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mercoledì 30 marzo 2016

Cellule staminali riparano le lesioni del midollo spinale...


L’utilizzo di cellule staminali ha permesso di riparare importanti lesioni nel midollo spinale dei ratti, ripristinando per la prima volta il funzionamento di un particolare circuito nervoso presente anche nel corpo umano, dove costituisce la principale via deputata al controllo dei movimenti. 
Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, è stato ottenuto da un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall'Università della California a San Diego. 
Si tratta di una prima assoluta, spiegano gli autori dello studio, perché finora nessuna terapia volta a riparare le lesioni del midollo spinale era riuscita a rigenerare il cosiddetto fascio corticospinale, che nell'uomo va dalla corteccia cerebrale al midollo spinale e rappresenta il circuito nervoso più importante per il controllo dei movimenti volontari.

Usato per la prima volta cellule staminali neurali, “La novità del nostro studio - spiega il coordinatore della ricerca, Mark Tuszynski - è che abbiamo usato per la prima volta cellule staminali neurali per verificare se potessero supportarne la rigenerazione e, con nostra grande sorpresa, ne sono state capaci”. 
I ricercatori hanno impiantato queste cellule progenitrici a livello delle lesioni del midollo spinale dei topi: le staminali erano già 'indirizzate' a specializzarsi in cellule del midollo e lo hanno fatto in maniera molto efficiente, formando delle interazioni (sinapsi) che hanno permesso di migliorare il controllo dei movimenti delle zampe anteriori dei roditori. 
Questi risultati hanno quindi abbattuto un vecchio pregiudizio, che voleva i neuroni corticospinali sprovvisti dei meccanismi interni necessari alla rigenerazione.
Ancora lontana la sperimentazione sull'uomo
Il potenziale delle cellule staminali si è dimostrato elevatissimo, spiegano i ricercatori, che però ammoniscono: “c'è ancora molto lavoro da fare prima di pensare ad una sperimentazione sull'uomo. 
Bisognerà verificare quali sono gli effetti a lungo termine negli animali, poi si dovranno studiare i metodi migliori per applicare questa tecnologia all'uomo e infine si dovranno identificare le cellule staminali umane più adatte per l'impiego clinico”.
Svelare il mistero delle cellule staminali.
Un altro gruppo di ricercatori, neuroscienziati della UC Santa Barbara, ha invece ulteriormente chiarito il funzionamento delle cellule staminali e, nello specifico, la loro capacità di differenziarsi in neuroni o altri tipi di cellule. 
Gli scienziati hanno decifrato alcuni dei primi cambiamenti che si verificano prima che le cellule staminali si trasformino in neuroni e altri tipi di cellule. 

Lavorando con cellule umane embrionali in una piastra di Petri, il borsista postdottorato Jiwon Jang ha scoperto un nuovo percorso che svolge un ruolo chiave nella differenziazione cellulare. 
“La scoperta di Jiwon - ha spiegato l’autore senior Kenneth S. Kosik, professore di neuroscienze presso il dipartimento di biologia molecolare dell’University of California, Cellular e Developmental Biology - è molto importante perché ci dà una comprensione fondamentale del modo in cui le cellule staminali lavorano e del modo in cui cominciano a subire la differenziazione. 
Questa scoperta rappresenta un pezzo fondamentale della conoscenza che mancava in questo settore”. 
Quando le cellule staminali cominciano a differenziarsi, formano dei precursori chiamati neuroectoderma che è il tessuto embrionale da cui ha origine il sistema nervoso e che ha il potenziale di diventare cellule cerebrali come ad esempio i neuroni o mesendoderma, che alla fine diventano cellule che compongono gli organi, muscoli, sangue e ossa.
Una serie di scoperte importantissime

Jang, che ha visto i risultati del proprio studio pubblicati sulle pagine della rivista Cell, ha scoperto un certo numero di passi lungo quello che lui e Kosik hanno etichettato come l’asse PAN  (Primary cilium, Autophagy Nrf2). 
Questo percorso di recente identificato, sembra determinare la forma finale di una cellula staminale. “L’asse PAN gioca un ruolo molto importante nelle decisioni del destino delle cellule”, ha spiegato Jang. 
“La fase G1 (G come gap, in inglese “intervallo”) è in citologia la prima fase del ciclo cellulare che dà inizio all'interfase in cui la cellula raddoppia le sue dimensioni e aumenta anche il numero di enzimi e organuli (come gli apparati di Golgi e i lisosomi). 
G1 induce l’allungamento delle protrusione ciliari e più a lungo queste antenne cellulari sono esposte e più segnali possono raccogliere”.
Ecco come funzionano le staminali:

Da qualche tempo è noto agli scienziati che Gap 1 (G1) rappresenta la prima delle quattro fasi del ciclo cellulare, ma non era chiaro il suo ruolo nella differenziazione delle cellule staminali. 
La ricerca di Jang dimostra che nelle cellule staminali destinate a diventare neuroni, la fase di allungamento indotta da G1 innesca altre azioni che portano le cellule staminali a trasformarsi in neuroectoderma. 
Durante questo intervallo G1, le cellule sviluppano ciglia primarie simili ad antenna o sporgenze in grado di percepire il loro ambiente. Le ciglia attivano il sistema di smaltimento dei rifiuti delle cellule in un processo noto come autofagia. 

Un altro fattore importante è Nrf2, che monitora le molecole pericolose per le cellule, come i radicali liberi, un lavoro particolarmente importante per la formazione di cellule sane. Nrf2 o fattore di trascrizione nucleare eritroide-2 (Nrf2 è codificato nell'uomo dal gene NFE2L2) è un fattore di trascrizione che regola l’espressione genica di una grande varietà di enzimi citoprotettivi antiossidanti e della fase II di disintossicazione. Nrf2 svolge un ruolo fondamentale nel sistema di difesa cellulare contro gli stress ambientali ARE-dipendenti (ARE è un elemento promotore che si trova in molti geni citoprotettivi).
Destino cellulare controllato dall'allungamento di G1
"Nrf2 è come un guardiano della cellula e si assicura che essa funzioni correttamente”, ha spiegato Kosik, co-Direttore dell’Istituto di Neuroscienze dell’Università. “Livelli di Nrf2 sono molto alti nelle cellule staminali perché le cellule staminali sono il futuro dello sviluppo del corpo e senza Nrf2 l’integrità del genoma potrebbe essere a rischio”. 

Il lavoro di Jang ha mostrato che i livelli di Nrf2 iniziano a diminuire durante l’intervallo G1. "Ciò è significativo - ha osservato - perché Nrf2 di solito non diminuisce finché la cellula non ha già iniziato a differenziarsi”. 
“Avevamo pensato che, alle stesse condizioni, se le cellule sono identiche, avrebbero dovuto differenziarsi allo stesso modo, ma non è quello che abbiamo scoperto - ha detto Jang -. 
Il destino delle cellule è controllato dall'allungamento di G1 che estende l’esposizione di delle ciglia ai segnali del loro ambiente. 
Questo è il concetto di fondo implicato nella differenziazione cellulare”.

MAFIA: E' TUTTO CALCOLATO!

