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giovedì 8 ottobre 2026

Imperi nati dal nulla? Non è capacità, non è merito: è solo riciclaggio! E i controlli- purtroppo - continuano a non farsi...

Mi colpisce sempre come in questa Nazione e in particolare questa mia terra - che ahimè così ben conosco - debba assistere puntualmente alla nascita di nuovi imperi economici, già... che sembrano sorti dal nulla.

Sono individui che partono da zero, anzi da sotto zero e, incredibilmente, si ritrovano in pochi anni a capo di aziende che fatturano milioni di euro, a gestire immobili di pregio, a collezionare auto di lusso e soprattutto a muoversi con disinvoltura in taluni ambienti che, per chiunque altro, sarebbero preclusi.

Ma credetemi... non vi è alcuna capacità imprenditoriale in loro, nessun intuito brillante, ancor meno un brevetto geniale che il mondo aspettava da tempo, e non parliamo di intelligenza superiore: no... quella è totalmente inesistente. Nessun quoziente intellettivo al di fuori della norma e ancor meno l'esser stati predestinati da un'entità sovrannaturale a miracoli imprenditoriali che, di fatto, non esistono. 

No, nulla di tutto questo...

Quelle fortune sono nate da altro. Sono nate dal riciclaggio di denaro sporco, dalla disponibilità a mettere se stessi e le proprie società al servizio di un sottobosco che prospera nell'illegalità. Parliamo di un sistema che non ha bisogno di geni, ma di complici. Già... di complici disposti a tutto, pur di scalare posizioni, pur di apparire, pur di contare qualcosa in quel mondo che, agli occhi dei più, sembra - sempre - premiare i furbi.

E allora mi chiedo, come mi sono chiesto tante volte nel corso degli anni: perché tutto questo continua a essere possibile? Perché continuiamo a vedere questi personaggi trasformarsi da ambulanti a re del commercio, da piccoli artigiani a titolari di gruppi societari ramificati, da semplici agricoltori a colossi ortofrutticoli, con produzioni che vanno non solo dalla frutta e verdura, ma anche verso olii, vini, conserve, succhi e prodotti trasformati di ogni genere, capaci altresì di controllare l'intera filiera: dalla terra al magazzino, dal magazzino allo stabilimento di lavorazione, dallo stabilimento al banco del supermercato, e da lì fino ai mercati esteri, con marchi propri, partecipazioni societarie, subforniture e una rete di aziende collegate che, di fatto, rende quell'agricoltore di un tempo il vertice di un piccolo impero agroalimentare; e poi c'è ancora chi si occupa dei trasporti, della logistica, delle flotte di automezzi e autoveicoli, chi gestisce cave, discariche e l'intero ciclo dei rifiuti, chi controlla il settore dell'energia, delle rinnovabili e delle concessioni, chi si infiltra nel mattone, negli appalti e nei servizi pubblici, allargando sempre di più il proprio raggio d'azione, fino a toccare ogni settore dell'economia, senza che nessuno si ponga mai la domanda più elementare?

La risposta è semplice, e sta tutta in quella tecnica investigativa di cui ho scritto migliaia di volte: la sperequazione finanziaria. Sì... sarebbe sufficiente iniziare da quella, per far emergere che qualcosa non torna.

Basterebbe mettere in fila i redditi dichiarati e i beni posseduti, le auto, le case, i viaggi, le barche, i gioielli, le quote societarie, e il gioco sarebbe fatto!

Perché non sono gli incassi dichiarati a raccontare la verità su un individuo, ma sono i costi sostenuti nel tempo, da egli e dai suoi familiari e parenti vari... Sono gli immobili acquistati, le auto cambiate ogni due anni, le vacanze in resort esclusivi, i master pagati ai figli, le cene nei ristoranti stellati. È il tenore di vita, insomma, che parla per loro...

Sì... basterebbe davvero poco per comprendere che un semplice dipendente pubblico, un piccolo imprenditore, un commerciante con fatturati modesti, non può permettersi certi beni. Non può mantenerli, non può giustificarli, non può nasconderli dietro prestanome o società estere, perché prima o poi i conti non tornano.

Ma i controlli, ahimè, non si fanno. O meglio, si fanno in modo saltuario, episodico, una goccia in un mare, quasi sempre a seguito di un'inchiesta, di una denuncia, di uno scandalo. Mai in modo sistematico, mai in modo automatico, mai su larga scala. E allora il sistema resta in piedi, e quei soggetti continuano a prosperare, indisturbati, mentre i cittadini onesti continuano a pagare, costantemente, mese per mese.

