Translate

mercoledì 25 febbraio 2026

L'unica arma che abbiamo: non smettere di denunciare - Seconda parte

Continuando con quanto avevo riportato ieri, non voglio fare di tutta l'erba un fascio e so bene che ci sono Procure che lavorano con efficienza, come quella di Venezia o come quella di Messina che in altre occasioni hanno dimostrato di saper intervenire con rapidità e competenza. 

Altresì so perfettamente che ci sono finanzieri, carabinieri, poliziotti che fanno il loro dovere con dedizione e professionalità, ma ahimè, come sempre accade in qualsivoglia realtà, le cose vanno purtroppo diversamente.

Vi sono territori in cui le denunce vengono archiviate come fossero "beghe condominiali", altre in cui gli esposti restano nei cassetti per anni, ed altre ancora in cui le indagini non partono nemmeno perché manca la volontà (o perché mancano le risorse o perché, più semplicemente, ci sono connivenze che è meglio non indagare troppo a fondo).

E allora mi viene da pensare che forse il problema non è solo tecnico, non è solo una questione di norme da perfezionare o di piattaforme informatiche da blindare. Il problema è culturale, è sistemico, è radicato in una concezione dello Stato e della cosa pubblica che in certe zone del Paese è ancora troppo debole, troppo permeabile, troppo disponibile a farsi piegare da interessi privati. 

Perché se è vero che le truffe sui bonus edilizi avvengono da Nord a Sud, è altrettanto vero che al Sud spesso incontrano meno resistenza, meno controlli, meno conseguenze. E questo non per una presunta inferiorità morale dei meridionali, che sarebbe un'offesa e una sciocchezza, ma per una debolezza istituzionale che ha radici storiche e che si perpetua per inerzia, per complicità, per stanchezza.

Dicevo prima che non so più quante volte ho scritto su questo argomento. E ogni volta mi chiedo se abbia senso continuare, se qualcuno legga davvero, se qualcosa cambierà mai. Poi - come è successo in questi giorni - leggo di un sequestro da 77 milioni e penso che forse, in qualche modo, la denuncia serve. Serve a tenere accesa l'attenzione, serve a far sapere che qualcuno sta guardando, serve a ricordare che non tutto può passare in silenzio. Serve anche solo a dare conforto a chi si sente solo, a chi ha denunciato e non ha visto risultati, a chi si è sentito dire che stava esagerando, che doveva lasciar perdere, che tanto non sarebbe cambiato nulla.

Perché in fondo è questo il punto. Non è tanto credere che un post su un blog possa cambiare le cose, quanto piuttosto rifiutarsi di accettare che le cose non possano cambiare. È continuare a dire che non è normale che si rubino milioni di euro in questo modo, che non è normale che le istituzioni arrivino sempre dopo, che non è normale che chi denuncia debba aspettare anni per vedere giustizia. E che se non diciamo queste cose, se non le ripetiamo, se non le scriviamo nero su bianco ogni volta che si ripetono, allora davvero non cambierà mai nulla.

La Procura di Venezia ha fatto il suo lavoro. Ha sequestrato 77 milioni, ha indagato diciannove persone, ha bloccato ventitré società. Bene. Ma quanti altri milioni sono già stati portati via? Quante altre società fantasma sono ancora operative? Quanti altri crediti fittizi circolano in questo momento sulla piattaforma dell'Agenzia delle Entrate? E soprattutto, quante altre persone, in Sicilia come altrove, stanno scoprendo in queste ore di avere nel loro cassetto fiscale crediti per lavori mai richiesti, e non sanno cosa fare, non sanno a chi rivolgersi, non sanno se denunciare o se tacere per paura di complicarsi la vita?

A queste persone, se mi leggono, voglio dire una cosa semplice. Denunciate. Sempre. Anche se vi sembra inutile, anche se vi dicono che è solo una perdita di tempo, anche se la Procura locale non vi ispira fiducia. Denunciate e mettete tutto per iscritto. Raccogliete documenti, fate copie, inviate PEC, chiedete ricevute. Perché anche se nell'immediato non succederà nulla, quel documento resterà, quella denuncia sarà agli atti, e prima o poi qualcuno la leggerà. E magari, come nel caso di Venezia, metterà insieme i pezzi di un puzzle che da soli sembravano insignificanti, ma che tutti insieme compongono il quadro di una frode.

Non è facile, lo so, non è veloce, non è garantito che porti a qualcosa e soprattutto - lo dico per esperienza personale - non è gratificante! Ma resta l'unica arma che abbiamo, perché se smettiamo di denunciare, se accettiamo l'idea che tanto è sempre andata così e sempre andrà così, allora davvero avremo perso. Avremo consegnato il Paese a chi lo considera una prateria da saccheggiare, a chi pensa che le leggi siano solo per i fessi, a chi è convinto che con un po' di furbizia e qualche complicità si possa continuare a rubare impunemente.

Io continuerò a scrivere. Continuerò a seguire le inchieste, a commentare i sequestri, a denunciare le inefficienze, sì... continuerò a credere, nonostante tutto, che la legalità non sia un optional ma un fondamento, e che se vogliamo un Paese diverso dobbiamo cominciare a pretenderlo, ogni giorno, con costanza e con ostinazione.

Già... anche quando sembra inutile, anche quando sembra che nessuno ascolti, perché in fondo, la vera sconfitta non è nel: non riuscire a cambiare le cose! No...la vera sconfitta è smettere di provarci!

Nessun commento:

Posta un commento

Note sul Blog "Liberi pensieri"

Disclaimer (uso e condizioni):

Questo blog non rappresenta una “testata giornalistica” in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità, pertanto, non può considerarsi “prodotto editoriale” (sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1 co.3 legge n.62 del 2001).

Gli articoli sono pubblicati sotto Licenza "Blogger", dunque, è possibile riprodurli, distribuirli, rappresentarli o recitarli in pubblico ma a condizione che non venga alterato in alcun modo il loro contenuto, che venga sempre citata la fonte (ossia l'Autore), che non vi sia alcuno scopo commerciale e che ciò sia preventivamente comunicato all'indirizzo nicolacostanzo67@gmail.com

Le rare immagini utilizzate sono tratte liberamente da internet, quindi valutate di “pubblico dominio”, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog al seguente indirizzo email:nicolacostanzo67@gmail.com, che provvederà alla loro pronta rimozione.

L'autore dichiara inoltre di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.

Per qualsiasi chiarimento contattaci

Copyright © LIBERI PENSIERI di Nicola Costanzo

ADUC

ADUC
Clicca x associarti

Sostieni Addio Pizzo

WIKIMAFIA

WIKIMAFIA
Sostieni Wikimafia