E' tutto calcolato ma non funziona niente!!!
Infatti non funziona niente, nemmeno i controlli a quelle consuete manifestazioni religiose che ormai stanno diventando consuetudine per esprimere la propria devozione - non a quella figura "sacra" che si sta trasportando - ma a coloro a cui si è legati da vincoli "profani".
Certo dopo che per l'ennesima volta si è dato modo di far parlare di se in tutti i media - che poi di fatto è quello che si voleva ottenere - ecco che le varie Procura danno il via alle indagini per iscrivere nel registro degli indagati i vari portatori di questi "santi" cortei...
Ed allora passare davanti alla casa dei boss è farne un'inchino è diventata una moda... come quando un tempo a Catania si festeggiavano i compleanni di coloro che erano stati reclusi, sparando (all'esterno di quelle strutture) fuochi d'artificio in pieno giorno e esprimendo -con forti schiamazzi e applausi- gli auguri al festeggiato di turno e dire che sarebbe stato necessaria quantomeno richiederne un'autorizzazione... ma tanto come dicevo sopra, da noi non funziona niente!
Tutti sanno, ma fanno finta di non sapere, non s'intromettono per non avere problemi personali...
Alla fine dopotutto qual'è il reato che ne consegue... "turbativa dell'ordine pubblico" e va be... che può capitare di grave, essere iscritti in qualche pubblico registro...   
Anche la Chiesa per fortuna ha iniziato a prendere posizione... anzi, se bandisse definitivamente queste celebrazioni sarebbe meglio... dopotutto la fede ha bisogno di valori interiori e non di scenografiche processioni da far circolare per la città o il paese...
Chi vuole pregare sa dove andare a pregare e chi non vuole dirigersi in chiesa, può pregare direttamente a casa propria...
Mi ripeto... è tutto calcolato!!!
Fa parte di una regia perfetta che fa si che si comprenda da parte di tutti, come questa terra possiede una sua connotazione culturale "mafiosa"... diversa certamente dall'associazione mafiosa, ma che dimostra come vi sia una certa familiarità con peculiari situazioni che, invece di essere contrastate, vengono acclamate e approvate, anche con il semplice battere delle mani!!!
Credetemi è tutto calcolato, anzi programmato... serve a imporre la propria forza, a fare comprendere come di questo Stato (o delle sue leggi...) non hanno paura!
Dopotutto, rileggendo la storia di questa regione... da chi è stata governata in questi anni, da quale "stato" ( sicuramente quello con la "s" minuscola...), da una classe politica dimostratasi corrotta e mafiosa e dove ognuno dei partecipanti ha avuto un ruolo ben definito... affinché si giungesse al punto in cui siamo!!!
Non è cambiato niente... e mai niente cambierà fintanto che non si proverà a contrastare in maniera risoluta quanto ognuno di noi ben sa... e cioè che bisogna fare emergere quell'esecrabile verità che, con questo "stato malsano"... in cui non funziona nulla, sono in molti, tra  corrotti e corruttori, santi e profani, guardie e ladri, a sguazzarci magnificamente!!!    

martedì 29 marzo 2016

Infelice Sicilia... povera occupazione... una regione sempre più verso la catastrofe!!!

Ci sarà (almeno lo spero...) un momento in cui finiranno tutte queste inchieste o debbo credere che nella mia Sicilia la maggior parte delle imprese sono colluse o in odor di mafia???
Perché se è realmente così... chiudiamole tutte!!!
Facciamo realizzare gli appalti di queste nostre opere milionarie ad imprese estere... si perché anche di quelle cosiddette "nordiche" non ci possiamo fidare!!!
Abbiamo visto come anch'esse abbiano dimostrato in questi anni di essere fortemente legate a quel sistema politico/criminale fatto di amicizie, raccomandazioni e dalle abituali tangenti/bustarelle ...
Oggi per l'ennesima volta è intervenuta la sezione Misure Prevenzione del Tribunale di Catania (accogliendo la proposta avanzata dalla DDA di Catania sulla scorta degli esiti delle indagini eseguite dal Ros - Sezione Anticrimine di Catania) disponendo l’amministrazione giudiziaria a 24 società consortili controllate dalle società Tennis Spa, Artemis Spa e Cogip Holding Srl: queste ultime già sottoposte ad amministrazione giudiziaria dal 12 febbraio...
I nominativi delle 24 società li trovate sul web... ciò che mi preoccupa è ora il problema occupazionale e le opere da realizzare... già, se verranno completate e con quale tempi!!!
Sono ormai decenni che sentiamo parlare in questa regione di realizzare un sistema efficace e coerente, con strumenti capaci di garantire trasparenza ed efficienza al mercato del lavoro e migliore capacità di inserimento professionale per i disoccupati e di quanti sono in cerca di una prima occupazione, con particolare riguardo a donne e giovani...
Già... i nostri giovani, che a causa delle estreme difficoltà nel trovare un’occasione di lavoro e un reddito che li renda autosufficienti, sono costretti, il più delle volte, a lasciare questa propria terra e di conseguenza i propri affetti...
Il nostro premier Renzi nella sua ultima visita ha dichiarato: abbiamo la certezza di poter fare di questa terra un luogo di innovazione non un museo, mantenendo qualità e quantità occupazionale!!!
Sono sempre quelle le parole... le stesse promesse che da sempre ci vengono gettate addosso... come farebbe un padrone con il proprio cane... quello stesso "osso" che ora viene lanciato a noi siciliani, ben sapendo che saranno in molti a tentare di accaparrarselo...  
La solita elemosina... l'ennesimo silenzio, nessuno indignato ( in particolare tra i nostri politici...) che si alzi in piedi e dimostri di essere risentito, già nessun di loro che esasperato gridi : IO NON CI STO!!!
Non funziona niente ma va bene così... e proprio come il muro che ho fotografato alcuni giorni fa e che proprio domani pubblicherò sul mio post...

lunedì 28 marzo 2016

Pesach...

La Pasqua è andata e oggi è mia intenzione ricordarla prendendo spunto non dalla nostra religione e cioè quella "cristiana" con la celebrazione della resurrezione di Gesù, ma voglio riprendere il concetto di Pasqua "ebraica", meglio conosciuta come "Pesach", che celebra la liberazione degli Ebrei dall'Egitto grazie a Mosè ed è rappresentata nei due riti: dell'immolazione dell'agnello e del pane azzimo.
Mi rifaccio a questa definizione ebraica poiché "pesach" significa "passar oltre" e riporta alla decima piaga che colpi i figli d'Egitto: il racconto nel quale l'angelo di Dio, vide il sangue dell'agnello sulle porte delle case degli israeliti e "passò oltre", colpendo così solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone...
Ecco in questi giorni anch'io ho deciso di "passar oltre", di superare quelle altre porte... anch'esse macchiate di sangue da coloro che in queste abitazioni dimorano e che con la loro violenza hanno saputo infliggere la morte a coloro che che per amore di giustizia e legalità, avevano tentato di contrastarli esponendosi e perdendo perciò anche la propria vita.
Oggi appunto vorrei tentare di perdonare... (sinceramente quanto sto provando a fare mi viene difficile da compiere, ma ho deciso di provarci...) sia coloro che attraverso i propri comportamenti hanno deciso di allontanarsi dalla strada impervia dell'illegalità, che per quanti (e sono i più... ) che invece quella strada la continuano a percorrere in modo convinto...
Nel far ciò... ci si dimentica che l'essere cristiano (o sentirsi credente anche di un'altra religione) è principalmente... aver rispetto per gli altri!!!
Pensare o sperare di essere degni di entrare nelle grazie di Dio o credere di essere prescelti dopo aver commesso delitti nei riguardi di un'altro essere umano, preclude di fatto, qualsivoglia possibilità di farne parte!!!
Nessun martire sarà mai premiato da Dio... come nessun omicida potrà mai essere perdonato... per quanto anche la nostra "Chiesa" vada riportando attraverso il perdono!!!
Non ci potrà mai essere alcun seme di speranza per coloro che si sono macchiati di gravi colpe... come non c'è Vangelo o manifestazione cristiana che tenga, che possa condonare i crimini di quanti si sono vocati alla logica e alla prepotenza mafiosa...
Non basta quindi schierarsi contro il male... la mafia, non è una lotta ideologica, ma rappresenta con le proprie azioni quel contrasto al forte senso della dignità umana...
Vi è in corso una sfida, tra chi tenta di assoggettare a se quei soggetti più deboli, giovani vittime che vivono di sopravvivere in questa terra "impestata" dall'illegalità, contagiati da generazioni da quel morbo infame...
Da qui nasce l’esigenza spirituale di un discernimento che ci impegna a saper "andar oltre", a opporsi fino in fondo a quella forma brutale e devastante che è oggi la mafia, quel modo diseducativo in cui la cultura e la teologia vengono viste (esse) come rappresentazione drammatica del male, mentre il messaggio che si tenta di avversare è quello del rifiuto ai precetti di verità cristiana...
Oggi c'è bisogno di sostenere con forza e coraggio, quell'unico messaggio, impegno e rispetto dei principi morali dell'uomo, che sono alla base dei segni di disciplina: obbedire a Dio prima che agli uomini!!!
Si tratta di avere chiarezza dei propri gesti... perché non si possono servire due padroni... non si può servire Dio e la ricchezza, ed occorre tracciare una netta linea di chiarezza, confine tra fede e l’illegalità...
E' tempo di "pesach" di andare oltre... perché in ognuno di noi vi è quella necessaria forza di resistenza alle tentazioni, a quelle continue provocazioni fatte di collusioni e compromessi, a quei modi coercitivi d'imporre i propri messaggi illegali, tutti sistemi mafiosi che tentano di corrompere l'animo umano... ben convinti che per per ognuno di noi, basterà un prezzo da pagare.
Dopotutto si dice che "ogni uomo ha il suo prezzo" – anche se questo non è vero... ma si trova bene per ognuno un’esca a cui non può non abboccare.
Così, per guadagnare talune persone a una causa, è necessario soltanto dare alla cosa lo splendore della causa e dell’abnegazione (e a quale causa non lo si potrebbe dare?), esso è lo zuccherino della loro anima; per tutti gli altri vi sono altre esche!!!

