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giovedì 13 agosto 2026

Record dei 48,8°C: atti nascosti, strumenti spariti. Il Dott. Alfio Grassi ricorre al TAR.

Buongiorno a tutti e ben ritrovati in questo periodo caldo e consentitemi di dire, non solo per le temperature "approssimativamente" misurate...

Oggi - difatti - condivido con voi un contributo che ritengo di grande rilevanza non solo sul piano scientifico, ma anche su quello della trasparenza amministrativa e del diritto di accesso alla conoscenza pubblica.

Il testo che segue porta la firma del Dott. Alfio Grassi, figura nota per il suo rigoroso lavoro di analisi sulle stazioni meteorologiche siciliane e, in particolare, sul controverso record europeo di 48,8°C registrato l'11 agosto 2021 a Floridia (SR).

Come molti di voi sanno, quel valore è stato convalidato dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) proprio sulla base delle verifiche metrologiche condotte dall'INRIMIstituto Nazionale di Ricerca Metrologica di Torino.

Il Dott. Grassi, però, da tempo solleva perplessità tecniche sulla strumentazione e sull'ubicazione della stazione SIAS. Per fare chiarezza, ha attivato tutte le vie formali per ottenere l'accesso agli atti delle verifiche INRIM.

Nel lungo e dettagliato resoconto che troverete di seguito - di cui egli stesso mi ha formalmente comunicato che si assume personalmente qualsivoglia azione - ci racconta l'esito della sua visita a Torino dell'aprile 2026, le resistenze incontrate, le risposte ricevute e le domande che ancora restano senza risposta.

Lascio ora la parola al Dott. Alfio Grassi, riportando il suo testo in modo fedele e integrale, così come mi è stato affidato.

Testo integrale ricevuto stamani 13 c.m. dal Dott. Alfio Grassi:

Caro Costanzo, innanzitutto le chiedo umilmente scusa per non aver dato tempestivamente riscontro alla sua richiesta di aggiornamento sugli sviluppi delle mie interlocuzioni con il laboratorio INRIM di Torino che, come è noto, ha avuto un ruolo determinante per certificare il record europeo di 48,8° registrato l'11/08/21 dalla stazione meteo di Floridia, gestita dal SIAS Sicilia.

Dopo vari tentativi, lo scorso aprile, l'INRIM ci ha comunicato che i documenti da noi richiesti (documenti pubblici privi di qualsiasi vincolo di segretezza) potevano essere visionati direttamente nella sede di Torino e, pertanto, ho colto l'invito e mi sono recato con il mio legale nella prestigiosa sede dell'INRIM, tempio della scienza in ambito nazionale e internazionale.

Siamo stati accolti con tutti gli onori di casa dal Dott. Merlone e dalla Dott.ssa Musacchio, ricercatori dediti alla metrologia della termodinamica, che ci hanno fatto visionare gli strumenti di laboratorio e perfino alcuni reperti storici di strumentazione meteorologica, come un termometro a mercurio proveniente dal Pakistan che molti anni fa aveva registrato una temperatura record che poi fu smentito a seguito delle verifiche di calibrazione dello strumento condotte dall'INRIM.

Dopo un'esaustiva introduzione sulle procedure di calibrazione praticate in laboratorio, il Dott. Merlone e la Dott.ssa Musacchio ci hanno portato in una sala riunione dove, attraverso un proiettore, ci è stato permesso di visionare alcune slides sulle verifiche metrologiche eseguite allo strumento schermo-sensore termometrico della stazione meteo di Floridia.

Considerato che la presentazione grafica conteneva una copiosa serie di dati numerici, impossibile da analizzare a distanza e in poco tempo, abbiamo chiesto di acquisire i documenti oggetto di visualizzazione in copia cartacea o in formato digitale, ma purtroppo il Dott. Merlone si è mostrato categoricamente contrario a concederci l'accesso agli atti.

Ma, sono rimasto ancora più sorpreso quando ho chiesto ai miei interlocutori di poter visionare la strumentazione testata, alla luce del fatto che l'INRIM ha sempre pubblicamente dichiarato che la stessa veniva custodita presso il proprio laboratorio di Torino: il Dott. Merlone e la Dott.ssa Musacchio mi hanno risposto che la stazione era stata trasferita in altro posto, presumibilmente nella sede INRIM di Matera, anzi con una sottile ironia mi è stato detto che probabilmente finirà in discarica, visto che lo strumento non è dell'INRIM ma del SIAS e, quindi, l'Istituto non ha alcun obbligo e interesse a custodire la strumentazione del record europeo di 48,8°.

Insomma, ci aspettavamo di fare chiarezza su questa strana vicenda del record europeo e, invece, ce ne siamo ritornati a Catania con più dubbi di quelli che avevamo in partenza.

Deluso ma non scoraggiato dall'esito della nostra visita, assistito dal mio legale Avv. Nunzio Condorelli Caff, decido di reiterare la richiesta di accesso agli atti, ma anche in questo caso l'INRIM ribadisce la sua contrarietà, giustificandosi che i documenti non rientrano nella disponibilità dell'Istituto in quanto sono interni al gruppo di lavoro WMO.

