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mercoledì 24 novembre 2021

Le ultime riforme della giustizia non aiutano a combattere la criminalità organizzata!!!

Il ministro della Giustizia Marta Cartabia risponde ad una domanda sul come essere ottimisti sulla giustizia: "Radicandosi in modo molto solido nel presente. Offrendo ai cittadini qualche dato sul lavoro di questi mesi. Vedo fiducia e voglia di rinnovamento. Sono elementi sufficienti per guardare con positività al futuro".

Viceversa alla stessa domanda sulla riforma Cartabia il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri risponde: “La peggiore di sempre”!!!

Ed ancora: La politica sta combattendo la mafia? 

“Sulle ultime riforme della giustizia - dichiara il procuratore Gratteri - mi sono più volte espresso; purtroppo nessuna ha aiutato nella lotta alla mafia. Anzi, in certi casi portano a un aggravio incredibile. Pensi solo alla previsione della cosiddetta udienza filtro per il dibattimento, prevista ora da questa riforma sula giustizia”!!!

Si parte dell'impegno preso dal governo nei confronti dell'Europa in particolare quello di ridurre la durata dei processi impegnandosi a ridurre di ben il 40% la durata del processo civile e del 25% quello penale in cinque anni", interventi che devono nutrire la fiducia anche tra gli operatori economici che mi auguro possano cogliere presto un cambio di passo nel nostro paese...

Certo, quando sento dichiarare dal nostro ministro che "la magistratura ha una forte indipendenza dal potere politico" non so a quale paese si stesse riferendo, visto quanto accaduto in questi anni, in particolare all'interno del CSM...

Non sono la persona più adatta per comprenderne i benefici, ma ho come la sensazione che questa riforma appare non proprio idonea a risolvere il problema della lentezza dei processi, in particolare perché attraverso di essa, si dovrà giungere in modo trasparente a stabilire criteri di priorità al fine di selezionare quali notizie di reato trattare con precedenza rispetto ad altre...

Una soluzione che comprenderete bene dimostra non essere per nulla democratica, quantomeno dimostra non essere paritaria e da spunti a riflessioni di mancanza di uniformità, certamente contrarie ai principi costituzionali di obbligatorietà in particolare nell’azione penale. 

Inoltre alla prescrizione (che comporta l’estinzione del reato in base a parametri certi e prefissati), si è sovrapposta l’improcedibilità dell’azione penale la quale proroga del termine, viene ora rimessa - in misura maggiore o minore a seconda della tipologia di reato - alla discrezione del giudice.

Non so, ma su questa vicenda, ho come la sensazione che sia meglio schierarsi dalla parte del Procuratore Gratteri... 

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