giovedì 24 marzo 2016

"Lotta alla mafia" e "Antimafia", sono la stessa cosa???

Mi chiedevo in questi giorni, se chi lotta direttamente (dando il proprio concreto contributo) contro la mafia, può essere paragonato a quanti si dichiarano rappresentanti di quell'antimafia...  
Perché c'è una differenza sostanziale fra chi dice di lottare con le parole e non produce alcun vantaggio a quella lotta... e chi invece non si nasconde ma denuncia dando concretezza alle proprie azioni...
Ma allora perché voler appartenere a quel sistema meglio conosciuto come "antimafia"???
Qualcuno potrebbe credere che sia esclusivamente per riceverne dei vantaggi, quali per esempio notorietà e di conseguenza denaro!!!
Ma la realtà è un'altra...
Questo soggetto infatti, diventa per l'occhio sociale... quasi sacro, un protetto delle istituzioni, inattaccabile e intoccabile!!!
Potrà permettersi d'accusare tutti senza averne conseguenze personali e "stranamente" quelle proprie "filippiche" diventano per l'opinione pubblica inconfutabili (pur non avendo alcuna fondatezza...) e basterà ciò a far sì che quanto espresso (ripeto... per fatti circostanziali) venga amplificato dai media e condiviso su tutti i social...
La verità è che entrare in quel mondo dell'antimafia, non è semplice... come non basta essere stati vittime di mafia o autorevoli rappresentanti di quel potere giudiziario... mentre a volte -inverosimilmente- per entrarci è bastato poco!!!

Abbiamo visto come imprenditori, che hanno denunciato minacce ricevute (inesistenti o quantomeno mai comprovate) siano diventati "paladini" di quella lotta, come difatti quella serie di colleghi che, schermati da incarichi illustri e rappresentativi, si siano "incoronati" essi stessi a "prodi"  di quei principi di legalità, che nei fatti (successivamente emersi a seguito delle inchieste delle procure) si sono dimostrati illusori e inesistenti!!!
Bisogna inoltre aggiungere coloro -che con la scusa di appartenere all'antimafia- celano proprie appartenenze a cosa-nostra e fanno in modo che quanto origliato in quell'ambiente, possa servire ad informare i propri amici...
Ormai sono in molti ad aver compreso che con questa antimafia ci si può "campare" facendo concretamente diventare questa missione, come un vero e proprio mestiere...
Non si è mossi difatti da ispirazioni morali, come non si è pervasi da impulsi civili... qui tutto è stato perfettamente approntato...
La preparazione ha richiesto cura e soprattutto attenzione ai dettagli; colui che è stato scelto per esporsi ufficialmente è stato selezionato affinché quanto andrà a compiere (o denunciare) sembrerà reale e mai premeditato...
Nessuno intorno a lui dovrà comprendere che, nel periodo antecedente questa sua investitura ufficiale, egli si è addestrato e organizzato alla perfezione, affinché non solo lui, ma anche le società rappresentate e gli uomini scelti, saranno agli occhi di tutti, come limpide, incorruttibili e privi di qualunque macchie...
Eccoli quindi ora lì... ben inseriti in quel mondo dell'antimafia, propagandando e inneggiando (quando chiamati) al trionfo della legalità...
Una facciata ben esposta e riprodotta nella propria associazioni di legalità, quest'ultima creata principalmente per raccogliere quei consensi, per indirizzarli ai propri amici "mafiosi" politicanti, sempre disposti a barattare quel misero voto per qualche favore...
Nel frattempo si fa in modo che vengano colpite le società concorrenti (o che non si piegano a quel sistema criminale), insinuando al momento opportuno notizie di sospetti o favoreggiamenti con il crimine organizzato...
Vestiti di slogan efficaci e con dispendio d'informazioni utili (anche per eventuali indagini...) fanno si che in molti inizino ad affidarsi ad essi... 
Ed è proprio così che questi personaggi, ambigui ed opportunisti, avviandosi da lontano tentano (in modo silenzioso) di salire (celermente) i gradini di quella scala dell'antimafia, scavalcando quanti sono da tempo lì dinnanzi, affinché possano giungere a prenderne... il loro posto. 
La chiamano lotta alla mafia... ma quanto realmente si sta tentando di costruire è esclusivamente concepito per raccogliere fondi (e forse per riciclare anche denaro sporco), ma soprattutto consensi elettorali!!! 
Sono più di 2000 le Associazioni per la legalità che, oltre il 5 per mille, ricevono "contributi volontari" dagli iscritti all'associazione e dallo Stato: s'inizia richiedendo l'utilizzo di una parte di quei beni confiscati e successivamente si richiedono fondi di finanziamento per progetti vari...
Centinaia di migliaia di euro, gestiti in modo del tutto arbitrario e di cui nessuno ne conosce l'impiego, visto che la maggior parte di esse, non pubblicano nemmeno i loro bilanci... 
E' dire che la chiamano lotta alla mafia!!!
 

