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martedì 15 dicembre 2015

Percorso politico comune...

Ecco... è con questo nome che prende a chiamarsi quello scambio collusivo di favori tra i politici!!!
Non potendosi presentare con un partito, si sono inventati questa stronzata del percorso comune... o ancora... prendendo a modello vari nomignoli tra quanti già proposti ( vedasi per esempio i 5 stelle...) ed aggiungendo alla parola movimento l'aggettivo "culturale" o di "legalità", "alleanza" e quant'altro, girano l'ostacolo di definire la nuova entità proposta... come partito politico!!!
Già, sono in troppi a non aver il coraggio di dirci da che parte essi stiano, se appartengono alla destra, sinistra o di centro ( o come dicono alcuni centro-destra/centrosinistra solo per raccogliere più consensi...).
Sembra (o meglio loro la fanno passare quasi fosse in'amnesia...) una cosa di poco conto, ma un motivo per quanto sopra... c'è e contraddistingue quella possibilità successiva, cui potranno avvalersi quando decideranno di cambiare schieramento, da una parte ad un'altra... come nulla fosse, con quelle stessa metodologia frivola che hanno le prostitute nel cambiare i loro clienti! 
Qui è la stessa cosa, dai il tuo sostegno ad un deputato del Pd... e dopo un po' te lo ritrovi in Forza Italia... oppure voti per gli esponenti dell'auto-proclamatosi "Stato della Padania" e si ritroveranno ad affrontare temi e problemi meridionali e viceversa...
Ma non basta, perché non sono soltanto in quei partiti minoritari che accadono le situazioni sopra descritte, ma anche a quelli più rinomati ed autorevoli, dove si evidenziano beghe di corrente, altrettanto cruenti...
Un tempo almeno ci si confrontava con la diversità di pensiero, su quei princìpi, sulla visione di società desiderata, su ispirazioni politico/filosofiche nettamente contrastanti...
Oggi invece non esiste alcuna differenza... ne politica e ne di pensiero e nemmeno d'ispirazione... fanno tutti parte di uno stesso modello e la cosa assurda è che anche sul piano delle riforme si trovano pure d'accordo... nessuno che faccia una reale opposizione!!!
Quindi, considerato che è evidente ormai a tutti, che i nostri politici fanno circa le stesse cose, sarebbe opportuno che non si parlasse più di politica nel senso di orientamento (destra o sinistra), ma si cercasse di convincere l'elettore, giustificando le proprie scelte e azioni, quale esclusiva scelta elettorale...
Dopotutto i problemi quotidiani, economici, sociali, di legislazione... verranno affrontati successivamente nei percorsi di governo...
In fin dei conti  sono sempre gli stessi... la politica estera, il welfare, l'immigrazione, il lavoro, l'istruzione, il controllo della spesa pubblica, la ricerca, la laicità, la tutela della stabilità tra le coppie di fatto, la sicurezza, ed oggi anche il terrorismo... temi a cui i cittadini chiedono da ormai troppo tempo... delle risposte certe!
Insomma, a noi... "non c'è ne può fregar di meno" di quei paraventi ideologici senza alcuno spessore, pretesti realizzati per celare quei giochini di potere a modello "Suburra" fatti dai soliti politici meschini e interessati...
Ciò che interessa e che sembra risultare di difficile comprensione e come sia possibile ( da parte di molti di essi ) non pensare -anche soltanto in minima parte - al nostro paese, alla salvaguardia di questa sua democrazia, a proteggere questo Stato e quanti operano tra i suoi uomini, ed infine noi... poveri cittadini, costretti a vivere in un sistema sempre più indebolito da continui metodi corruttivi e collusivi e da un capitalismo finanziario globale che ci sta da troppo tempo attanagliando...
Non si tratta quindi di salvare soltanto la politica o i suoi partiti... ci si deve impegnare per ricostruire quel distaccato sentimento di sfiducia verso l'anti-politica ed i suoi interpreti, bisogna salvaguardare con scelte oculate quei principi che ledono le fondamenta delle stesse istituzioni...
Il rischio è che molti, comincino a credere che, una democrazia, possa fare a meno dei suoi partiti, rischio quest'ultimo che deve essere percepito come un segnale d'allerta... anticipatore di manifestazioni pericolose che potrebbero indirizzare il paese verso direzioni autoritarie e/o dittatoriali...
I partiti oggi più di ieri, tutti e nessuno escluso, sono chiamati a difendere la democrazia in Italia, recuperando il rapporto con i propri cittadini, quella credibilità nelle istituzioni non più fatta a parole... ma con i fatti!!!
Non è più tempo di percorsi comuni, di creazioni innovative partitocratiche... giacché il rischio in corso... non sono i Partiti o le loro poltrone, ma la nostra stessa democrazia!!!

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