Inoltre, alla nostra contestuale richiesta di visionare la strumentazione del record europeo, l'INRIM risponde: "per quanto riguarda, invece, la richiesta di visionare e fotografare lo strumento (schermo solare sensore termometrico) attualmente custodito presso la sede di Matera, si precisa che tale bene non è di proprietà dell'INRiM, bensì del SIAS – Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano. Pertanto, eventuali richieste di visione e documentazione fotografica dovranno essere preventivamente sottoposte al predetto Ente proprietario. Qualora il SIAS autorizzasse l'accesso e qualora, al momento dell'eventuale accoglimento dell'istanza, lo strumento fosse ancora nella disponibilità materiale dell'INRiM, questo Istituto provvederà a consentirne la visione secondo modalità che dovranno essere opportunamente concordate."

Allora, cerco di sintetizzare i fatti in maniera spicciola:

chiedo l'accesso agli atti preliminari di convalida del record che sono in possesso dell'INRIM;

l'INRIM, dopo un anno di reiterate richieste da parte mia, accetta di farmi visionare gli atti solo presso la sede dell'Istituto (neanche se fossero atti del dossier Aldo Moro);

Mi reco, nell'aprile 2026, alla sede di Torino, ma la visione avviene solo mediante proiettore;

Poco prima di recarmi a Torino la strumentazione del record viene trasferita a Matera;

Chiedo ancora una volta l'accesso agli atti al mio ritorno;

L'INRIM risponde che i documenti non sono nella disponibilità dell'Istituto e, quindi, respingono la nostra richiesta (però se li fanno vedere col proiettore sono nella loro disponibilità!!!)

La strumentazione è a Matera, presso la sede locale di INRIM, ma ci vuole l'autorizzazione del SIAS e se quest'ultimo ci darebbe il permesso, la stazione, nel frattempo, potrebbe non essere più a Matera.

Ricordo che l'INRIM è un istituto pubblico pagato con i soldi dei contribuenti (compresi i miei) e che opera nell'ambito scientifico di interesse prettamente pubblico, quindi per quale motivo si ostenta così tanta resistenza ad un semplice accesso agli atti che riguarda documenti di analisi tecnica scientifica della strumentazione di registrazione del record europeo di 48,8°?

Perché INRIM non contribuisce a fare chiarezza su questo record europeo tanto contestato a causa del difetto della strumentazione e della non conforme ubicazione della stazione meteo SIAS, come dimostrato più volte dal sottoscritto?

Perché l'INRIM custodisce nel laboratorio di Torino lo strumento termometrico del Pakistan, ritenuto non norma dallo stesso Laboratorio, e non quello del SIAS che ha registrato la temperatura di 48,8°, valore riconosciuto, previa verifica metrologica del Dott. Merlone e della Dott.sa Musacchio, come record europeo di temperatura massima?

Caro Costanzo, io voglio delle risposte a queste domande!

Le annuncio che ho presentato ricorso al TAR Piemonte contro INRIM per il denegato accesso agli atti.

Alfio Grassi

Ecco... qui si conclude il resoconto del Dott. Alfio Grassi.

Come avete potuto leggere, non si tratta di una semplice polemica, ma di un iter formale e documentato che ha portato addirittura a un ricorso al TAR. Ora... al di là delle opinioni personali, ciò che emerge è un problema di metodo: un ente pubblico di ricerca, finanziato con risorse pubbliche, che oppone resistenza all'accesso di atti – peraltro dichiaratamente privi di segretezza – relativi a un dato che ha un valore storico e simbolico per l'intera Europa.

Le domande sollevate dal Dott. Grassi restano, al momento, senza risposta. Ma il ricorso al TAR Piemonte potrebbe presto costringere l'INRIM a fornire chiarimenti in sede giudiziale. Noi seguiremo la vicenda e, appena ci saranno novità, non mancheremo di aggiornarvi.

Nel frattempo, invito chiunque abbia elementi, competenze o semplicemente riflessioni da condividere a intervenire nei commenti. Il confronto aperto e civile è l'unico strumento che può davvero fare luce su questioni così delicate.

Grazie a tutti per l'attenzione e, come sempre, alla prossima.

P.s.: Aggiungo un'ultima cosa, per correttezza e completezza d'informazione. Se dall'INRIM o da qualcuno dei suoi rappresentanti dovesse giungerci una replica, una precisazione o anche solo un punto di vista diverso su quanto esposto dal Dott. Alfio Grassi, il mio Blog resta aperto – gratuitamente e senza alcuna preclusione – a chiunque voglia intervenire per portare il proprio contributo.

Il sottoscritto, d'altronde – come molti di voi sanno – si occupa nel tempo libero dalla sua professione non solo di formare, ma soprattutto di mettere in pratica tutti quei principi di legalità previsti, denunciando in prima persona quando ciò è necessario. Ecco perché le porte di questa mia pagina sono spalancate a chiunque, proprio nel rispetto reciproco e nel nome della trasparenza che, credo, dovrebbe essere il fondamento di ogni istituzione pubblica.

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