Aveva aggiunto: Nicola, se si vuole che tutto funzioni per il meglio, bisogna fare in modo che nessuno si accorga di niente, altrimenti potrebbero intervenire per distruggere il mio lavoro.
Comprenderai inoltre che, se la diffusione viene bloccata in anticipo, tutta la trasmissione verrebbe limitata e quindi, il passaggio verso la totale epurazione sociale verrebbe, di fatto, rallentato e non è ciò che desidero per il bene dell'umanità.
Tuttavia, ho già iniziato - in questo mio ultimo anno di vita - a valutare l'operato di migliaia e migliaia di nanobot ed ho potuto comprendere i comportamenti di molti individui nel mondo, in particolare proprio di taluni miei connazionali, soggetti che secondo i segnali che ho ricevuto, mostrano essere profondamenti corrotti e molti di loro, ahimè, sono politici, ma anche uomini/donne delle istituzioni, ma stai tranquillo vedrai, è solo questione di tempo e poi vedrai... tra qualche anno o forse anche prima, non saranno più tra noi, sì... perché ci penseranno loro: i miei nanobot!
Gli chiesi: Ma professore... (ti prego - mi disse - chiamami Joseph o Giuseppe se ti viene meglio), così facendo, non si sta sostituendo a Dio? Sì... perché quantomeno Egli, mi riferisco a quell'essere sovrannaturale a cui la maggior parte crede, ha lasciato noi il cosiddetto "libero arbitrio", mentre viceversa Lei, ha deciso d'intervenire per correggere l'umanità intera!
Nicola, mi dispiace che tu pensi questo o quantomeno ti soffermi ancora a riflettere su giustificazioni che non esistono più, perché il mondo "buono" in cui tu vorresti credere, è scomparso da tempo, e quindi ti assicuro: è giunto il momento di resettarlo.
Certo, so bene, che un'analoga circostanza porterebbe agli stessi effetti, mi riferisco ad una escalation atomica, ma quanto accadrebbe a causa di essa, condurrebbe l'intera popolazione mondiale a condizioni devastanti: già... lo sterminio della maggior parte della popolazione mondiale, un numero considerevole di vittime innocenti per la follia di pochi, una parte di élite che alla fine si salverebbe, sì... certo... sottoterra, vivendo come ratti, ma comunque sopravvivendo, mentre tutti gli altri sarebbero destinati alla fame o a morire a causa delle radiazioni.
Tuttavia... ora mi dirai che qualcuno di loro potrebbe ancora salvarsi, continuare la specie; sì... è vero, Hiroshima e Nagasaki l'hanno dimostrato. Ma anche se i loro figli e quei nipoti "sopravvissuti" all'apocalisse porteranno avanti la discendenza dell'umanità, molti di loro avranno all'inizio gravi problemi fisici. E poi dimmi... quanti secoli ci vorranno prima che l'uomo ritorni a vivere in un ambiente sano e soprattutto, come farà essendo regredito al primo "homo sapiens"? Sempre che, ovviamente, non venga annientato da una razza superiore: abbiamo visto quanto è accaduto nel corso di milioni di anni sulla terra e quindi, perché doverci meravigliare?
Ma io non voglio angosciarti con questi miei pensieri catastrofici, io desidero che il mondo viva per sempre in armonia, in pace, che tutte le armi nucleari e non, vengano definitivamente smantellate, che non vi siano più conflitti o guerre, che l'umanità diventi una sola cosa ovunque, senza confini, diversità culturali, lotte di religioni, senza più la distinzione del colore della pelle a fare la differenza, sì... basta con tutto ciò che può essere espresso da una parola che ci ha da semrpe divisi: diverso!
Ecco perché ho fatto ciò che ho fatto, non per me - tra l'altro proprio tu sai bene che ormai, per me, è solo questione di tempo - ma per chi deve ancora nascere, per tutti coloro a cui oggi potrebbe esser negato il venire al mondo...
Ecco quindi la ragione che mi ha spinto a dare il via al programma dei nanobot, perché non c'è più tempo, non il mio tempo, ma il vostro tempo!
Mi dispiace se non sei d'accordo, ma quel che andava fatto è stato ormai compiuto e i primi risultati si stanno concretizzando, già qualcosa in questi mesi è accaduto; questo - mio caro amico Nicola - te lo devo confidare...