mercoledì 23 marzo 2016

IN.CO.TER SPA - TECNIS SPA: DUE PESI E DUE MISURE


Tutti gli uomini sono uguali dinanzi alla legge, ma alcuni uomini sono più uguali di altri…
Qualche giorno fa ho letto dell’ammissione al decreto legislativo 159/2011 per la società TECNIS S.P.A. che consente alla stessa, di mettersi al riparo da possibili richieste di crediti vantati da terzi; una sorta di tutela a protezione che resterà in vigore per tutto il mandato del commissario Dott. Saverio Ruperto, nominato dopo il sequestro emesso dal Tribunale Misure di Prevenzione.
Una "meravigliosa" notizia, che permette alla società di poter continuare a operare in quegli appalti già aggiudicati e in corso di definizione!
Inoltre, la stessa Tecnis Spa, potrà ora rivolgersi a tutte quelle Stazioni appaltanti da cui ancora oggi, vanta crediti riguardanti Stati d'Avanzamento lavori (SAL) già realizzati e finora mai corrisposti.
Questa procedura permetterà così alla società Tecnis Spa, di avere quella necessaria liquidità per affrontare tutti i pagamenti correnti e quelli scaduti, tra cui in particolare gli stipendi dei dipendenti…
E ancora, grazie alla revoca dell'interdittiva antimafia appena giunta, si potranno firmare i contratti già aggiudicati e che a causa proprio del provvedimento si stavano per perdere…
E' stato riportato inoltre che: "vista la nota del 25 febbraio 2016, con la quale l'amministratore giudiziario della  Tecnis, della Artemis e della Cogip Holding ha chiesto la revoca dei provvedimenti interdittiva antimafia adottati nei confronti delle citate imprese, considerato l'avvenuto sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Catania che alla luce di quanto previsto dal comma 5, dell'art. 95 del decreto legislativo n. 159/2011, il prefetto, anche sulla documentata richiesta dell'interessato, aggiorna l'esito dell'informazione al venir meno delle circostanze rilevanti ai fini dell'accertamento dei tentativi di infiltrazione mafiosa".
Ancora un altro "meraviglioso" annuncio!!!
Ed infine, la Prefettura dopo aver interpellato l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha espresso parere favorevole sulla revoca dichiarando: "dato atto che con nota del 2 marzo 2016 1'Autorità Nazionale Anticorruzione, opportunamente interessata da questa Prefettura, ha comunicato di condividere la valutazione circa l'opportunità di procedere all'aggiornamento dell'informazione antimafia ai sensi dell'art. 91, comma 5 del D. Lgs. 159/2011, tenuto conto dell’'assenza di preclusioni ai fini della normativa antimafia a carico dell'Amministratore giudiziario e del fatto che la sua attività è sottoposta al controllo del Tribunale... " venir meno degli elementi di controindicazione ai fini antimafia".
In conclusione cioè il prefetto ha revocato l'interdittiva antimafia "informando che nei confronti di Tecnis non sussistono, allo stato, le cause di decadenza, sospensione o di divieto di cui all'art. 67 del D. Lgs n.159/2011 né elementi utili a dimostrare la sussistenza d'infiltrazioni mafiose tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi dell'impresa"; revoca che riguarda anche le società Artemis e Cogip Holding”.
Tale revoca permetterà così alla società Tecnis di rientrare nella White-List e di poter definire gli appalti che si erano già aggiudicati e soprattutto potrà partecipare ad altri bandi.
Terza e ultima "meravigliosa" comunicazione!!!
Quindi rileggendo queste notizie “MERAVIGLIOSE” mi sono chiesto se quanto fin qui dalle istituzioni determinato, sia il giusto indirizzo a quelle eque procedure di giudizio e d'uniformità sotto il profilo legislativo, sia per quanto concerne l'uguaglianza di trattamento e soprattutto per garantire quella condizione legittima e fondamentale, che deve far sì di garantire la libera concorrenza…
Ora, comprendo il disagio emotivo per una vicenda che crea grosse ripercussioni nell'economia di una provincia già in forte crisi, come d'altronde intuisco la difficoltà a prendere provvedimenti che causerebbero non solo la perdita di appalti aggiudicati, ma soprattutto, il licenziamento di migliaia di dipendenti, che nulla hanno a che fare, con le vicende giudiziarie…
Per cui, ben vengano soluzioni di “argine” come quella finora concretizzata, ciò che però mi lascia perplesso è valutare come siano stati usati, due pesi e due misure, per vicende che potrei definirle eguali, anzi identiche, ma a cui purtroppo sono stati usati parametri d'intervento direi opposti…
Infatti, mentre per la Tecnis Spa si è pensato di salvaguardare gli appalti e i dipendenti e dove si evince come lo Stato si stia impegnando con tutte le forze istituzionali (attraverso l'operato del commissario) di portare avanti quelle commesse in corso e quelle ancora da definire (contribuendo così a far rientrare celermente questa impresa nell'ambito della legalità), di contro, alla società IN.CO.TER S.P.A. (ex Fratelli Basilotta S.P.A.) questa eguale considerazione non è stata applicata… anzi tutt'altro...
Infatti, in quei periodi sono intervenuti tutta una serie di provvedimenti che l’hanno, di fatto, “spogliata” di tutti gli appalti “milionari”... che di conseguenza, sono state affidate ad altre imprese, le stesse che poi negli anni abbiamo scoperto essere – grazie alle inchieste delle varie procure - legate a quel noto mondo criminale, che si credeva (erroneamente) - proprio attraverso i provvedimenti giudiziari decisi contro la In.Co.Ter Spa – di contrastare…
Difatti, se pur oggi ritengo ragionevole e doveroso limitare i danni che causerebbero la perdita di quegli appalti e l’eventuale speculazione da parte di terzi (in particolare per limitare pressioni di pseudo fornitori), purtroppo, con i provvedimenti adottati da parte dello Stato nei confronti della società IN.CO.TER, a “scottarsi” - in quel calderone d’olio bollente - sono stati principalmente quelle centinaia di dipendenti che operavano all'interno del “Gruppo Basilotta“ e tutti coloro (centinaia) - che in veste di collaboratori orbitavano intorno a quell'indotto, quali subappaltatori, fornitori, impiantisti, consulenti e professionisti (amministrativi, legali, tecnici, ecc...), officine, concessionarie, ecc…
Soggetti, che hanno avuto quale unica colpa quella di aver operato per una società su cui è intervenuto un provvedimento giudiziario e di cui ancora oggi, alcuni di loro, devono ricevere le loro spettanze; mi duole aggiungere che tra essi, ci sono alcuni che stanno combattendo per la propria vita a causa di gravi problemi di salute e quel denaro servirebbe loro, principalmente per pagarsi le cure mediche attualmente in atto…
Ora sembrerà assurdo, ma dover pensare che la differenza delle procedure adottate, siano totalmente opposte a quelle a suo tempo realizzate, mi fa pensare che forse qualcosa a suo tempo non abbia funzionato… o che forse, avendo compreso gli errori commessi nel passato, si stia oggi cambiando metodologia, utilizzando una procedura diversa…
Non bisogna infatti, dimenticare, che come la "IN.CO.TER SPA" c'è ne sono altrettante nelle medesime condizioni, ed è un vero peccato che a differenza di quanto finalmente adesso si sta applicando in "salvaguardia" per la Tecnis, non sia stato eseguito in precedenza anche per tutte quelle società, anch'esse allora titolari di contratti con commesse per milioni di euro e con crediti certi ed esigibili verso terzi, per altrettante centinaia d migliaia di euro…
Non so comprendere se si sia trattato di scelte inadeguate, procedure burocratiche o se forse... condizionate (tutto sommato, a dover pensare che quegli appalti facevano gola un po' a tutti, non credo di fare peccato…), ma certamente qualcosa non ha funzionato e come se non bastasse, vanno inoltre sommate le inadeguatezze di coloro che in quegli anni, sono stati nominati per la gestione, tutela e conservazione: società “interdette”, che pian piano... sono andate definitivamente scomparendo!
Tanto per riassumere giorno 04 giugno 2010  è stato sequestrato il 50% delle quote della IN.CO.TER S.P.A. in applicazione di una misura preventiva antimafia.
Di lì a pochi mesi, il Presidente della quarta sezione del Tar Catania, Biagio Campanella, aveva sospeso il provvedimento della prefettura etnea... che aveva negato il rilascio del certificato antimafia alla società In.Co.Ter. S.p.a., chiesto per la gara d'appalto aggiudicata per l'ammodernamento della strada statale 640 Agrigento-Caltanissetta.
Secondo il giudice (che aveva emesso un decreto d'urgenza): il sequestro preventivo del 50% delle azioni In.Co.Ter e l'amministrazione unica affidata all'Arch. Guglielmo Messina “garantivano sufficientemente circa il pericolo di infiltrazioni mafiose, ostative al rilascio del certificato”.
Nel decreto si spiegava come fosse “doveroso garantire la continuità dell'impresa e la tutela dei numerosi lavoratori, nel bilanciamento dell'interesse pubblico e di quello privato» e si poneva l'accento che «il mancato rilascio dell'informativa antimafia avrebbe comportato per l'impresa ricorrente la risoluzione del contratto d'appalto e la mancata partecipazione a qualsiasi tipo di gara”.
La cosa che da sempre mi è sembrata alquanto strana -per non dire assurda- è che, durante questo periodo, sia giunto inizialmente il provvedimento interdittiva (bloccando, di fatto, l’azienda che si era nel frattempo premurata a organizzarsi con l’acquisto di macchinari, attrezzature, campi base, trasferimento dei propri dipendenti, assunzione di nuovo personale e quant'altro per iniziare gli appalti…) e solo successivamente è giunto il provvedimento di sequestro da parte del Tribunale di Catania, circostanza quest'ultima totalmente opposta a quella adesso realizzata per la Tecnis Spa.
Si tenga inoltre conto che in quel periodo l'IN.CO.TER S.P.A. stava completando:
- Centro Commerciale Porte di Catania 
- Centro Commerciale Sicilia Village Outlett – Agira
- Lavori stradali per la fornitura e posa di conglomerati bituminosi
- Lavori di manutenzione straordinaria nelle SS.PP.  31 e 15 e nella SR 25 – Provincia di Ragusa  
Mentre erano in fase di contrattualizzazione e di definizione i seguenti appalti:
- C.M.C. –  SS 640 Agrigento – Caltanissetta
- INTERPORTO di Catania in ATI
- Parco Eolico in Provincia di Messina
- SIS S.C.P.A. – Raddoppio Ferroviario in Palermo
- IRAQ – Lavoro autostradale Umm Qasr-Al Zubair
- CO.ME.R. S.P.A. - Fornitura di conglomerati bituminosi e nolo di attrezzature;
- Comune di San Giovanni La Punta - Opere di Urbanizzazione Primaria nell'Area P.I.P.
- Provincia di Caltanissetta - Lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della S.P.10.
- Comune di Solarino - Lavori per la esecuzione delle opere di urbanizzazione relative al Piano per gli insediamenti produttivi – I° Stralcio Funzionale
Purtroppo però, molti di quei contratti (e direi "stranamente" i più rilevanti...) sono andati perduti...
Altresì, quanto fosse doveroso garantire in, continuità aziendale e la tutela dei lavoratori (ndr: nel bilanciamento dell'interesse pubblico e di quello privato…), ha dimostrato come l’intervento richiesto sia risultato vano, in quanto ha estromesso di fatto la società da quegli appalti (gli stessi che successivamente sono stati affidati ad altre Società... che il tempo ha dimostrato essere state "inquisite”) e soprattutto, non ha garantito al personale precedentemente licenziato di poter rientrare, ha escluso di fatto la possibilità a procedere a nuove assunzioni e quale epilogo finale, ha dato il via ai licenziamenti di quanti erano ancora in forza...
Malgrado ciò, voglio sperare che quanto a suo tempo compiuto -a danno dei dipendenti dell'IN.COTER e di tutto il "Gruppo"- sia da attribuirsi a procedimenti sommari o compiuti in modo precipitoso, escludendo da parte mia sin d'ora l’ipotesi, che quanto "malauguratamente" svolto, non sia stata una conseguenza implicita di quella prassi, consuetudine tanto diffusa di questa nostra regione...
Ed è per questa ragione che mi trovo (dopo quanto finora sopportato) ancora qui... perché ritengo (come diceva il Giudice Falcone) che occorre sempre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità!

