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giovedì 10 febbraio 2011

OMSA... tutti a casa...

Amiche e amici, vi porto via un po' di tempo raccontandovi quello che sta succedendo in una delle nostre industrie italiane, società quest'ultima, nella cittadina di Faenza, e più o meno nell'indifferenza generale.
Lo stabilimento OMSA, sta per essere chiuso, non per mancanza di lavoro, ma per mettere in pratica una politica di delocalizzazione all'estero della produzione per maggiori guadagni.
Abbiamo già parlato della stessa politica condotta da parte del colosso FIAT e quindi oggi il proprietario dell'OMSA, il signor Nerino Grassi, ha deciso di spostare questo ramo di produzione in Serbia, dove ovviamente i costi della manodopera, dell'energia e il carico fiscale sono notevolmente più bassi.

Considerare, questa decisione solo e soltanto dal punto di vista dei lavoratori ci porta a schierarci con loro e con la salvaguardia del posto di lavoro... ma bisogna anche tenere conto che oggi il nostro Stato, non aiuta coloro che vogliono svolgere la professione d'imprenditore...
La politica fiscale in italia, rappresenta per chiunque voglia cominciare una propria iniziativa, un socio occulto a cui dare il 60% degli utili ancor prima di cominciare a guadagnarli... ed inoltre se si sbaglia nei redditi...ecco che da ns. socio diventa il peggior nemico...; ovvio quindi che con prodotti orientali sempre più competitivi, con manodopere più basse, svolta da quei paesi nei quali il reddito mensile procapite è intorno ai 300 euro mensili è ovvio quindi che anche la nostra imprenditoria guardi verso altri orizzonti la realizzazione dei propri prodotti...   
Ora ritornando ad OMSA, certamente questa decisione porterà oltre 300 dipendenti, in maggior parte
donne e non più giovanissime, a rimanere senza lavoro.
Le prospettive di impiego nel faentino sono scarse e le autorità hanno fatto poco e niente per incentivare Grassi a rimanere in Italia o per trovare soluzioni occupazionali alternative per i dipendenti, salvo poi spendere fiumi di parole di solidarietà adesso che non c'è più niente da fare.
Da giorni le lavoratrici stanno presidiando i cancelli dell'azienda, al freddo, notte e giorno, in un tentativo disperato di impedire il trasferimento dei macchinari.
E' allucinante che in Italia non esistano leggi che possano proteggere i lavoratori dall'essere trattati come mere fonti di reddito da lasciare in mezzo a una strada non appena si profili l'eventualità di un guadagno più facile.
Le lavoratrici OMSA invitano tutte le donne ad essere solidali con loro boicottando i marchi - Philippe Matignon - Sisi - Omsa - Golden Lady - Hue Donna - Hue Uomo - Saltallegro - Saltallegro Bebè¨ - Serenella e vi sarebbero grate se voleste dare il vostro contributo alla campagna, se non altro per non alimentare l'indifferenza.
Le lavoratrici OMSA ringraziano quindi per l'aiuto e il supporto che vorrete dare loro, quali ennesime vittime di una legislazione che protegge sempre più gli interessi unicamente lucrativi degli imprenditori che non la vita e la condizione lavorativa dei dipendenti.

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