Ma allora Prof., qualcuno dei soggetti - da Lei definiti "immorali" - stanno iniziando a soffrire o forse ormai dovrei dire: sono passati a miglior vita?
Sì... Nicola ed altri stanno per seguirli.
Ma da quanto ho potuto osservare dai media non è stato segnalato nulla, nessun avvertimento, ancor meno un annuncio, non ho letto di proclami sulla diffusione globale dei nanobot, come può essere che nessuno si sia accorto o sentito nulla, sono semplicemente morti così, senza che nessuno ha avuto il dubbio di controllare?
Credimi... i miei nanobot sono formidabili! Sono stati creati con un materiale che si autodistrugge appena il corpo che li ha contenuto si spegne. Già... bastano poche ore e non si trova più nulla di essi, tutto sparisce...
Sappi che sin dalle prime volte in cui hanno iniziato a eliminare quei soggetti "immorali", le forze dell'ordine li hanno classificati come casi isolati, incidenti domestici, malori improvvisi. Per dimostrarti quanto ti sto dicendo, consentimi di ricordarti alcuni episodi accaduti in questi mesi.
Ricordi ad esempio quell'uomo? S... proprio quello, tra i più rispettati del Paese e che improvvisamente, dopo esser giunto in ospedale, non si è più svegliato? Ed ancora: quell'altro che è crollato durante la cena di gala, tra le posate d'argento e i sorrisi di circostanza? E cosa mi dici di quel politico che si è accasciato mentre pronunciava l'ennesimo discorso vuoto?
Certo... i medici hanno parlato di infarti, di ictus, di arresti cardiaci. Le autopsie non hanno rivelato nulla di anomalo. Ma i funerali - come avrai potuto vedere in questi mesi - si sono susseguiti con una frequenza alquanto anomala, cui hanno seguito bandiere a mezz'asta e abituali discorsi commemorativi pieni di parole, a cui ormai nessuno crede più.
Perché il professore me lo aveva detto, con quella voce bassa e ferma di chi ha già visto il futuro: io so bene cosa sta accadendo, vedrai, più il tempo passa senza che nessuno scopre quanto ho compiuto, più i decessi inizieranno a diventare numerosi e non si potranno più fermare, perché il futuro è iniziato ed è già qui, tra noi.
Professore... la prego, mi consenta almeno una supplica: non sarebbe giusto avvisare tutti di ciò che li attende? Concedere a ognuno di loro il tempo per guardarsi dentro, cambiare rotta, redimersi. Di resistere, una volta ancora, alle tentazioni che ci accompagnano da sempre: il denaro che corrompe, la carriera che acceca, il potere che illude, la violenza che umilia, l'indifferenza che uccide. Perché se non c'è avviso, non ci potrà essere nemmeno scelta e senza scelta, che giustizia è mai questa? Perché così, Joseph, muoiono tutti...
No... non tutti muoiono. Questo è il punto. I nanobot non sono ciechi, non sono stupidi. Osservano, valutano e giudicano. Colpiscono solo quando il comportamento supera una certa soglia, quando il tradimento diventa intollerabile, quando il male commesso non ha più scuse.
Un politico che ruba milioni, che affama il suo popolo, che vende la salute dei cittadini... ecco, quello non ha scampo!
Un imprenditore che sfrutta i suoi operai, che inquina l'ambiente, che corrompe funzionari per vantaggi personali o nascondere le sue colpe, ecco... anche lui è segnato!
Un uomo delle istituzioni che giura fedeltà allo Stato e poi serve i potenti, che protegge i criminali, che tradisce la fiducia di chi lo ha eletto... be', anche per lui il conto è presentato!
Ma non è una strage indiscriminata. Non è una punizione divina che colpisce a caso: è una selezione, è una correzione, è... se vogliamo dirla tutta, una forma di giustizia che nessun Tribunale umano aveva mai osato immaginare e ancor meno mettere in pratica.
Eppure, mentre osservo il telegiornale e vedevo le immagini di quanti non ci sono più, mentre ascoltavo le voci dei familiari o di quei suoi amici, colleghi, che non sanno di essere anche loro dei sopravvissuti, si... mentre sento domande a cui nessuno sa rispondere, credetemi, dentro di me non riesco a gioire...
Perché è vero, sì, molti di quelli che sono scomparsi, forse meritavano di andarsene. Ma chi ha deciso per loro? Chi ha stabilito quella soglia? Chi ha tracciato la linea tra chi deve vivere e chi viceversa muore?
