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giovedì 17 marzo 2016

Fiumefreddo: quella classe dirigente che ci governa e che verrà mandata a casa al momento opportuno...

Io aggiungerei speriamo presto... anzi subito!!!
Infatti, se pur in questo periodo in contrasto personalmente con la partecipata regionale Riscossione Sicilia", condivido pienamente le parole espresse dal suo ex Presidente, in particolare quando si rivolge a quella classe classe dirigente dell'Ars che attualmente ci governa...   
Rileggendo i commenti espressi su LiveSicilia qualcuno chiede "se i soggetti a cui fa riferimento, non siano gli stessi che a suo tempo lo hanno nominato" e se quando ha ricevuto l'incarico di presidente lo è stato previa una selezione meritocratica, ed ancora... "perché parlarne ora e cioè dopo che si è stati cacciati, mentre quando si faceva parte di quel sistema e gratificati da quell'onorario ricevuto, tutto allora andava per il meglio???
Sono domande legittime, a cui sarebbe opportuno ricevere una Sua opinione... 
Poi c'è chi aggiunge che "quando si perde la poltrona, tutto intorno diventa "schifoso" ed ecco allora emergere quello spirito rivoluzionario"...
Leggo inoltre, tra i commenti negativi che c'è chi gli contesta tutta una serie di nomine ricevute dal palazzo... nel corso di questi anni...
Il sottoscritto non conoscendo personalmente l'Avv. Fiumefreddo, si è andato a documentare sul web, ed ha scoperto quanto segue:
ex avvocato di Raffaele Lombardo, candidato a Sindaco di Catania, sovrintendente del teatro Bellini, proprietario di Sud ( uno dei quotidiani d'inchiesta diretto in modo eccezionale da Simona Scandurra, tanto da rappresenta per il sottoscritto, uno di quelli preferiti che seguo quotidianmente...), "fedelissimo" del presidente della Regione Siciliana Crocetta, che lo ha proposto per la delega alle Attività produttive, ed ancora lo scelse nel 2014 quale Assessore ai Beni culturali - riporto quanto ho trovarto: "una nomina che fece insorgere soprattutto il Pd, che non voleva – un po' un paradosso, a pensarci bene, per un partito che aveva sostenuto Lombardo nella legislatura precedente – anche per quel passato al fianco del governatore di Grammichele, che volle l'avvocato anche come Soprintendente del Teatro Bellini. Cinque giorni di polemiche e accuse, fino alla scelta di Fiumefreddo di fare un passo indietro. Con motivazioni anche un po' inquietanti, affidate a una lettera accorata. "So bene – scrisse Fiumefreddo - che combattere Cosa Nostra, se mette a repentaglio la nostra vita, insieme e prima di tutto attenta alla nostra reputazione così da confondere ogni cosa; è un metodo vecchio – aggiunse - ma sempre in uso. Quel tipo di belva, che è il mafioso, inizia con l'adulazione dei suoi nemici ma quando si accorge di non avere presa ed allora passa ad infangare ed isolare, infine, se tutto è vano, uccide". Non mancarono, in quell'occasione, parallelismi anche un po' impegnativi. Erano i giorni che precedevano la Pasqua, e Fiumefreddo in qualche modo raccontò quella vicenda facendo riferimento ai giorni della Passione. Un afflato religioso subito raccolto dal presidente: "Caro Antonio, - scrisse Crocetta - conoscerti mi ha dato la possibilità di confrontarmi con le tue autenticità religiose e culturali. Mi ha dato prontezza del tuo impegno sociale contro ogni forma di criminalità organizzata e, soprattutto, di voler rilanciare una fase più intensa di quell'impegno senza avere le mani legate da lacci burocratici. Ho sofferto insieme a te in questi giorni, con la consapevolezza di vivere il dolore espiatore e catartico della Settimana santa. La sofferenza - aggiunse Crocetta - ci purifica e ci rafforza. Non potrò, per via solamente della tua indisponibilità in questo momento, averti a fianco come assessore. Ti chiedo, però, di essere disponibile a condurre insieme, nel ruolo che concorderemo, la lotta contro il malaffare e le mafie". Amen "; dopo cinque giorni dall'annuncio, l'Avv. Fiumefreddo è costretto a uscire dalla giunta.
Pochi mesi dopo il Presidente Crocetta lo indicò come Assessore alle Attività produttive in sostituzione di Linda Vancheri, ma alla fine nell'assessorato di Via degli Emiri, l'Avv. non entrò mai.
Ed infine, mi sembra di aver compreso che è stato chiamato alla Funzione pubblica... per sole 24 ore, per giungere infine alla  nomina di Presidente di Riscossione Sicilia.
Premetto che quanto sopra riportato potrebbe presentare delle imprecisioni e me ne scuso anticipatamente; anzi, sin d'ora chiedo a chiunque d'inviarmi nota alla mia email, affinché possa procedere ad eventuali correzioni.
Certamente quanto riportava nel commento -millelire- "la politica da, la politica toglie", non è poi così lontano dalla realtà...
Sono dell'idea che non è possibile rimanere all'interno di due schieramenti ( questo lasciamolo fare ai nostri "meravigliosi" politici...), voglio dire, non si può pensare di appartenere ad un sistema e di contro, volerne stare fuori posti dietro la barricata per poterne criticarne gli uomini di quelle amministrazioni o i metodi finora da loro applicati... 
Comprendo altresì che tentare di trovare quel giusto equilibrio non è mai facile e ancor meno lo è... trovare la netta linea di demarcazione che ci permette sempre di stare nel giusto... poiché il delle volte, pur volendo  contribuire (tra mille difficoltà) a migliorarlo quel sistema, si scopre ahimè di non riuscirci...  
Io però da sempre ho basato la mia vita su un profondo insegnamento... quello di Gesu, che diceva "nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro"  (Lc 16,13) e quindi oggi mi scuso con l'Avv., ma ho difficoltà a comprendere i modi... di questo operare.
Spero un giorno di poterla incontrare per meglio comprendere con precisione a quali fatti (e/o persone) il Suo messaggio video era diretto e se vi fosse un'altra possibilità per opporsi a quel provvedimento di allontanamento nei suoi confronti, quest'ultimo causato non per una inidonea gestione dell'Agenzia, ma bensì per quanto Lei stava cercando di portare alla luce e che forse andava ad intaccare interessi personali dei cosiddetti "intoccabili"...
Ora credo che Lei sia giunto ad un bivio: denunciare pubblicamente tutti i nomi di coloro che dal suo lavoro stavano avendo un qualche danno d'immagine ( e soprattutto finanziario...), pur sapendo che così facendo verrà allontanato definitivamente da quei palazzi, oppure soprassedere... e sperare nuovamente di rientrarci...
Io staro qui ( ma credo che saremo in molti... ) ad osservare gli eventi...
Infine concluso per "par condicio", con i commenti positivi pervenuti alla Sua persona:   
Informatevi prima di infangare. Quest'uomo è stato buttato fuori dai politici, perché tramite le Iene aveva denunciato che i primi a non pagare i debiti erano i politici della regione Sicilia contro i quali non si poteva nemmeno agire.
Non è accettare una nomina che rende gli uomini condannabili è il la condotta durante il loro operato .. peccato che quando operano bene li fanno fuori ..
Negli ultimi anni diverse persone per bene sono state incaricate .. purtroppo o si sono arrese o sono state buttate via … riflettiamo !!!

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