Già... pagano l'IMU su beni in cui lo Stato non ci ha messo nulla, per proseguire con bolli auto non dovuti... se fossimo in un paese civile; e poi c'è la multa, la sanzione, la cartella esattoriale mai recapitata o quasi sempre fuori dai termini previsti di legge, continuando con tasse sui rifiuti che poi restano dietro la porta. Pagano loro per tutti, senza alcun vantaggio familiare, Isee, Bonus, pagano il massimo di retta per i figli all'università o per tutti i servizi medici in cui non si può attendere, pagano soprattutto per tutti quei servizi che ahimè non ricevono.

Sono sempre loro, i cittadini che possiedono qualcosa, tutti gli altri ricevono... come chi vive da sempre - senza aver mai fatto un cazz..., senza aver mai lavorato -  nell'opulenza grazie ad uno Stato che permette lo spreco di milioni e milioni di euro, sono gli stessi soggetti che a differenza nostra che paghiamo i rifornimenti a €. 2.50/litro, continuano a girare come sanguisughe con le loro auto blu e per di più con autisti (sempre pagati da noi...), già... sono proprio come quei "pseudo" imprenditori, sempre pronti ad investire in attività, sapendo che tanto... nessuno controlla!

Eppure le leggi ci sarebbero. Sì... ci sarebbe anche la possibilità di intervenire giuridicamente, sequestrando e confiscando, ovviamente in maniera seria - non per come abbiamo potuto constatare in questi lunghi anni con un sistema istituzionale "illegale" legato al solito"cerchio magico" - ma quello ahimè, rappresenta un ulteriore aspetto grave di questo Paese. 

Come dicevo... manca la volontà, manca la cultura della legalità, manca quel senso civico di responsabilità che dovrebbe animare chi ricopre incarichi pubblici e chi amministra la cosa comune!

Perché fintanto che i controlli iniziano solo dopo che qualcuno ha denunciato, ah... ricordatevi che bisogna sottostare ora alla nuova Riforma Cartabia; già... un'ambigua novità che tocca direttamente i cittadini è che fa sì che molti reati - prima perseguibili d'ufficio - ovvero per cui bastava una semplice denuncia da parte di chiunque o l'intervento autonomo delle autorità, sono diventati ora procedibili a querela di parte. 

Questo significa che, per far partire le indagini della Procura, è strettamente necessario che la vittima esprima esplicitamente la volontà che si proceda penalmente contro il responsabile. Tra questi reati rientrano, ad esempio, alcune fattispecie di furto aggravato, la truffa, la frode informatica, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita, associazione a delinquere.

Comprenderete bene, come questa riforma sia stata appositamente approvata dai nostri politici, affinché nessuno di noi... denunci! D'altronde, ditemi: che motivo ci sarebbe di denunciare fatti gravissimi, se questi non rientrano in circostanze personali, ma hanno a che fare ad esempio con problematiche sociali, ambientali o sicurezza? Per cosa, ditemi si dovrebbe denunciare? Per poi venir querelati e nei casi peggiori - visto poi quanto accade durante i processi con ripetuti ribaltamenti nei tre gradi di giudizio - costretti a dover pagare anche spese legali, già... solo per aver fatto soltanto il proprio dovere di cittadini onesti?

Sì... con questa nuova legge e in attesa di vedere qualcuno che si distacchi da questo diffuso paese omertoso, difficilmente potremmo vedere un bagliore di legalità. Ed allora non resta che continuare a ripetere le stesse cose, sperando che prima o poi qualcuno ascolti: ma chi tra loro... da dentro quel sistema, resta certamente una illusione.

Basterebbe la sperequazione finanziaria. Basterebbe soltanto quella per far emergere le discrepanze, per far luce su ciò che non torna, per dare il via ai provvedimenti di sequestro e confisca. Ma non si fa, e allora tutto continua così, come se nulla fosse.

E intanto, mentre si discute di misure e provvedimenti che poco interessano il nostro Paese, mentre ci si gira dall'altro lato, il sistema corruttivo e clientelare continua a prosperare, e con esso continuano a prosperare coloro che, partendo da sotto zero, sono diventati re del commercio, dell'edilizia, dei trasporti, dell'energia, della ristorazione, di qualsiasi settore che offra loro l'occasione per mettere a frutto il denaro sporco.

Ripeto: non è capacità, non è merito, non è intuito. È solo riciclaggio, è solo complicità, è solo un sistema che premia chi non lo merita e punisce chi, invece, merita rispetto e dignità!

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