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venerdì 8 maggio 2015

Report... e quel sistema dei "lavori pubblici"

In questo paese non tutti sono ladri, già, ci sono anche persone perbene... Tra questi possiamo annoverare il Prof. Ing. Donato Carlea.

Vi starete chiedendo chi è.
Ha ricoperto ruoli di altissima responsabilità:

Provveditore alle Opere Pubbliche per la Regione Lombardia, Umbria e Trentino-Alto Adige;

Dirigente Generale del Ministero dei Lavori Pubblici;

Commissario Straordinario per le Grandi Opere Strategiche per le regioni Lazio, Abruzzo e Molise;

Direttore Generale del Servizio di Vigilanza dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture;

Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche per le regioni Lazio, Campania, Abruzzo, Sardegna e Molise.

È stato inoltre docente dei corsi di:

"Legislazione dei Lavori Pubblici" presso la Facoltà di Ingegneria di Perugia;

"Cantieri per il Restauro e la Conservazione dei Beni Architettonici" a Roma.

Si è occupato, infine, della ricostruzione dell'Aquila fino al settembre 2013.

Tutto procedeva alla perfezione, fintantoché non sono iniziati gli impedimenti su alcune decisioni che contrastavano con quel gruppo di potere molto vicino agli "amici" di Bertolaso e Balducci.

Come sempre nel nostro paese, quando non si realizza ciò che viene richiesto da certi ambienti, si viene esclusi. Questa è stata la principale ragione per cui il Prof. Carlea non è stato più riconfermato, in una decisione presa direttamente dall'allora Ministro delle Infrastrutture... quel Maurizio Lupi che, di lì a poco più di un anno, sarebbe stato travolto dagli scandali personali e di alcuni suoi familiari.

Il Prof. venne sostituito da Roberto Linetti e trasferito a un ruolo minore... tutto ciò esclusivamente per mere ragioni politiche e per non essersi piegato a quel sistema collusivo che dirottava gli appalti verso le imprese facenti parte della cricca dei "destinatari" predestinati.

Come ha raccontato il Prof.: "Invece di premiarti, ti mettono da parte..." (Devo ammettere che questa sua affermazione mi ha un po' meravigliato. Già, è come se – nonostante la sua esperienza – non avesse mai ben compreso la storia umana di questo paese e i modi in cui vengono indirizzate certe decisioni...).

A questo punto, il Prof. si è rivolto alla trasmissione Report e da lì ha ricostruito l'intero sistema degli appalti, mostrando come nulla venisse realizzato senza una contropartita in cambio!

Tangenti, tangenti e ancora tangenti... finite nella maxi-inchiesta che ha portato agli arresti di Ercole Incalza (per la parte relativa alle Grandi Opere) e di Balducci (per la parte di riferimento relativa alla Protezione Civile). E dove tutti... sapevano tutto!!!

Non c'è nulla di nuovo: un'altra storia che si aggiunge a quelle già note e a quelle prossime a emergere.

Gli appalti nascono per creare fondi neri, per tutti, a ogni livello. Rappresentano un sistema talmente perfetto e collaudato che diventa difficilissimo sradicare.

Partecipano tutti. Ognuno viene "oleato" da quelle bustarelle che rendono la vita un po' meno sgradevole e più agiata. E ognuno, corrotto quella prima volta, non può, ma soprattutto non desidera più... rinunciarci.

Per i soldi, sono in molti quelli che venderebbero le loro madri... le mogli (se gradevoli...) ormai le hanno barattate con la carriera... Un vero schifo. E sono in molti quelli che fanno finta di indignarsi, ma che di fatto si sono resi disponibili!

Ovviamente, quando s'incontra uno inflessibile... ecco che certi equilibri saltano e iniziano i problemi. Gli stessi che iniziò ad avere il Prof. Carlea, per il suo voler rispettare quei princìpi morali...

Si manifestarono le prime ritorsioni, perché intransigente... irremovibile e, per certi versi, anche insensibile... Non capiva che, con quei suoi modi di fare, metteva tutti in difficoltà, incrinava quel sistema clientelare che iniziava a sgretolarsi. Partirono le denunce alla procura e vennero raccontate le corruzioni.

Il proprio dovere, come ricompensa, gli valse di venire definitivamente allontanato da tutti!

Rilasciare quell'intervista a Report è stato come lanciare una bomba atomica su quella collaudata metodologia... Infatti, pur avendo molti provato a bloccarla, la trasmissione andò ugualmente in onda e il ministro Lupi fu tra quelli che ne pagò più care le spese, dovendo annunciare le proprie dimissioni.

Certo che, se anche i nostri ministri sono corrotti... di chi possiamo mai fidarci?

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