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giovedì 3 novembre 2011

La gestione degli Amministratori nelle aziende sequestrate o confiscate da parte dello Stato...

Credo, che il presupposto fondamentale nello svolgimento e nella attività da parte dell'Amministratore giudiziario sia, il rispetto assoluto della legalità... 
Penso infatti che l'Amministratore è colui che nell'interesse dello Stato deve condurre un processo più o meno lungo, a seconda dei casi, basato sulla ripresa e/o nel sanare la gestione a Lui consegnata...
Ovviamente il compito da svolgere non è semplice ( soprattutto poiché non si è mai operato in quei settori), ma almeno di buono c'è che si è ben remunerati...
Qualcuno obietta che nell'occuparsi esclusivamente a tempo pieno all'incarico affidato, rinuncia ad una parallela carriera da libero professionista, ben più gratificante..., ma la " verità nascosta" è,  che sono in molti ( per non voler dire quasi tutti ), coloro che esercitano entrambe le funzioni, mascherando la propria presenza, attraverso l'intestazione di propri Studi, denominati " Società di servizi di consulenza ", a parenti e/o colleghi prestanomi e/o a soci... 
Non ci si rende conto è qui una grave colpa è proprio data da quei soggetti abilitati a tale compito, in primiss da parte di quei Giudici e dei loro Custodi giudiziari, che nel confermare gli incarichi agli Amministratori giudiziari, dovrebbero prima valutarne non solo le reali capacità organizzative, tecniche ed anche pratiche nello svolgere tale compito ma  anche il tempo messo loro a disposizione...
Il compito non è solo e soltanto quello di sanare tutte quelle situazioni presenti nell'azienda, nel momento in cui egli ed il suo staff,  si immettono nella gestione della azienda sequestrata...
Fondamentale è cominciare ad inquadrare i soggetti all'interno della società, rivalutare e/o modificare gli inquadramenti dei dipendenti capaci, coloro che per primi si assumono in prima persona le responsabilità aziendali, allontanare quei soggetti non più necessari per la organizzazione, ristabilisce i contatti  commerciali, con clienti, fornitori, banche, imprese, ecc..., che per gli ovvi motivi, si sono allontanate...
Deve inoltre provvedere ad operare tutta una serie di tagli, riducendo gli sprechi e adoperandosi per rivalutare nuovamente la gestione e l'attività imprenditoriale... ed in questo farsi aiutare anche da coloro che operano all'interno dell'azienda e che hanno dimostrato di essere capaci...
Ovviamente l'adozione di queste misure cautelari, provocherà all'interno della società un momento di caos, a cominciare dai dipendenti che, ovviamente saranno allarmati temendo per il prosieguo del rapporto di lavoro, ai clienti che cercheranno di dirottare altrove le proprie commesse, ai fornitori che reclameranno immediatamente il saldo dei crediti, ed ancora le banche che chiederanno la revoca degli affidamenti sollecitando l'immediato rientro, ed infine anche i mass media che attraverso il loro clamore, susciteranno nei tanti, la convinzione che l'azienda sta per chiudere definitivamente...
Ecco è in questo che l'amministratore deve dimostrare la propria abilità, il confrontarsi con gli esistenti organi sociali, con il collegio sindacale, il consiglio di amministrazione o l'amministratore unico, rivedere i bilanci, verificare gli attivi ed i passivi, riprogrammare i pagamenti ad Enti pubblici e fornitori, rielaborare anche per vie legali il rientro degli incassi, riprogrammare i lavori in corso, quelli sospesi, aggiudicati o in fase di definizione di contratto.
Perché egli deve comprendere, che se da un lato gli è richiesto un provvedimenti che implica una attività conservativa, di custode giudiziario in senso stretto, limitandosi quindi ad una " statica attività " volta alla tutela della loro integrità e altrettanto necessario che egli si attivi, nella gestione e nella proseguo delle attività amministrative e commerciali... 
Infatti è dichiarato che il compito fondamentale del Custode/Amministratore dei beni oggetto di sequestro giudiziario è, in linea generale, quello di conservare ed amministrare, quale organo ausiliario di giustizia  i beni affidatigli sostituendosi al loro titolare al fine di preservarli, ma ove possibile incrementarne il valore economico...
Quindi nel prendere possesso dell'azienda, non dovrà pensare di sedersi nella nuova poltrona direzionale, ma dovrà iniziare a operare e ragionare per nome e per conto dell'azienda a Lui affidata...
Cominciare a conoscere e valutare direttamente il personale; quasi sempre i lavoratori dipendenti dell'azienda sequestrata si trovano spesso in una situazione in cui i pagamenti degli stipendi sono stati ritardati, ma una volta ripristinata la regolare contribuzione, occorrerà cominciare ad emanare ordini di servizio, in virtù dei quali specificare ad ognuno i compiti e le responsabilità... e se necessario prendendo anche provvedimenti disciplinari, far capire da subito, chi comanda all'interno dell'azienda!!! 
