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giovedì 16 febbraio 2017

Ospedale Garibaldi: passando dalla struttura storica del centro a quella moderna in periferia.

Nel corso degli anni, ho avuto modo di conoscere alcune realtà della nostra sanità nazionale, sia per averle visitate (come la maggior parte) per motivi strettamente personali e/o familiari o come, nel mio caso specifico, per aver svolto incarichi professionali all'interno di essi...
Mi riferisco alle strutture di Verbania, Omegna e Domodossola con i loro relativi presidi, ed ancora, l'Ospedale Gaslini di Genova, il Rizzoli di Bologna, il Niguarda a Milano e per finire l'Ospedale Luini Confalonieri in provincia di Varese, il Dell'Angelo di Mestre e per ultimo il Centro de Oftalmología Barraquer a Barcelona...
Quindi in un qualche modo, posso dire di saper riconoscere, almeno dal di fuori, se una struttura possieda quelle essenziali caratteristiche di "eccellenza"; mi riferisco ovviamente a quelle percezioni immediate, sensazioni umane e funzionali che non hanno in questo mio post, la presunzione di valutare (non avendo alcuna competenza) i campi medici o di gestione o come spesso accade di marketing...
Il mio è un giudizio genuino e sereno, incondizionato, ma soprattutto non vuole "lisciare il pelo" a nessuno...
Desidero esprimere solo un pensiero positivo ed un giudizio di merito sul funzionamento di un Ospedale, il Garibaldi di Catania (suddiviso nelle due strutture, quella del centro storico di Piazza S. Maria di Gesù e quella più moderna di Nesima/Monte Po) e sull'ampia disponibilità del personale presente che opera nelle due strutture e che frequentemente viene da molti "bistrattato"...
Perché se da un lato vi è un diritto alla tutela della salute, dall'altro, ci si dimentica spesso, che vi è un dovere al rispetto e all'educazione, in particolare nei confronti di coloro, che operano per l'appunto a tutela di quel diritto fondamentale e dove non sono concessi errori...

Eppure sono in molti a dimenticare che quando si presentano presso queste strutture, non bisogna comportarsi come se si fosse ancora in casa propria, bensì, devono comprendere innanzitutto di essere in un luogo pubblico, di rispettare i principi di comportamento non solo nei confronti degli altri presenti, ma soprattutto di chi sta svolgendo la propria mansione...
Bisogna saper attendere il proprio turno e soprattutto rispettare senza inveire sul personale che ha deciso il codice di gravità, con cui si è stati (essi o i propri familiari) inseriti...
Tutto il resto di quanto compiuto è esclusivamente ben rappresentato in modo perfetto dalle 3 "I": Ignoranza, Insolenza e Inciviltà!!!
In questi giorni ho potuto assistere all'operato del personale medico e paramedico presente, dal pronto soccorso fino ad alcuni reparti per il ricovero...
Anzi devo precisare, dal Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza Medica, meglio conosciuto con il numero 118... dal centralinista che risponde alla chiamata, agli operatori in ambulanza, ai medici ed infermieri presenti, alle equipe che sin da subito, comprendono in pochi minuti, quale migliore strategia bisogna adottare...
Quindi, il pronto soccorso... certamente sottodimensionato, vista la mole continua d'ingressi che solo chi frequenta quelle realtà può conoscere... 
Sembra un fiume in piena... con malati che in continuazione giungono ad ogni minuto dinnanzi a quella porta e con le ambulanze che in pochi secondi devono riuscire a liberare l'atrio d'ingresso della rampa d'accesso... perché nel frattempo ne stanno giungendo altre...

Provate a stare mezzora dinnanzi a quell'ingresso e diventerete pallidi; lo ritengo un buon rimedio ai propri problemi personali: serve a comprendere pienamente... il senso della nostra vita!!!  
Eppure, in quella che potrebbe sembrare a prima vista una baraonda generale, con gente che urla per il dolore, i parenti che schiamazzano per godere di una strada privilegiata, i soliti "delinquenti" che pretendono di entrare ovunque e in non meno di trenta, ecco in quella estrema confusione generale... vi è una macchina organizzativa perfetta!!!
Ognuno di quel personale sa cosa fare... come muoversi, quali procedure attuare e via discorrendo...
I medici e gli assistenti sono inseriti in una catena di lavoro... entra uno ed esce un altro e non vi è tempo per passeggiare, discutere, ridere o quant'altro... non c'è tempo per caffè o chiacchierate, ci si sbriga affinché si attuino tutte quelle procedure di salvaguardia del paziente... 

