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venerdì 3 luglio 2020

Nando Dalla Chiesa: "Quando c'è un pubblico che non pensa, non pensa a quello che dice, è chiaro che la mafia è più forte"!!!

Che frase meravigliosa e nello stesso tempo quanto questa sia ridondante!!!
A pronunciare queste parole è stato il Prof. Nando della Chiesa, figlio secondogenito del generale Carlo Alberto, ma nel riportare la frase voglio fare di più e cioè riportarvi il dialogo da cui ho estratto la frase... 
Già... mi sono permesso di riprendere quella sua riflessione e riportarla in testo perché pur partendo da quanto accaduto e cioè da quel orientamento garantista così fortemente richiesto a favore dei diritti umani per i detenuti in questi mesi di emergenza sanitaria, si sono sono potute esaminare quali motivazioni hanno condotto alla più grande scarcerazione di massa di criminali della storia della nostra Repubblica...
E quindi, riprendendo quanto il movimento delle associazioni antimafia avevano in questi giorni dichiarato e di come si fossero schierati contro quei procedimenti di liberazione - in particolari nei confronti dei detenuti al 41bis - ecco che ritorna il pensiero di quanto diceva Buscetta e cioè che "dalle associazione mafiose si esce solo rompendo il muro dell'omertà", anche se c'è chi dice che si possono rieducare i mafiosi senza che questi necessariamente collaborino!!!
Ed allora ripropongo quanto detto dal Professore Dalla Chiesa: 
Diciamo che in realtà l'orientamento - che ho anche condiviso contro l'ergastolo ostativo - parte dall'idea che sia possibile, possibile, non probabile... anche un'uscita silenziosa dall'organizzazione mafiosa; questo vale soprattutto anche per coloro che non ne condividono una capacità di guida, di controllo, che ci sono dentro con un livello di responsabilità molto... molto bassa e in qualche occasione questo si è potuto vedere obiettivamente, persone che appartengono a famiglie mafiose e che a un certo punto, non a un certo punto per miracolo, ma con un percorso vero... non di quelle inventati, sceglie di mettersi fuori... sì questo è possibile!!! 
Il problema è che quello che si dice e cioè che c'è un giustizialismo... quello che è stato inventato dell'ufficio marketing della "Fininvest"...
Ma no... "giustizialismo" è un termine che è entrato - chiedo scusa se correggo ma e solo per esperienza mia personale - nel vocabolario polemico che riguarda la mafia, giusto dopo le confessioni di Buscetta cioè quelle confessioni ribaltano un quadro di certezze perché fecero capire che si poteva parlare anche dall'interno della mafia e raccontare cose che si pensavano coperte per sempre, perché il mafioso non parla e a quel punto nacquero due termini: uno era la cultura del sospetto, uno era il giustizialismo!!!
In prima fila a forgiarlo non c'era un siciliano, ma c'era un leader democristiano trentino che era Flaminio Piccoli; fu uno strumento immediatamente utilizzato... io stesso venni immediatamente attaccato per giustizialismo perché chiedevo giustizia al maxi-processo: era una cosa pazzesca!!!
Cioè la facilità con cui il nostro sistema si abbevera delle parole prive di senso, la facilità con cui salta tutti i passaggi a cui ci dovrebbe richiamare un amore per la logica, è una delle ragioni della forza della mafia!!! 
"Quando c'è un pubblico che non pensa, non pensa a quello che dice è chiaro che la mafia è più forte"!!!
Perché si possono mettere... c'è anche la forza per mettere in circolazione dei concetti, delle parole che il pubblico non è in grado di filtrare, di valutare... 
Che cosa vuol dire: essere contro i diritti umani dei mafiosi"!!!
Ma se un mafioso... io non sono uno di quelli che dicono buttate via la chiave, deve morire lì dentro perché ha fatto un reato gravissimo, se chiede di morire a casa - ovviamente non ci deve essere una falsa perizia certificata - ci deve essere una perizia con i "controfiocchi" che dica "questo a 7 giorni di vita", beh... io sono per dire al diritto umano di morire fuori dal carcere!!!  
