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sabato 16 febbraio 2019

Centri commerciali: "Quanti sono i dipendenti regolari e quanti viceversa gli irregolari"???

Questo pomeriggio mi sono recato in un centro commerciale etneo, uno dei pochi che a vedersi, sembra non soffrire la crisi economica in corso...
Sì... posso dire che tutte le volte che mi reco in quel luogo, lo trovo colmo di gente... certo oggi era un giorno prefestivo e quindi, rispetto ad altri giorni ordinari, si ha una maggiore affluenza, ma comunque, a confronto di altri altrettanto rinomati, qui l'affluenza è sempre alta... 
Ciò che più mi ha colpito questa sera, è vedere tanti adolescenti - poco più che maggiorenni - posti li a servire i loro clienti, prodigandosi in ogni modo, affinché si giunga possibilmente a quell'acquisto... 
Certo, nel guardare i prezzi (in questo periodo ci sono ancora i saldi) e pensando ai costi di gestione, che ogni attività commerciale deve corrispondere, viene da chiedersi, quanti di quei loro prodotti debbono essere venduti, per poter restare in attivo e di conseguenza produrre utili...
Ogni tanto penso che sia un mistero quello della gestione amministrativa di queste società... poiché non comprendo, quali meccanismi attuino, affinché a fine mese: costi - ricavi (produca ) = utili!!!
Considerato che alla voce "costi",  l'affitto è la voce certamente più gravosa, a cui vanno sommati i relativi costi di esercizio (forniture e quant'altro...) ed inoltre, bisogna integrare quella voce, certamente non irrisoria chiamata "dipendenti"...
Ecco, da quanto sopra per differenza, ciò che rimane, dovrebbe costituire la fetta "utile", destinata all'imprenditore...
Ma se 5-5 fa zero, ecco che affinché quella differenza risulti uno, bisogna arrischiarsi in qualcosa di diverso...
Bisogna quindi intervenire in uno di quei due termini di quella sottrazione... 
Per cui, ho s'interviene nel minuendo (e cioè nella quantità dei prodotti da vendere, un numero che può essere tranquillamente falsato...), oppure si deve intervenire nella voce costi fissi e cioè in quella voce sottraendo (dove però l'unico valore nel quale si può apportare una qualche modifica di rilievo e costituita proprio dalla voce "manodopera)!!!
Ecco il perché (osservando quelle commesse così giovani), ho avuto come la sensazione che qualcosa, il quella tipologia di lavoro, non fosse propriamente regolare... 
Non posso certamente affermare che la mia intuizione sia corretta, ma osservando quanto ultimamente accade e conoscendo discretamente bene, la poca professionalità di molti imprenditori di quel settore merceologico, qualche dubbio mi resta e chissà se a breve, il sottoscritto semplicemente anticipando le prossime azioni delle nostre forze dell'ordine...
Sì... non mi meraviglierei che a breve, nuovi controlli, portassero a scoprire come all'interno dei negozi di centri commerciali (e non solo in quelli, ma anche in tutti quei box posti "abusivamente" al centro delle gallerie...), vi fosse la presenza di lavoratori irregolari...
D'altronde potrei aggiungere che, non ci sarebbe neppure bisogno di recarsi fisicamente in quelle strutture...
Già basterebbe analizzare presso gli uffici preposti le banche dati del ministero del lavoro e delle politiche sociali e confrontare quei numeri, con il numero di dipendenti presenti in quei centri commerciali (certamente superiori... ). 
Difatti, molti di quei giovani, sono di fatto impiegati lì... da diversi mesi, quali addetti alle vendite o altro, senza che però sia stata loro formalizzata la comunicazione obbligatoria d'inizio lavoro, che come si sa, deve essere realizzata anche a mezzo Pec, anticipatamente l'inizio del lavoro... e non integro a quanto sopra, tutte quelle formalità da espletarsi anticipatamente, quali ad esempio visite mediche obbligatorie o quanto previsto dalla normativa vigente in tema di sicurezza del lavoro...
Se poi si tiene conto che la maggior parte di quei compensi, sono di fatto sottostimati rispetto alle ore di lavoro realmente compiute, ecco che si comprende i motivi per cui quella indennità viene il più delle volte pagata in contanti, a fronte di un riscontro documentale certamente controfirmato dal dipendente (d'altro canto non potrebbe fare diversamente, ma soprattutto il conteggio risulta stranamente più consistente di quanto realmente ricevuto...), senza dimenticare la mancata garanzia prevista, sotto il profilo assistenziale e contributiva. 
Ho letto da qualche parte nel web che in taluni casi l'imprenditore - per evitare di restare coinvolto in situazioni giudiziarie spiacevoli - fa formalizzare dai propri consulenti la busta paga in maniera corretta, ma poi pretende da ciascun (suo) dipendente, la restituzione di una parte delle somme ricevute a mezzo bonifico bancario, solitamente 2-300 euro; con questa adottata modalità, l'imprenditore protegge se stesso da eventuali vertenze sindacali o da procedimenti legali, denunciati altresì presso l'ispettorato territoriale del lavoro... che potrebbe dar il via, a provvedimento di sospensione dell’attività!!!
Come dice la frase: "La necessità, aguzza l'ingegno"!!!
Certo a seguito di quelle denunce, il lavoratore potrà essere finalmente regolarizzato, ricevendo così oltre che il proprio salario, anche il versamento dei relativi contributi, ma tutti noi sappiamo che non sarà così, perché alla prima occasione quel dipendente - se pur professionalmente valido e chissà forse anche il migliore tra quei suoi addetti alle vendite - verrà licenziato!!!
Perché non è possibile far passare il messaggio, all'interno di quell'azienda, che la legalità possa vincere sulle decisioni imprenditoriali e chi pensa - anche solo per un istante - di voler imitare quel loro collega, farà la stessa fine!!!
Ecco perché nessuno parla... e tutti (in attesa speranzosi che qualcuno un dì possa scoprire quegli abusi perpetrati), forse anche a causa di necessità reali, continuano a subire in silenzio!!!


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