Dopodiché bisogna intrattenere rapporti con i fornitori, controllare la presenza di assegni post-datati, a cui si è fatto ricorso, occorre poi effettuare la ricognizione dei beni aziendali, delle rimanenze di materie prime e delle attrezzature, della loro necessaria manutenzione, tutto ciò attraverso un inventario!!!
Importante è la contestuale verifica dei contenziosi: civili, amministrativi e tributari pendenti, per evitare di incorrere in preclusioni e/o decadenze di termini, ottemperare alla revisione contabile delle scritture, con particolare riferimento ai crediti, ai debiti ed alle disponibilità finanziarie. 
Fondamentale è anche controllare le dichiarazioni obbligatorie ai fini fiscali e previdenziali e comunicare all'Agenzia delle entrate ed agli Istituti di credito e Previdenziali l'adozione della misura cautelare.
La possibilità di accedere al credito è fondamentale per il proseguo dell'attività imprenditoriale, per cui occorre riavviare i contatti con le società bancarie ed eventualmente aprire nuovi rapporti bancari per meglio rendere conto delle attività di gestione. 
Per quanto poi riguarda l'attività produttiva, bisogna verificare la possibilità di proseguire l'attività aziendale secondo virtuosi percorsi di economicità, utilizzare anche la propria persona, per aprire nuovi rapporti lavorativi..., verificare e migliorare il ciclo produttivo, istituendo,  un registro delle operazioni, ed ancora rassicurare con la ripresa, l'ambiente circostante, inserendosi all'interno di Associazioni ed Enti per sviluppo e l'imprenditoria...
Capisco che purtroppo, egli si trovi legato ed imbavagliato dal suo stesso incarico, infatti diventa fondamentale capire in concreto, la differenziazione tra lo svolgimento tra l'ordinaria e la straordinaria amministrazione: la possibilità infatti che l'Amministratore Giudiziario possa compiere " atti di disposizione " dei beni affidatigli, non solo allorquando ciò sia necessario, ma anche nell'ipotesi in cui ciò si rilevi opportuno, al fine di salvaguardare il valore economico in funzione del quale ne è stato disposto il sequestro. 
La concreta delimitazione dei compiti del Custode/Amministratore ed i criteri alla cui stregua essi devono essere svolti, spetta, in ogni caso, al Giudice della cautela, il quale è tenuto a stabilire i criteri ed i limiti dell'amministrazione delle cose sequestrate, con lo stesso provvedimento a valere del quale è disposta la misura cautelare reale a valenza patrimoniale, ovvero con successivi provvedimenti, allorquando si ravvisi l'esigenza che i criteri ed i limiti della custodia debbano essere integrati o modificati per adeguarli alla fattispecie concreta.
Sarà, pertanto, il giudice "delegato" alla misura cautelare reale, a stabilire quali atti il custode dei beni oggetto di sequestro giudiziario può compiere da solo e quali atti, invece, possano essere effettuati subordinatamente all'acquisizione della specifica autorizzazione. 
E' soltanto in mancanza di direttive del giudice, che il Custode/Amministratore sarà legittimato a compiere gli atti di ordinaria amministrazione del bene sequestrato ovvero quegli atti, anche di straordinaria amministrazione e di disposizione che per loro natura si rivelino indilazionabili, mentre per gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione avrà bisogno della previa autorizzazione del giudice della custodia. 
Per stabilire, poi, se una determinata attività sia da qualificarsi in "ordinaria amministrazione" oppure in "eccedente l'ordinaria amministrazione", dovrà aversi riguardo non solo all'intensità degli effetti economico-giuridici di essa, ma anche alla natura del bene sequestrato...
Si evince che da questo punto di vista, la legge è carente... ma soprattutto la carenza fondamentale dell'Amministratore di una società e quella di non essere Egli,  fondamentalmente un'Imprenditore, cioè quella caratteristica essenziale di sapersi esporre al rischio d'impresa ovvero a quel rischio derivante da proprie scelte autonome nell'attività intrapresa; inoltre egli non possiede nel proprio Dna, il potere di organizzare i fattori produttivi che concorrono all'impresa operando le scelte relative alla conduzione dell'impresa stessa: cosa e quando intervenire, produrre (o scambiare), come, dove, quando e con quali mezzi: infatti questo rappresenta purtroppo il reale motivo doloroso perché un'azienda sottoposta ad amministrazione giudiziaria, quasi sempre, finisce in liquidazione oppure in fallimento!!! 

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