Il professore... o forse i suoi nanobot che lui stesso aveva programmato con i tre principi basilari: Libertà, Uguaglianza, Fraternità?
E se quei principi fossero stati interpretati male? Se il confine tra giustizia e vendetta fosse più sottile di quanto pensiamo? Non lo so, ma soprattutto non ho risposte!
So solo che stamattina, mentre facevo colazione sul mio balcone ed avevo il cellulare su "Google notizie" aperto, ho letto un articolo che parlava della mia terra, sì... della mia Sicilia.
C'era l'immagine di un uomo dalla corporatura massiccia, un noto imprenditore locale, conosciuto da tutti per i suoi legami politici, ma soprattutto per le amicizie pericolose. Era seduto al bar come ogni mattina. Beveva il suo caffè, leggeva il giornale, salutava i passanti con quel sorriso falso che tutti conoscevamo. Poi, improvvisamente, ha portato la mano al petto. Ha sgranato gli occhi. Ha cercato aria, come se qualcosa dentro di lui gli stesse togliendo il respiro.
Nelle riprese video del bar si vede il momento prima che cadesse, prima che tutti accorressero, prima che qualcuno chiamasse l'ambulanza, ma poi improvvisamente ho visto qualcosa di diverso. Sì... mi è comparsa un'immagine, come se avessi dinnanzi a me uno schermo, ma non era più il cellulare, sembrava quasi che i miei occhi fossero sintonizzati su un canale "virtuale": mi è apparso un pensiero di tanti anni prima, quando ero ancora giovane. Sì... nella mia testa, per un istante, è apparsa una scena che ricordavo perfettamente, mentre mi trovavo in un ristorante: mi è tornato in mente quell'uomo. Lo vedevo da lontano - attraverso uno specchio - ricevere i suoi ospiti; da una valigetta, qualcuno di essi prendeva un plico, ed egli, dopo aver letto quei documenti, li ringraziava sorridendo. Infine, tra strette di mano e risate, ecco che prima di salutarli, chiamava il suo portaborse che gli portava delle buste: ricordo ancora che qualcuno scherzava, sì... si lamentava del contenuto, considerato troppo leggero; ed egli - mettendo in mostra i suoi avanbracci - rispondeva di tacere, altrimenti glieli avrebbe tolti...
Poi la scena è svanita, e l'uomo è caduto.
Sì... allora ho capito: sono i nanobot. Sono loro. Stanno iniziando a parlare e se parlano con me, significa che parlano con tutti.
Questa è la parte che il professore non mi aveva raccontato o forse me l'aveva descritta, ma io non l'avevo compresa o peggio ancora non avevo voluto ascoltarla.
Mi chiedo cosa accadrà adesso. Mi chiedo quanti altri cadranno, quanti altri saranno giudicati, quanti altri scopriranno che il loro corpo non appartiene più a loro.
Ma soprattutto mi soffermo a pensare se un giorno quei nanobot guarderanno anche me. Se tutti i miei comportamenti quotidiani verranno pesati sulla bilancia.
Ed allora cosa fare, continuare per come si è fatto finora, certo che nulla potrà accadere conoscendo la mia natura? Avvisare gli altri? Ma chi crederà mai a quanto dirò pubblicamente?
Il professore aveva detto che gli restavano tre anni per salvare l'umanità. Ma forse l'umanità non voleva essere salvata. Forse l'umanità voleva solo essere lasciata in pace, con i suoi difetti, le sue contraddizioni, la sua libertà di sbagliare.
E ora, mentre il sole tramonta sul balcone del mio appartamento, lo stesso che un tempo era stato scelto per girare un film commedia, in quanto sembrava essere la casa del Sindaco e così, mentre il silenzio si va facendo sempre più denso, i nanobot continuano a lavorare dentro di noi. Ecco, ora so una cosa in più e cioè che la storia del Professore non è finita con lui.
No... è appena cominciata con noi!
P.S. Questa storia è un racconto di narrativa. Nomi, personaggi, luoghi e incidenti sono frutto della fantasia dell'autore o sono usati in modo fittizio. I nanobot non esistono, il professor Gullotta non è mai esistito. I personaggi e i fatti descritti in quest'opera sono del tutto immaginari. Ogni riferimento a persone reali, viventi o defunte, a eventi o luoghi esistenti è puramente casuale. Ogni somiglianza con la realtà è da considerarsi del tutto involontaria.
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