Presidente Schifani, Assessore, grazie. Grazie per aver dato ascolto, per aver dato una soluzione concreta a quanto sollevato dalle mie recenti, e purtroppo necessarie, critiche. Questo mio post è il riconoscimento di quando un dialogo, seppur iniziato da una parte con una denuncia costruttiva, trova dall’altra la volontà di rispondere con i fatti.
È la dimostrazione che a volte basta veramente poco per migliorare le cose in questa nostra terra complicata e bellissima. Da una parte noi cittadini, che dobbiamo impegnarci a segnalare con precisione e pacata fermezza ciò che non funziona, dall’altra i nostri referenti, posti lì proprio con il compito di far sì che tutto scorra nel modo più perfetto possibile.
È in questo equilibrio, in questo scambio di doveri e responsabilità, che si costruisce la fiducia. Quella stessa fiducia che, vi confesso, negli ultimi tempi sentivo erodersi ogni volta che un portale si bloccava sull’ultimo click o un POS risultava “misteriosamente” spento. Quelle esperienze non erano solo disagi tecnici, assumevano il sapore amaro di un disegno, di un’opacità che alimentava sospetti su chi traesse vantaggio da quel caos. Oggi, vedere che un sistema può funzionare, e bene, è un potente antidoto a quel cinismo.
Mi torna in mente, per contrasto, la storia del cimitero di Catania, della luce perpetua dei miei cari e del POS perennemente offline. Quella è un’altra battaglia, un altro tassello di un mosaico più ampio che parla di trasparenza e di scelta. Ma ciò che è accaduto stamattina mi dice che cambiare si può. Che insistere, proporre, criticare in modo costruttivo non è tempo perso. Che la risposta istituzionale può arrivare, e può tradursi nella semplice, quotidiana meraviglia di un pagamento che va a buon fine.
Forse la strada è proprio questa: non arrendersi alla rassegnazione, non smettere di credere che le cose possano aggiustarsi, e dall’altra parte, avere l’umiltà e la saggezza di accogliere le sollecitazioni, correggendo il tiro.
È un lavoro di squadra, anche se a distanza, tra chi amministra e chi vive il territorio. Oggi ho visto un segnale positivo, piccolo ma tangibile. E per questo dico di nuovo grazie. Perché ogni passo, per quanto piccolo, ci riavvicina all’idea di una Sicilia che non si accontenta, che non subisce, ma che costruisce, insieme.

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