invertire i fatti storici: fu Giovanni a battezzare Yeshua, non il contrario – dunque Yeshua era discepolo di Giovanni.

E difatti... per i nuovi cristiani quanto era accaduto era un problema, una situazione inconcepibile, ed ecco che si inventano la frase "dell'agnello di Dio". Ma dimenticano di dire che è Giovanni ad aver imparato la più importante preghiera per i cristiani: "Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano e perdonaci i nostri peccati perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore e non ci indurre in tentazione" (Luca 11, 1-4).

Ecco, tutti i cristiani conoscono la preghiera ampliata del Padre Nostro riportata da Matteo, senza sapere però che la versione originale è quella di Luca – la stessa che si trova nella fonte "Q". Ma d'altronde anche Yeshua sapeva che Giovanni era il più grande di tutti, tanto da dire: Giovanni è più di un profeta; nessun nato da donna è più grande; è colui del quale la Torah e tutti i profeti hanno profetizzato; è venuto a salvare il mondo.

Certo... qualcuno (Marco) ha poi deciso, per ragioni evidenti, che non vi fosse posto per due messia, e così la storia cristiana ha fatto una scelta, e la memoria storica e spirituale è stata stravolta, a scapito di uno e a favore dell'altro.

E mentre lasciava il Tempio, seguito dai suoi dodici, Yeshua sapeva che la strada che aveva scelto non aveva ritorno. Ma sapeva anche che la sua storia, come quella di Giovanni, sarebbe stata riscritta, manipolata, tradita.

Ma ormai non importava, perché la fiamma che aveva acceso non si sarebbe spenta, sì... nemmeno quando loro, i potenti, avrebbero cercato di spegnerla!

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