martedì 22 marzo 2016

Tra un anno, precisamente il 01/01/2017 avremmo finalmente il PONTE sullo stretto!!!

Il bello delle "cazz..."... e che una volta dette non si possono più cancellare!!!
Ed in Italia nell'esprimere "caz..." - in particolare quelle annunciate dai nostri governanti - non li supera nessuno!!!
Volevo difatti ricordavi quanto disse nel marzo del 2010 il nostro Ministro delle Infrastrutture e Trasporti... Altero Matteoli e non voglio scriverlo, ma vi rimando al link di una puntata di Report, s'intiltolava "Il Progetto": Report-puntata marzo 2010 .
Se posizionate il cursore nel minuto 00.05.40 potrete riascoltare quanto con convinzione, l'ex nostro Ministro andava ripetendo!!!
Meno male che del ponte non si vedono neanche le fondamenta perché se no... gli avrei fatto fare un bel volo da lassù...
Qualcuno potrebbe obiettare.. ma quelli erano altri tempi... ed allora permettetemi di ricordavi l'ultimo in ordine di tempo: Renzi annuncia la fine dei lavori.
Mi permetto di copiare una frase del nostro Premier Matteo Renzi... "fatemi fare una pubblicità progresso" così ha detto... rivolgendosi alla stampa estera e annunciando: "come sembrava impossibile concludere la variante di valico, so che non ci crederete, ma il 22 Dicembre 2016 inaugureremo la Salerno-Reggio Calabria" ed ancora "non tutte le opere incompiute sono utili alcune sono inutili e per questo non è utile finirle...." il ministro Del Rio ha poi corretto in... "sono state programmate male..."!
Ecco questa è solo l'ennesima dimostrazione di dove siamo ed in quale paese dei balocchi i troviamo... 
Ogni mattina qualcuno si alza e non sapendo cosa fare... spara qualche cazz..., c'è chi la manda via social, chi la scrive in qualche quotidiano, chi ne parla in televisione, l'importante è averla detta..., poi se quanto espresso detto è una bufala... poco importa, i cittadini tanto saranno contenti, avranno qualcosa di cui parlare nei bar e così un'altra giornata insignificante e passata... 
E quindi, mentre loro continuano a gestire l'Italia come nulla fosse... stando lì seduti in aula e facendo finta di far valere le proprie opinioni nei confronti degli altrui schieramenti (sanno benissimo che quanto stanno compiendo serva esclusivamente a rimanere attaccati a quella poltrona), la verità e che fondamentalmente questi pensano a come mettersi d'accordo sulle riforme o su come trasformare e far passare quelle procedure "corruttive" in "legalizzate".
Poi ci si meraviglia che il nostro paese è pieno di politici ladri o d'imprenditori incapaci di gestire un'impresa e solitamente più disponibili ad elargire  tangenti... avendo così rischi d'impresa nulli e certezza che comunque vada, alla fine si guadagnerà lo stesso!!!
Contare gli scandali di questa classe politica è inutile, da ogni parte del mondo si è a conoscenza della condotta immorale di questi individui e non solo per quanto riguarda gli appalti, ma anche per quanto concerne usi e i costumi, in particolare mi riferisco a tutti quegli scandali sessuali... che fra una mazzetta ed un regalo costoso, hanno avuto il tempo d'intrattenesi con minorenni, prostitute e facendo il più delle volte anche uso di stupefacenti ecc...
Siamo nel paese dei corrotti e dei ladri... e per quanti in molti si sentano da questi giudizi offesi (o come si dice... toccati nell'animo), i numeri (e quindi non le dichiarazioni del sottoscritto), dimostrano come le truffe sono maggiori rispetto ai pochi e limitati comportamenti onesti!!!
Ma ritornando al Ponte... cosa aggiungere, stiamo leggendo dell'inchiesta dama nera condotta dalla guardia di finanza, dove sono accusati dalla magistratura, funzionari, politici e imprenditori per un un giro di mazzette nel campo di quegli appalti pubblici gestiti dall'Anas, reati di corruzione e turbativa d'asta...
Comportamenti sleali di quanti all'interno di quel gruppo si sono in tutti questi anni venduti, dopotutto come dimenticare che anche il suo ex presidente avesse assoggettato a se tutti gli incarichi disponibili... non solo quello di presidente, ma anche di amministratore delegato e direttore generale... tre cariche per un uomo solo, la dimostrazione perfetta di cosa sia stata amministrata in questi anni questa società!!!
Comunque io nel frattempo mi sto preparando... e non certo per attraversare con l'auto lo stretto, ma per quell'ennesima cazz... che a breve sono certo (insieme a Voi) dovrò ahimè ascoltare... 

