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lunedì 25 marzo 2019

Sicurezza sul lavoro nelle cave: "otto anni per la prima sentenza..."!!!

Ho letto ieri un articolo di un incidente sul lavoro, che ha portato alla morte un dipendente all'interno di una cava...
La tragedia è del 2011 e soltanto ora, dopo oltre otto anni, è stata emessa la sentenza!!!
L'imputato (il sorvegliante di cava), per come ho letto è stato assolto dal giudice perché il fatto non costituisce reato!!! 
Per tutti gli altri capi di imputazione il giudice ha assolto con la formula perché "il fatto non sussiste".
Vi starete chiedendo perché riprendo questo articolo... semplice, perché ciò che mi ha incuriosito è quella frase riportata ne post che dice: "Nel corso del dibattimento la difesa ha offerto una serie di documentazioni che accertavano i rispetto delle norme in vigore in tema di sicurezza da parte dell'azienda che operava nella cava di frantumazione, teatro dell'incidente".
Vorrei precisare che non è mia intenzione mettere in discussione eventuali documentazioni presentate, dalle quali è emerso le corrette procedure messe in atto in termini di prevenzione e protezione...
Ma quando quell'iter fin lì utilizzato, non è riuscito a salvaguardare la vita del suo lavoratore, ritengo che qualcosa in quel criterio di valutazione è sicuramente venuto a mancare...
Anche perché in quella vicenda, non si sta ipotizzando un suicidio... perché soltanto così si spiegherebbe il fallimento di quei processi di formazione e informazione, a cui il lavoratore sarà stato certamente preparato, sia grazie al R.S.P.P. aziendale presente o attraverso un ente preposto, ufficialmente accreditato...
E quindi quel decesso non può che essere ricondotto a qualcosa che non ha purtroppo funzionato... pur avendo quella struttura imprenditoriale posto tutte quelle necessarie garanzie a salvaguardia dei propri dipendenti...            
Ma certamente - visto quanto accaduto - si poteva fare di più!!!
Ed è il motivo per cui non comprendo quell'articolo... 
Già... debbo dire che - conoscendo perfettamente le modalità messe in opera in quel ambiente delle cave - cercando a tutti i costi un possibile colpevole, nel caso specifico il sorvegliante di cava, mi sembra alquanto riduttivo o dimostra esclusivamente come si sia a tutti i costi, provato a trovare un responsabile, che pagasse per tutti...
Qui c'è poco da contestare... non esistono omissioni o condotte negligenti, parlare di imperizia o d'imprudenza è come non voler considerare esperto o professionalmente valido quel dipendente specializzato, manovratore di quegli immensi... mezzi d'opera.
La verità è tutt'altra e va ricercata nella difficoltà di quelle aziende che operano in quelle cave di frantumazione, ambienti che sappiamo essere altamente pericolosi e nei quali, anche la più banale disattenzione, può condurre ahimè a tragici incidenti...
Ecco perché non basta semplicemente predisporre quei documenti obbligatori, già... non è sufficiente dare ai propri dipendenti quella necessaria formazione, come serve a poco mettere in campo quelle procedure di segnalazione, viabilità o protezione dei percorsi all'interno di quell'area di coltivazione, in particolare se in prossimità delle scarpate o di quei fronti di cava... se poi alla fine basta poco per uccidere un uomo...
E' tempo quindi che tutte le forze istituzionali predisposte a quei controlli, mettano in campo le necessarie sinergie, escludendo in questa mia attuale analisi, quelle azioni giudiziarie poste in essere in quest'ultimo periodo dalle forze dell'ordine, ma bensì... riferendomi a quella serie di interventi mirati per assistere - attraverso l'utilizzo di professionisti della sicurezza con esperienza ventennale - quelle società appartenenti al mondo lavico, che rappresentano da sole, un indotto fondamentale per l'economia di questa regione...

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