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giovedì 11 febbraio 2016

Ma quali Vicerè... questi sono scassapagghiari!!!

A Catania in questi giorni si è ripreso il tema dei “Vicerè”, il famoso romanzo di De Roberto, ma credo che oggi il paragone risulti di per se spropositato...
Forse il termine più corretto da utilizzarsi è "scassapagghiari" perché in gioco non ci sono i personaggi d'élite descritti nel libro... e neppure nobili declassati, uomini politici o intellettuali banditi, qui ci sono semplici personaggi collusi dove è possibile toccare con mano tutta la loro debolezza... una classe di uomini nota che si è macchiata del più vile cinismo...
In questa vicenda, emerge in tutta la sua gravità la svendita dei valori... quel cedere sempre a compromessi in cambio di speculazioni finanziarie ( come se il denaro rappresentasse l'unico metro da far valere...), carriere rapidi, quel voler appartenere a compagine privilegiate, quel trasformismo quotidiano affinché si giungano ad ottenere i vantaggi personali... tanto ambiti. 
Ed allora  in quelle inchieste, troviamo nomi e cognomi di eclatanti giudici, cancellieri, dirigenti di pubblici uffici, comandanti delle forze dell'ordine, tutti uomini posti all'interno di apparati istituzionali... per poi proseguire verso gli usuali colletti bianchi in cui, dottori commercialisti, avvocati, funzionari di filiali e direttori commerciali danno il meglio di loro, per agevolare i soliti imprenditori e affiliati.... di "casa nostra"...
Non si tratta di rileggere le inchieste o di ascoltare le migliaia d'intercettazioni... ciò che emerge in maniera costante è come il malaffare - lo vado ormai ripetendo da anni - è presente ovunque e in tutti i livelli... nessuno escluso!!!   
Non ci sono regole per limitare questa corruzione e neppure la minaccia delle pene severe serve a circoscriverne il fenomeno...
Ormai in questo meccanismo... ci si buttano tutti dentro e riuscire trovare una sola persona onesta tra la massa è diventata quasi una rarità...    
Ma questa situazione come dicevo sopra... piace... serve per mantenere quell'apparato chiamato "lotta alla mafia", quel modus operandi per la legalità che trova certamente molte parole e tanta propaganda, ma certamente poca concretezza nei fatti (ad esclusione di quanto realizzano le procure), mi riferisco in particolare a quegli interventi necessari da compiere e che non vengono realizzati...
Dopotutto, prendiamo per esempio le ombre che si addensano sulle nostre Associazioni di Categoria (Camera di Commercio, Industriali, Ance) o anche su, Corpo Forestale, Protezione Civile, A.S.T, RFI, abbiamo visto come i loro Presidenti, Commissari, Dirigenti, siano stati tutti arrestati con le aggravanti di reati per associazione mafiosa, concussione, richiesta di tangenti, assunzioni e consulenze date a parenti e affini, per proseguire con l'induzione indebita e la promessa di vantaggi e utilità...
Quindi di cosa parliamo se come si dice nella nostra città "u pisci feti da testa..."!!!
Basta difatti analizzare quanto poco si faccia per allontanare definitivamente da quelle associazioni quelle imprese (e di conseguenza i loro rappresentanti legali), che hanno dimostrato - con i fatti - di essere stati partecipi di episodi gravi, durante la propria gestione imprenditoriale...
Ed inoltre, bisogna far sì che i controlli vengano realizzati con modalità ben più severe di quelle finora adottate: infatti è bastato esclusivamente allontanare ( per dare un segnale di simulato cambiamento all'opinione pubblica) il "capro espiatorio" e poi (partecipando in modo colluso al noto sistema fuorviante) lo si è fatto celatamente rientrare, attraverso la stessa società o di comodo, appositamente intestate al coniuge, figlio, parente di turno... o ancor peggio alla classica "testa di legno" messa lì in qualità di prestanome!!!   
Si tratta effettivamente di mettere in pratica quel cosiddetto "Codice Etico" tanto declamato... ponendo all'apice di ogni azione, quei necessari comportamenti rispettosi propri di quei principi, allontanando radicalmente qualsivoglia connubio criminale e far in modo di non barattare mai la propria influenza sociale, per convogliarla successivamente quando richiesta, ( di solito durante la vicinanza delle urna elettorali), a favore dei propri "amici" politici...
Basta ovvietà... sappiamo bene che non vi è necessità di ribadire per l'ennesima volta il rispetto delle leggi in vigore, quelle ci sono per essere rispettate, ma prima di esse... vi è l'etica della persona e questa non ha necessità di alcuna norma imposta... per essere propria!!!
E' finito il tempo di utilizzare quell'evanescente parola chiamata "anti-mafia" è ora di ripartire mettendo la fine a questo modo di concepire la lotta al malaffare!!!
Non si può più puntare a favore del banco... bisogna decidere definitivamente da quale parte del tavolo si vuole stare seduti... dalla parte della legalità oppure nel lato opposto, lo stesso con cui finora si è stati avvinti... quello dell'illegalità!!!

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