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sabato 9 dicembre 2017

Un nuovo caso "SAGUTO", che nulla centra con "Catania"...

Alcuni giorni fa, la mia cara amica Francesca mi inviava il link del video della puntata del 5 Dicembre trasmessa dalle "Iene", di cui allego il link:
Naturalmente al centro del dibattito vi sono i provvedimenti da parte del Tribunale e soprattutto, quanto accaduto all'ex Presidente della Sezione di misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto, accusata di corruzione e abuso di ufficio...
L’inviato, Matteo Viviani, questa volta però... racconta di un'altra storia, con al centro la famiglia "Cavallotti", la quale, non solo è stata sottoposta ad un provvedimento giudiziario ma soprattutto, è rimasta vittima della cattiva amministrazione dello Stato...
I Sig.ri Cavallotti ai tempi, avevano un’impresa d'impianti di pulizia di gas metano, precisamente a Belmonte Mezzagno, in provincia di Palermo, ma secondo le indagini allora condotte, erano collusi con l'associazione criminale "cosa-nostra"...
La società, per i sopracitati motivi, è stata quindi sottoposta ad amministrazione giudiziaria e per quel dirigere compito, è stato incaricato un nuovo amministratore giudiziario, preposto per l'appunto, a quelle misure di prevenzione... 
Nel contempo i Sig.ri Cavallotti, titolari dell'azienda, sono stati arrestati e per loro è iniziato un lungo calvario processuale, completatosi dopo 12 anni con l'assoluzione...  
Per quanto si è appreso, sembra che la vicenda sia iniziata  a seguito di una segnalazione inviata alle autorità giudiziarie, nella quale si sosteneva che i figli, avessero di fatto, proceduto a sostituirsi ai propri genitori, veri e propri "prestanome"...
Ma, grazie ai giornalisti delle Iene, si sono potute ottenere delle intercettazioni, dove si è potuto ascoltare l’ex Amministratore Giudiziario che nei dialoghi parlava di “bilanci presentati a convenienza, di plusvalenze e soprattutto di proposte d'affari” concluse con i Sig.ri Cavallotti…"!!!
Da quelle stesse indagini giornalistiche, sembrerebbe che l'amministratore giudiziario nominato, non operava per c/ del tribunale, ma per alcune aziende sequestrate dal Tribunale... (vedasi d'altronde quale novità...) e difatti il giornalista Viviani nel suo servizio ripropone la frase: "Un inciucio, anzi un vero e proprio reato, commesso da chi quei reati invece dovrebbe aiutare lo Stato a contrastare"!!!
Ovviamente, la società concluse la sua avventura giudiziaria con il fallimento: le commesse furono perse, i dipendenti mandati a casa (resteranno senza ricevere un'euro delle proprie spettanze e in attesa di poter essere soddisfatti da quel cosiddetto "fondo di garanzia"...), il patrimonio di funzionamento (fabbricati mobili, impianti, mezzi d'opera, attrezzature, materie prime, prodotti e merci ancora in magazzino, crediti, denaro, ecc...) completamente svenduto, ma tutto ciò, verrà affrontato da tutte quelle forze sociali, in campo in nome della legalità, come un beneficio per l'azienda e non per come è stato: una "distruzione"!!!
E' strano che, l'esperienza finora abbia dimostrato come, sotto Amministrazione giudiziaria, le società finiscono la loro vita, in quanto la maggior parte delle perdite, è proprio dovuta al sostentamento di tutti quei signori, che attraverso gli incarichi ricevuti, diventano di fatto, veri e propri bancomat per amici, parenti, familiari e colleghi professionisti esterni, ai quali concedono interessanti incarichi di consulenza, pagati a suon di migliaia di euro...
Ma questa è un'altra storia, di cui ho già ampiamente parlato negli anni scorsi... e di cui ad oggi, non si è trovata alcuna soluzione!!!
Anche perché ditemi... "chi dovrebbe modificare questo stato di cose, forse coloro che, con quel sistema clientelare, ci hanno finora mangiato?"...
Concludo con il commento che la trasmissione fa nel servizio: “La storia dei Sig.ri Cavallotti mostra come una giusta legge antimafia, quando dietro c’è una cattiva amministrazione da parte dello Stato, rischia di incoraggiare quella cultura mafiosa che dovrebbe combattere“!!!

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