lunedì 21 marzo 2016

21 marzo: giornata della Memoria e dell'Impegno, in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

https://it.wikipedia.org/wiki/Vittime_di_Cosa_nostra_in_Italia

Vi basta collegarvi a questo link per vedere tutti i nomi delle vittime della mafia e se li contate vedrete che sono... troppi!!!
Lo Stato avrebbe dovuto proteggerli non tutti... ma ognuno di essi, nessuno meritava di essere barbaramente ucciso per come è accaduto...
Contarli, vedere quanti sono... strazia il cuore, perché fa comprendere quanto debole o complice sia stato questo nostro paese, con quelle associazioni criminali!!!
Oggi, come ogni giorno in cui vi è un anniversario da ricordare si scende in piazza... voler essere lì  a manifestare il proprio sdegno, a sollecitare un maggiore impegno da parte delle istituzioni...
Certo è bello vedere tutta questa gente, quei giovani che scendono per le strade per fare sentire la loro presenza, contare tutte quelle associazioni di legalità che si mobilitano, da Messina a Milano... è vederli con quanto impegno hanno organizzato tutto questo...
Come in queste circostanza, le frasi espresse sono forti e incisive, soprattutto quando sono i familiari delle vittime a parlare...
Mi piace quella frase che dice "ognuno può e deve fare qualcosa", il problema però è che quando si tratta di fare le cose o meglio di metterle in pratica... ecco quando si tratta di esporre la propria persona, qualcosa s'inceppa...
Perché la verità e che quando si tratta di mettere il proprio nome e cognome, ecco, in quel preciso momento, sono in molti a tirarsi indietro e alla fine restano sempre i soliti pochi "eroi" a combattere per tutti!!!
Basti vedere come alla fine - già da domani - questa giornata simbolica ritorna nel dimenticatoio... ed ognuno riprende a fare la propria vita come sempre... in egual maniera, aspettando sempre che siano gli altri a mettersi davanti, mentre loro dietro, senza mai intervenire o mostrare alcun impegno!!!
Leggere i nomi delle vittime serve a poco se poi l'andazzo è sempre lo stesso... quella ricercata uguaglianza e legalità che si contrappone principalmente ai propri interessi... quella giustizia che si perde quando si chiede il favore al politico di turno, quando si brama a proprio vantaggio a discapito di quanti si sa essere più meritevoli o quando, infine, dinnanzi ad una denuncia... si preferisce l'omertà...
Serve a poco sfilare o sperare che questi giovani cambieranno la storia della lotta alle mafie...
La maggior parte di essi dopotutto è figlia di quel sistema... e ha proprio come genitori quegli stessi che da sempre hanno partecipato a quei metodi collusivi/corruttivi e mafiosi che li hanno, negli anni, assistiti, sostenuti e cresciuti e che ora o a breve, faranno sì di trasmettere quel testimone tentacolare ai loro figli, insegnando loro quella sistematica metodologia che li visti chiedere e dare qualche favore ai soliti "amici degli amici"...
Dice bene l'ex Magistrato Gian Carlo Caselli: contro le mafie c'è ancora tanto da fare e i giovani che sfilano così numerosi, potranno "forse" riuscirci meglio di noi...
Sì... quel "forse" è perfetto, sottinteso... anzi aggiungerei collocato al posto giusto!!!
Perché non è passeggiando o gridando a squarciagola, che si vince contro la mafia...
Quello serve esclusivamente per fare propaganda o fare in modo di "sottrarsi" a un giorno di scuola... se non fosse per quel giusto tributo da dare a quanti hanno dato la loro vita... lo riterrei di per se un gesto inutile!!!
Perché la verità è che bisogna fare riforme serie e rigorose...
Basta con politiche inconcludenti o con leggi deboli che fanno sì che questa criminalità continui ad operare nei modi che ancora oggi vediamo...
Io non ci sto a questo modo di fare... mi sembra quasi di "elemosinare" la mafia, sperare cioè che essa si rammarichi per quanto finora compiuto e decida così... all'improvviso, di pentirsi del male commesso e corregga quelle azioni e quei modi violenti attuati, che finora le hanno permesso di resistere da oltre due secoli...
Un giorno "forse" la mafia sarà sconfitta... ma prima che si giunga a quel momento, strada da fare c'è ne... e non intendo certamente... quella che in tutti questi anni - proprio come oggi - si è deciso di percorrere!!!

venerdì 18 marzo 2016

La Banca d'Inghilterra si prepara al "Brexit"