Ma in questo caso noi abbiamo avuto una contemporaneità mai vista nella storia d'Italia, mai vista... non ci sono mai stati centinaia di boss che sono stati scarcerati contemporaneamente tutti con delle false... con delle perizie mediche... che a volte hanno qualcosa di comico per come le ho lette io... 
Cos'è questo il ribadire che l'impunità si è costruita sulle perizie mediche, sulle perizie psichiatriche, è un venir meno ai diritti umani???
Lei lo sa che in questo momento io sono richiesto ad aiutare delle donne detenute per i diritti dei loro bambini - ambienti esposti al covid - e non c'è nessuno che li difende perché i diritti umani valgono soltanto per i boss mafiosi???
A loro non ci pensa nessuno??? 
Vada a vedere quanti di questi "garantisti" hanno scritto un articolo per  la verità su Cucchi... vada a vederlo.... quanti sono??? 
Su 5000 credo 2... esagerando, ma io ho dato la parola a Ilaria Cucchi quando ho fatto il festival dei diritti umani a Genova... ed era il 2011, non era dopo, di cosa stiamo parlando???
Eppure abbiamo masse di persone che si fregiano anche della qualità di "antimafioso" che credono a queste... a queste favole che vengono ammannite con la massima semplicità e digerite con la massima semplicioneria... 
Questo mi tormenta perché noi abbiamo investito tanto sull'educazione alla legalità, abbiamo cercato di portare nelle università, nelle scuole, una cultura su questo tema che non ci si può aspettare dalle facoltà di diritto che sono amministrate dagli avvocati, molti dei quali solidarizzano con i loro colleghi, che difendono i boss mafiosi... 
Lo posso dire perché io sono in una facoltà quella di Scienze Politiche, dove c'era un mio collega che era il Prof. Pecorella, il quale era stato difensore di nobili cause fino a quel momento poi a un certo punto incomincio a difendere il dottor Tassandin del Corriere della Sera implicato nelle vicende della "P2" e me lo ritrovai dall'altra parte al maxi-processo che difendeva un mafioso...
Ora gli avvocati... obiettivamente o sono delle grandi persone o anche mentalmente sono più portati a sposare queste cause e a non vedere, anche perché non studiano la mafia...
Se togliamo la giurisprudenza di Bologna qual è la facoltà di giurisprudenza che si occupa di mafia, quali sono quelli che se ne occupano, cosa ne sanno di diritto di mafia i giuristi??? Cosa ne sanno dal punto di vista del funzionamento della logica dell'essenza, della storia, cosa ne sanno???
Eppure vorrebbero - a partire dalla loro ignoranza del problema - dettare le regole su come affrontarlo giuridicamente???
Siccome fortunatamente abbiamo - come è stato ricordato prima - avuto dei grandi magistrati, dei grandi funzionari dello Stato, dei grandi ufficiali dei Carabinieri, dei grandi commissari di Polizia, che forniti di conoscenze giuridiche il problema lo hanno affrontato, hanno anche cercato di allargare il campo degli strumenti giuridici e sono stati anche ascoltati in sede giurisprudenziale per cui è cresciuta una notevole giurisprudenza di difesa della collettività dell'attacco mafioso, vedere che nelle facoltà di diritto ancora di queste cose non si parla e vedere che ci sono sono - pronti a cadere nella trappola - persone che magari hanno letto dei libri, che vanno alla commemorazione di Falcone di Borsellino, ma senza sapere chi stanno ricordando, qual è stato il loro contributo, qual è la loro eredità e questo mi fa male...
Perché questo vuol dire che è stato inutile Borsellino e siamo stati inutili noi e due generazioni di inutili sono insopportabili per un paese che vuole confrontarsi con la mafia!!! 
E' la prima volta che lo dico... ma è un ragionamento che ormai mi sta prendendo... 
CONTINUA

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