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giovedì 12 settembre 2019

L'Avvocato del diavolo...

Leggo quotidianamente le testate giornalistiche del "web" ed una cosa più di altre incuriosisce il sottoscritto...
E' quel cosiddetto "segreto professionale"... mi riferisco in particolare a quell'ambito giuridico definito dalle norme in vigore, che comprende tutto ciò che il legale di fiducia viene a sapere nel rapporto confidenziale con il proprio cliente, nell'esercizio ovviamente della propria professione...
Pensavo che in un qualche modo, potremmo considerare quel professionista come fosse un prete, già... che viene a sapere da quei propri fedeli - durante la confessione - dei loro peccati, ma non solo anche di altri... già perché a volte si fa riferimento a soggetti terzi, che nell'aver partecipato, direttamente o indirettamente a quel peccato, non avevano però alcuna intenzione di confidarlo ad altri soggetti, nel caso specifico a quell'uomo di Chiesa... 
Perché in un qualche modo quel prete viene portato a conoscenza di una vicenda che potrebbe influenzare negativamente l'immagine di quell'individuo, uomo o donna che sia, rischiando con quelle confidenze, di poter condizionare le frequentazione o l'ambiente in cui quel soggetto vive...
Ma soprattutto c'è una circostanza che più di tutte può fare la differenza, tanto da poter alterare la stessa verità...
Ad esempio, nel caso in cui si trattasse di un legale - che si occupa di diritto penale - potrebbe avere tra i suoi clienti alcuni individui affiliati al mondo della criminalità organizzata e quindi nel curare quella loro difesa, può utilizzare tutta una serie d'informazioni segrete di cui da tempo è a conoscenza e di cui neppure le autorità giudiziarie hanno avuto riscontri... 
Per cui - tralasciando i limiti previsti dalla legge che potrebbero riguardano eventuali situazioni di conflitto fra la conservazione del segreto su quanto appreso durante la propria attività professionale e gli interessi generali superiori che la legge di fatto prevede - certamente quanto si è venuti a conoscenza, si scontra con quei principi etici e/o morali...
Ed è il motivo che mi lascia perplesso, perché comprenderete da voi stessi come grazie alle conoscenze di talune circostanze - mi riferisco esclusivamente a procedimenti che hanno a che fare con i reati commessi da parte di quei loro clienti - essi (questi legali...) possono in un qualche modo, riuscire a ribaltare quelle accuse, avendo la possibilità di manipolare le stesse investigazioni giudiziarie, potendo usufruire d'informazioni fin qui sconosciute anche ai Pm... 
Inoltre, essi hanno la possibilità di ricostruire - attraverso quelle confidenze ricevute negli anni - nuove e/o diverse verità, che permetteranno per l'appunto di scagionare i loro clienti...
Sappiamo bene come a volte taluni professionisti, posti di fronte all'obbligo da una parte di tutelare la giustizia e dall'altro di tutelare la privacy dei propri assistiti, preferiscano rinunciare all'incarico e demandano quel mandato ad altri colleghi, preferibilmente alle prime esperienze, affinché essi non vengano posti in cattiva luce... 
Ma non sempre ciò è possibile, già come in quel romanzo riportato sopra, l'avvocato è di fatto sottomesso al sistema, ma soprattutto a quel "capo", nel caso specifico il "Diavolo" in persona!!!
Che dire, non vorrei essere nei panni di alcuni di loro...
Ricordo sempre una frase di quand'ero giovane e alle prime esperienze lavorative...
Mi trovavo presente ad un appuntamento per una grossa commessa di lavoro e la persona che accompagnavo mi disse: "ricordati Nicola che la libertà vale più di ogni altra cosa!!! Li vedi quelli seduti a quel tavolo rotondo??? Sono i suoi ragionieri e i suoi avvocati!!! Sappi che nessuno di loro potrà mai lasciare questi uffici volontariamente, se non passando dalla porta con i piedi davanti"!!! 

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