Una notizia interessante: pronto un piano per "liquidità illimitata per le Banche britanniche". 
Dopo le dimissioni dalla direzione generale della British Chambers of Commerce, la Camera di commercio britannica, John Longworth spiega i motivi della sua scelta a favore dell'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea in un articolo pubblicato sul quotidiano "The Times".
Innanzitutto, Longworth denuncia una campagna referendaria nel segno dell'iperbole e della disinformazione, con "un governo chiaramente di parte" che non garantisce un dibattito all'insegna dei fatti. 
L'esecutivo, accusa, "sta giocando il gioco pericoloso di promuovere l'idea che lasciare l'Ue sarebbe un disastro"; ciò, a suo parere, non e' vero e la diffusione di questo messaggio potrebbe danneggiare le prospettive del paese, soprattutto nel caso in cui decidesse di lasciare l'Ue e dovesse negoziare i termini del divorzio.
Promette quindi, libero dall'impegno di direttore della Bcc, di dare il suo contributo nelle prossime settimane facendo parlare i dati. Longworth ricorda, quindi, di essere sempre stato a favore dell'appartenenza a una Ue riformata; tuttavia, le ricerche degli ultimi anni e l'esito, molto inferiore alle aspettative, della rinegoziazione con i partner condotta dal primo ministro, David Cameron, lo hanno convinto che l'Ue sia "incapace di riforme significative".
"Avremo un futuro più brillante se lasciamo, ma bisogna fare questo passo adesso, prima che sia troppo tardi", afferma. 
Ci sono argomenti validi su entrambi i fronti e la comunità d'impresa e' divisa, ammette, infine, Longworth, concludendo, tuttavia, che la scelta è "tra il diavolo e il mare aperto", ma che restando col diavolo si rimarrà sempre prigionieri mentre l'alternativa può' essere perfino lo sbarco in un paradiso tropicale.
Intanto, la Banca d'Inghilterra prende molto sul serio la possibilità che vinca il Brexit e si prepara a proteggere le banche del Regno Unito dalla carenza di liquidità nell'eventualità di un voto referendario a favore dell'uscita dall'Unione Europea, segno del crescente nervosismo delle autorità sui possibili effetti del pronunciamento popolare.
La Boe, riferisce in questo caso il "Financial Times", ha annunciato che darà' alle banche commerciali tre eccezionali opportunità di ricorso al credito senza limiti appena prima e subito dopo il referendum sull'Ue, in programma il 23 giugno, per prevenire il ripetersi del caos della crisi finanziaria del 2007-2008.
Il piano, che i collaboratori del cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, negano sia stato orchestrato d'intesa col Tesoro, rafforza l'allarme sul rischio di instabilità economica e turbolenze sui mercati finanziari in caso di Brexit.
Gli anti-europeisti, invece, ipotizzano interferenze del governo e accusano il banchiere centrale, Mark Carney, di essersi fatto trascinare in quello che definiscono il "Progetto paura" del fronte europeista. Carney ha ribadito l'importanza di restare fuori dalla mischia politica; era noto che l'istituto stesse lavorando a un piano di emergenza e ora ha annunciato tre operazioni pronti contro termine per il 14, il 21 e il 28 giugno.
L'impiego di simili strumenti era stato previsto anche nel 2014 per il post referendum sull'indipendenza della Scozia, ma il piano fu reso noto solo a voto concluso. 
In ogni caso, i sondaggi continuano a dare vincente in Brexit, che sarebbe in testa di 5 punti già ora, quando la campagna referendaria in realtà non è ancora entrata nel vivo. Il voto sarà il 23 giugno prossimo. 
Da il nord.it

giovedì 17 marzo 2016

Fiumefreddo: quella classe dirigente che ci governa e che verrà mandata a casa al momento opportuno...

Io aggiungerei speriamo presto... anzi subito!!!
Infatti, se pur in questo periodo in contrasto personalmente con la partecipata regionale Riscossione Sicilia", condivido pienamente le parole espresse dal suo ex Presidente, in particolare quando si rivolge a quella classe classe dirigente dell'Ars che attualmente ci governa...   
Rileggendo i commenti espressi su LiveSicilia qualcuno chiede "se i soggetti a cui fa riferimento, non siano gli stessi che a suo tempo lo hanno nominato" e se quando ha ricevuto l'incarico di presidente lo è stato previa una selezione meritocratica, ed ancora... "perché parlarne ora e cioè dopo che si è stati cacciati, mentre quando si faceva parte di quel sistema e gratificati da quell'onorario ricevuto, tutto allora andava per il meglio???
Sono domande legittime, a cui sarebbe opportuno ricevere una Sua opinione... 
Poi c'è chi aggiunge che "quando si perde la poltrona, tutto intorno diventa "schifoso" ed ecco allora emergere quello spirito rivoluzionario"...
Leggo inoltre, tra i commenti negativi che c'è chi gli contesta tutta una serie di nomine ricevute dal palazzo... nel corso di questi anni...
Il sottoscritto non conoscendo personalmente l'Avv. Fiumefreddo, si è andato a documentare sul web, ed ha scoperto quanto segue:
ex avvocato di Raffaele Lombardo, candidato a Sindaco di Catania, sovrintendente del teatro Bellini, proprietario di Sud ( uno dei quotidiani d'inchiesta diretto in modo eccezionale da Simona Scandurra, tanto da rappresenta per il sottoscritto, uno di quelli preferiti che seguo quotidianmente...), "fedelissimo" del presidente della Regione Siciliana Crocetta, che lo ha proposto per la delega alle Attività produttive, ed ancora lo scelse nel 2014 quale Assessore ai Beni culturali - riporto quanto ho trovarto: "una nomina che fece insorgere soprattutto il Pd, che non voleva – un po' un paradosso, a pensarci bene, per un partito che aveva sostenuto Lombardo nella legislatura precedente – anche per quel passato al fianco del governatore di Grammichele, che volle l'avvocato anche come Soprintendente del Teatro Bellini. Cinque giorni di polemiche e accuse, fino alla scelta di Fiumefreddo di fare un passo indietro. Con motivazioni anche un po' inquietanti, affidate a una lettera accorata. "So bene – scrisse Fiumefreddo - che combattere Cosa Nostra, se mette a repentaglio la nostra vita, insieme e prima di tutto attenta alla nostra reputazione così da confondere ogni cosa; è un metodo vecchio – aggiunse - ma sempre in uso. Quel tipo di belva, che è il mafioso, inizia con l'adulazione dei suoi nemici ma quando si accorge di non avere presa ed allora passa ad infangare ed isolare, infine, se tutto è vano, uccide". Non mancarono, in quell'occasione, parallelismi anche un po' impegnativi. Erano i giorni che precedevano la Pasqua, e Fiumefreddo in qualche modo raccontò quella vicenda facendo riferimento ai giorni della Passione. Un afflato religioso subito raccolto dal presidente: "Caro Antonio, - scrisse Crocetta - conoscerti mi ha dato la possibilità di confrontarmi con le tue autenticità religiose e culturali. Mi ha dato prontezza del tuo impegno sociale contro ogni forma di criminalità organizzata e, soprattutto, di voler rilanciare una fase più intensa di quell'impegno senza avere le mani legate da lacci burocratici. Ho sofferto insieme a te in questi giorni, con la consapevolezza di vivere il dolore espiatore e catartico della Settimana santa. La sofferenza - aggiunse Crocetta - ci purifica e ci rafforza. Non potrò, per via solamente della tua indisponibilità in questo momento, averti a fianco come assessore. Ti chiedo, però, di essere disponibile a condurre insieme, nel ruolo che concorderemo, la lotta contro il malaffare e le mafie". Amen "; dopo cinque giorni dall'annuncio, l'Avv. Fiumefreddo è costretto a uscire dalla giunta.
Pochi mesi dopo il Presidente Crocetta lo indicò come Assessore alle Attività produttive in sostituzione di Linda Vancheri, ma alla fine nell'assessorato di Via degli Emiri, l'Avv. non entrò mai.
Ed infine, mi sembra di aver compreso che è stato chiamato alla Funzione pubblica... per sole 24 ore, per giungere infine alla  nomina di Presidente di Riscossione Sicilia.
Premetto che quanto sopra riportato potrebbe presentare delle imprecisioni e me ne scuso anticipatamente; anzi, sin d'ora chiedo a chiunque d'inviarmi nota alla mia email, affinché possa procedere ad eventuali correzioni.
Certamente quanto riportava nel commento -millelire- "la politica da, la politica toglie", non è poi così lontano dalla realtà...
Sono dell'idea che non è possibile rimanere all'interno di due schieramenti ( questo lasciamolo fare ai nostri "meravigliosi" politici...), voglio dire, non si può pensare di appartenere ad un sistema e di contro, volerne stare fuori posti dietro la barricata per poterne criticarne gli uomini di quelle amministrazioni o i metodi finora da loro applicati... 
Comprendo altresì che tentare di trovare quel giusto equilibrio non è mai facile e ancor meno lo è... trovare la netta linea di demarcazione che ci permette sempre di stare nel giusto... poiché il delle volte, pur volendo  contribuire (tra mille difficoltà) a migliorarlo quel sistema, si scopre ahimè di non riuscirci...  
Io però da sempre ho basato la mia vita su un profondo insegnamento... quello di Gesu, che diceva "nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro"  (Lc 16,13) e quindi oggi mi scuso con l'Avv., ma ho difficoltà a comprendere i modi... di questo operare.
Spero un giorno di poterla incontrare per meglio comprendere con precisione a quali fatti (e/o persone) il Suo messaggio video era diretto e se vi fosse un'altra possibilità per opporsi a quel provvedimento di allontanamento nei suoi confronti, quest'ultimo causato non per una inidonea gestione dell'Agenzia, ma bensì per quanto Lei stava cercando di portare alla luce e che forse andava ad intaccare interessi personali dei cosiddetti "intoccabili"...
Ora credo che Lei sia giunto ad un bivio: denunciare pubblicamente tutti i nomi di coloro che dal suo lavoro stavano avendo un qualche danno d'immagine ( e soprattutto finanziario...), pur sapendo che così facendo verrà allontanato definitivamente da quei palazzi, oppure soprassedere... e sperare nuovamente di rientrarci...
Io staro qui ( ma credo che saremo in molti... ) ad osservare gli eventi...
Infine concluso per "par condicio", con i commenti positivi pervenuti alla Sua persona:   
Informatevi prima di infangare. Quest'uomo è stato buttato fuori dai politici, perché tramite le Iene aveva denunciato che i primi a non pagare i debiti erano i politici della regione Sicilia contro i quali non si poteva nemmeno agire.
Non è accettare una nomina che rende gli uomini condannabili è il la condotta durante il loro operato .. peccato che quando operano bene li fanno fuori ..
Negli ultimi anni diverse persone per bene sono state incaricate .. purtroppo o si sono arrese o sono state buttate via … riflettiamo !!!