Dire che si corre è poco... ma soprattutto non si può sbagliare, anzi non si deve sbagliare perché ciò che è a rischio, è la vita di quel soggetto a loro affidato e con i familiari fuori disperati (già inferociti e con i coltelli tra i denti...) ad attendere che qualcosa possa non funzionare...
E' in queste condizioni quindi che operano i nostri medici, in una condizione anomala e certamente limitata dall'esiguo numero di personale, da quei tagli imposti alla sanità, dalle strutture che per anni non hanno ricevuto alcun potenziamento, dalla concorrenza delle strutture private, tutto è nelle spalle di quel personale che compensa le lacune di una sanità, che per scelte politiche errate è stata lasciata da troppi anni alla débâcle...
Ho avuto in questi giorni la fortuna di vederli in opera quei medici, infermieri, personale di assistenza, ragazzi e ragazze che stanno iniziando la professione più difficile del mondo, posti lì con estrema dedizione e professionalità, in quei reparti di medicina generale o intensiva, a dover prendere -di giorno o di notte- quelle giuste decisioni terapeutiche...
Mi sono recato nella struttura del nuovo Garibaldi... con un parcheggio all'interno perfetto (anche se i miei concittadini preferiscono parcheggiare la propria auto di fronte l'ingresso, nella carreggiata principale limitandone il percorso... si proprio lì, dove i segnali di divieto non vengono presi minimamente in considerazione... ma come dicevo prima siamo a Catania, ognuno fa ciò che vuole... c'è anche chi per esempio, ha improvvisato un parcheggio abusivo...), un ingresso estremamente pulito e ordinato, un personale amministrativo a piano terra, disponibile a qualsivoglia chiarimento...  

Sono stato in questi giorni... presso la torre "C" al primo piano nel reparto di "geratria", diretto dal Prof. Romano e da una Equipe che ho trovato sin da subito cortese, disponibile e sempre pronta ad ascoltare...
Non voglio parlare dei singoli, potrei non sembrare obbiettivo e non è questo il messaggio che voglio far passare... ciò che mi interessa è far comprendere come, quando si parla di "eccellenza", non ci si deve limitare all'eventuale premio nobel in medicina che potremmo avere il piacere d'incontrare in quei corridoi, ma al dottore umano che ti segue, ti spiega e ti conforta; a quegli infermieri che ti assistono e ti tengono la mano, che si prendono cura di te senza sapere chi sei... e senza chiederci mai nulla in cambio!!!
I loro nomi passano ai più come se nulla fosse... a nessuno in quei momenti viene di fare amicizia o di sapere i loro nomi, hanno solo una necessità quei malati, andarsene... il più presto possibile e dimenticare tutto!!! 
Io comunque so come si chiamano... ho letto di alcuni i loro nomi nei cartellini... ho potuto chiedere qualcosa su quella loro esperienza... ragazzi come Paolo che è ancora all'inizio della propria carriera e Salvatore che sta per concludere dopo 41 anni di onorato servizio questa professione e finalmente potrà cominciare iniziare a godere di un po di tempo per se stesso e i suoi cari, dopo una vita dedicata agli altri ed anche di quella pensione versata in tutti questi anni (a differenza di tutti quei ladri posti al governo, che messi unitamente d'accordo, stanno completando questo iter legislativo per godere dei benefici normativi, con soli quattro anni d'inutili chiacchiere...)!!!

Non ho nulla da criticare... almeno per ciò che potrei giudicare, parlo in termini di tecnica delle costruzioni, dei locali, accessi, servizi igienici, ascensori, barriere architettoniche, ma anche per lo stato di conservazione e usura dei pavimenti o delle pareti...
Analoga situazione va fatta per le pulizie, operatori che svolgono quella mansione in maniera continua e impeccabile...
Vi è inoltre una adeguata indicazione... non c'è difatti bisogno di chiedere informazioni a nessuno e l'interno delle stanze prevede confortevoli accessori per accogliere quanti sono costretti ad assistere personalmente i familiari (mi duole dover dire ciò, ma ho l'impressione che molti di essi - abusino eccessivamente di queste strutture pubbliche, per compiere sui propri familiari un vero e proprio accanimento terapeutico, soltanto per il puro egoismo di tenerli in vita; mi auguro che in quella loro decisione non si nascondano secondi fini oltre quelli emotivi... sarebbe veramente crudele...).   
Ed è per questi motivi che ho deciso di scrivere: per la gentilezza fin qui dimostrata, per i modi con cui sono capaci di rapportarsi in modo personale e professionale, consapevoli delle difficoltà di dover affrontare ogni gravità con la necessaria umanità, verso chi si ritrova in quel preciso momento... sofferente.
Una vera sfida, con cui si devono quotidianamente confrontare... perché alla fine, la vera "eccellenza", non è la realizzazione esemplare di un intervento complesso, ma aver saputo amare gli altri, avendone in ogni momento cura e agendo sempre con la massima comprensione e umanità...
Ed è per questi motivi che voglio ringraziare personalmente tutto il personale dell'Ospedale Garibaldi... 

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