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venerdì 29 novembre 2019

Zona industriale di Catania: sott'acqua... in tutti i sensi!!!


Prendendo spunto da "Samara" avevo raccontato alcuni mesi fa, l'esperienza di una notte trascorsa in quella "zona industriale": http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/08/catania-altro-che-film-con-samara.html...
In quel post, descrivevo le condizioni incredibili di restare (quasi) impantanato in mezzo ad una rotatoria, invasa da una fogna a cielo aperto ed eravamo ancora a fine agosto, quando cioè i mesi delle piogge erano lontani...  
Siamo giunti a fine novembre e la situazione non è minimamente cambiata, anzi no... è peggiorata tanto da essere finita alcuni giorni fa totalmente sott'acqua!!!
La circostanza assurda è che quell'area si ritrova da anni senz'acqua, veramente incredibile che una zona industriale un tempo considerata "eccellenza", si ritrovi in queste condizioni e soprattutto senz'acqua, sia per quanto concerne le forniture industriali, sia per l’esclusivo uso potabile!!!
Ho letto che sono molte le imprese costrette a doversi rifornire attraverso le autobotti... e poi quando - come in questi giorni - arrivano le piogge, ecco che si ritrova completamente allagata diventando quindi impossibile attraversarla, se non esclusivamente con mezzi anfibi... 
Ho sempre pensato in questi anni che quegli imprenditori non fossero degli uomini coraggiosi, no... di più, sono come dei "santi", non tanto sotto il profilo della "santità", a meno che non si pensi a loro come a dei peccatori che continuano a provarci...
E chissà... forse loro sono proprio così... imperterriti, continuano a provarci se pur tra mille difficoltà, operano in quel territorio che evidenzia tutte le difficoltà di cui sopra...
Le strade sono totalmente distrutte, con buche pericolose e avvallamenti a modello montagne russe, mancano molte opere a protezione, guardrail divelti, caditoie sparite e impianti di illuminazioni inesistenti...
Tutte situazioni che sono state più volte denunciate, ma che sono state di volta in volta ignorate, tanto da aver costretto molte di quelle aziende a chiudere i battenti oppure a delocalizzare le proprie strutture in altre realtà nazionali certamente più funzionali ed efficienti...
Ed infine, non mi sorprendo nel leggere talune repliche - nei quotidiani o nel web - di coloro che hanno l'obbligo di occuparsi di quelle attività produttive...
Già... è interessante vedere con quali modi giustificano quelle proprie carenze d'intervento e di come si apprestano immediatamente - quando chiamati in causa - ad addebitare ad altri, quanto di loro pertinenza (e certamente anche di altri...), ma comunque il problema è di entrambi, in quanto si è mancato di realizzare quanto necessario, e non certo lasciare che il degrado e le piogge abbondanti creassero le condizioni che sono ormai sotto gli occhi di tutti...
Ma d'altronde chi avrebbe dovuto risolvere in questi 40' anni quei problemi...???
La politica o forse quei funzionari preposti in quegli Enti (gli stessi che sono stati posti lì non per meriti, ma grazie a quelle raccomandazioni politiche e clientelari), oppure quegli stessi imprenditori che da tempo non ci sono più... 
Sì... gli stessi che hanno saputo investire durante le "vacche grasse", un periodo quello del boom finanziario (anni 60/70 e primi anni 80...) in cui ricevevano dallo Stato miliardi di lire in finanziamenti pubblici e appena questi si sono esauriti, ecco che quegli imprenditori si sono dimostrati "incapaci" o quantomeno vulnerabili. non essendo stati capaci di trasformare per tempo quelle loro imprese a seconda delle innovative richieste che giungevano dal mondo...
Un passaggio obbligatorio che avrebbe condotto ad espandere verso altre realtà internazionali quel loro mercato finora limitato al territorio regionale/nazionale, un passaggio fondamentale che l'avrebbe portati ad inserirsi in quel nuovo concetto chiamato globalizzazione...
ma i nostri imprenditori non avevano una grande lungimiranza e difatti chi tra loro non ha fatto in tempo a modificare le proprie attività, ha come era presumibile chiuso e mandato a casa quei propri dipendenti, le stesse migliaia di uomini e donne un tempo motivo di baratto di quei voti per i loro amici politici ...
Ed oggi siamo qui: sott'acqua... in tutti i sensi!!! 

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