mercoledì 16 marzo 2016

Da Milano a Catania: in manette Giudici, Avvocati, Commercialisti, Professori universitari e Imprenditori, ecc...


L'hanno già chiamata la Tangentopoli fiscale...
In manette sono finiti giudici, avvocati, commercialisti, professori universitari e imprenditori. 
Nel mirino il commercio sotterraneo di sentenze che in materia di imposte possono spostare, con una sola firma, milioni di euro dal privato allo Stato o come spesso accade, viceversa.
La nuova Tangentopoli riguarda uno dei settori della giustizia - i contenziosi tributari - finora quasi inscalfibile a ogni inchiesta della magistratura e a ogni riforma della politica.
Strutturato su due livelli di commissioni, provinciali per il primo grado e regionali per il secondo, la giustizia tributaria è un sistema di potere fortissimo. 
Una cerchia chiusa di magistrati, in maggioranza privati, onorari, chiamati nel 2015 a decidere su oltre 581mila contenziosi, per un valore globale di 50 miliardi di euro. 
Un tesoro affidato alle decisioni di avvocati, commercialisti, consulenti, ragionieri, persino ad agronomi e professori di liceo. 
Un sistema sul quale indagò anche Antonio Di Pietro, che dopo le inchieste sulla corruzione nei partiti, delle mazzette in valigia o fatte sparire nel water, si convinse di essere stato fermato proprio quando iniziò a scavare nel mondo delle sentenze tributarie. 
E oggi un nuovo grappolo di inchieste sta ripartendo da lì: solo a Milano si indaga su ben venti cause fiscali.
Il 17 dicembre del 2015 - si legge su Repubblica - i militari della Guardia di Finanza, travestiti da avvocati, arrestano nello studio Crowe Horwarth, il giudice della commissione tributaria provinciale di Milano, Luigi Vassallo, con una busta da 5.000 euro infilata nella giacca. 
Vassallo, avvocato della Cassazione e docente universitario a Pavia, che risulta (dal marzo 2015) ancora consulente "in materia di conflitto di interessi per il governo", ha appena incassato la prima rata di una tangente da 30mila euro per intervenire su una estero vestizione da svariati milioni contestata alla multinazionale della chimica Dow Europe Gmbh .
Ma non è un episodio isolato. Perché i pm di Milano Eugenio Fusco e Laura Pedio, un mese dopo, ottengono l'arresto di un altro giudice onorario, l'avvocato Marina Seregni. 
I due giudici sono accusati di corruzione in atti giudiziari per il caso della Dow Europe Gmbh, ma anche di aver pilotato un contenzioso da 14,5 milioni a favore della società Swe-Co, dell'imprenditore Luciano Ballarin (indagato) in cambio di 65mila euro. 
Il gip Manuela Cannavale cita esplicitamente la "spregiudicatezza con cui si muoveva Vassallo, che sapeva di poter fare affidamento su Seregni e verosimilmente anche su altri giudici tributari e funzionari dell'Agenzia delle Entrare, per pilotare ricorsi, influenzare i giudizi dei collegi, sostituirsi nella redazione delle sentenze, a fronte della corresponsione di dazioni illecite da ripartire con i complici". 
E infatti nell'inchiesta è indagato anche un giudice togato, Francesco Pinto, ex presidente del tribunale di Imperia, ex giudice a Monza, ora presidente della sezione 18 della Commissione tributaria provinciale di Milano.
Lo schema non è diverso da quello scoperto a Catania dal procuratore Michelangelo Patané e dal pm Tiziana Laudani.
Finisce in carcere - insieme a due imprenditori, un commercialista e un cancelliere - il presidente di sezione della Commissione tributaria provinciale di Catania, il giudice Filippo Impallomeni. 
Il magistrato avrebbe usato per anni le auto della concessionaria di Giuseppe Virlinzi, fratello di uno dei più grossi immobiliaristi della città, in cambio di decisioni favorevoli, per un risparmio sulle tasse di 800mila euro. 
Per i pm, Impallomeni, da presidente, da relatore o da estensore era sempre presente nelle decisioni su Virlinzi.
Gli investigatori non pensano che si tratti di casi isolati, ma che almeno in Lombardia si possa ipotizzare un sistema. 
Qualcosa che riporta alla mente vecchie inchieste, come la celebre P3 che nasceva proprio da oscuri personaggi che si vantavano di pilotare grandi processi tributari. 
"Emerge - dice oggi un investigatore - una rete di relazioni che sopravvive a ogni forma di incompatibilità". 
Se per legge non può svolgere l'attività di giudice chi esercita attività di consulenza tributaria per "contribuenti, società di riscossione o altri enti impositori", è vero che il conflitto d'interessi è all'ordine del giorno. 
"Era noto che Vassallo fosse in grado di risolvere i problemi: i commercialisti e gli avvocati che venivano in studio sapevano che era in grado di sistemare i processi", mette a verbale la sua segretaria, svelando come oltre le incompatibilità formali bisogna fare i conti con un contesto di fortissima contiguità tra professionisti. 
Con commissari che sono amici, colleghi, a volte soci dei legali delle aziende coinvolte nelle liti. Storture che portano fino al 60% le decisioni che danno ragione al privato e torto allo Stato. 
E "che azzerano - riflette un magistrato - anni di lavoro di Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate".
A Milano come a Catania, le inchieste sono destinate ad allargarsi. In altre procure, oltre a quella di Roma, sono agli inizi. 
Quella del capoluogo lombardo fa da apripista. 
Non solo perché i giudici arrestati avevano grande disponibilità di denaro (Vassallo era titolare di due cassette di sicurezza, e di contanti per 267mila, mentre Seregni di altre due cassette che ha movimentato prima dell'arresto). 
Ma soprattutto per le buste piene di altre banconote, trovate coi nomi dei "soggetti erogatori" del denaro: manager, aziende, membri di commissione, funzionari dell'Agenzia delle Entrate. 
E un elenco di venti contenziosi ora sotto indagine...

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