Il grande regista della commedia all’italiana ha deciso di farla finita buttandosi dal balcone dell’ospedale dove era ricoverato…
Aveva 95 anni, e sicuramente oggi molti cercheranno di giustificare il suo gesto adducendo la difficoltà di affrontare la malattia.
Ormai è consuetudine nel nostro Paese diventare moralisti, intervenire sulle scelte della vita altrui, giustificare o criticare tali decisioni con argomentazioni come depressione o solitudine… Tutti, nessuno escluso, pronti a dare giudizi!!!
Certamente non siamo noi a decidere quando nascere… ma forse possiamo decidere quando morire!!!
Ovviamente ritengo che il suicidio non sia una forma di coraggio, bensì di vile vigliaccheria, alla quale purtroppo molti giovani si ispirano, prendendo a modello scrittori, attori, cantanti… persone a cui vorrebbero assomigliare, o almeno essere paragonati, almeno nel gesto estremo della morte!!!

C’è chi desidera restare eterno e, distruggendo la propria giovinezza, fermando per sempre le immagini del proprio corpo, diventa in qualche modo immortale agli occhi di chi, invecchiando giorno dopo giorno, vede il proprio fisico e la propria mente logorarsi…
Ma quando a scegliere come terminare la propria esistenza sono coloro che, a causa di gravi patologie, non vedono offerta alcuna possibilità di guarigione, ecco che in questi casi – e soltanto in questi casi – il principio di eutanasia mi trova concorde.
E anche chi, sopravvissuto fino a 95 anni (un’età ben superiore alla media umana attuale di 75-80 anni), deve combattere quotidianamente con malattie, dolori, cure, dottori e farmaci… e poi per cosa? Per un anno in più? Per qualche mese? Forse per qualche giorno?
Ecco che allora credo sia legittimo poter uscire di scena in maniera coerente, forse in linea con come si è vissuto, dando seguito alle proprie scelte di vita e oggi anche di morte.
Una vergogna che la nostra Chiesa “cristiana…” (chissà poi a quali principi cristiani si ispira), si rifiuti di celebrare il rito funebre… Ma tanto, a chi potrà mai importare (certamente non al defunto) avere una chiesa, un altare, panche per sedersi e rendere l’ultimo saluto???
Questo lo si può fare tranquillamente al cimitero…

Basta dedicare da lontano un pensiero o una preghiera: vale molto di più che attendere dietro una transenna infiorata per avvicinarsi alla salma e sperare che una televisione o un fotoreporter possa immortalare la scena…
Quando uno è in fase terminale, purtroppo, non ha bisogno di chiedere a nessuno quando morire.
Egli può e deve decidere per sé stesso.
Ovviamente, nel porgere il mio cordoglio e nel voler ricordare il “poeta-regista”, desidero conservare l’immagine dell’uomo che, con grande passione civile e politica, si schierava sempre al fianco dei giovani, sperando che per loro ci potesse essere un futuro migliore di quello con cui lui aveva dovuto convivere.
Vorrei concludere con una frase che scrisse dopo la morte suicida del padre: “La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa, non vale la pena di essere vissuta.”
Grazie, Monicelli, anche per l’ultima tua lezione di vita.
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