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domenica 10 gennaio 2016

Bisogna far ripartire i cantieri...

Poco... ma rispetto ai precedenti anni, qualcosa sta cambiando, siamo passati dai circa 18 miliardi di lavori messi in gara nel 2012 ai circa 25 miliardi dell'anno appena trascorso... 
Sappiamo bene come i lavori pubblici costituiscano un punto essenziale per la crescita del nostro paese e se i livelli di corruzione per questo settore fossero attraverso procedure "blindate" eliminati, certamente la crescita del nostro paese, sarebbe molto più celere e    
Ovviamente bisogna fare si che i bandi di gara abbiano una certa logicità... e non vengano realizzate opere per lo più inutili, che hanno quale unica motivazione, la realizzazione di un giro di spesa, necessario a certi comuni per sovvenzionare quanti operano al loro interno ( ed anche all'esterno ), per poi scoprire successivamente, grazie alle inchieste delle varie procure, che queste avessero quale scopo, quello di far girare le solite tangenti e bustarelle...
Poi ci sono opere, come quelle evidenziate nella trasmissione "Striscia la notizia", cattedrali nel deserto che oltre ad essere rimaste incompiute, vengono solitamente abbandonate - distruggendo il più delle volte - quel meraviglioso patrimonio naturale e comportando costi esosi per la collettività!!! 
Bisogna che si trasformi quella consuetudine delle amministrazioni pubbliche di realizzare opere non necessarie in qualcosa di più utile, ad iniziarsi con i lavori di ristrutturazione e di sicurezza di quelle strutture già esistenti, come scuole, ospedali, uffici, ecc... e integrando successivamente quanto ancora resta in disponibilità finanziaria per la realizzazione di nuovi cantieri... 
L'intervento dell'Autorità nazionale anticorruzione, deve servire a valutarle anticipatamente quelle opere... per comprendere se il loro realizzo ha necessità di esistere o se la richiesta debba essere bocciata... dopotutto si tratta d'investimenti pubblici e non possono essere lasciati "arbitrariamente" ad uso e costume di pochi politici e dirigenti... 
Qui si tratta di colpire quei noti "mali" del tutto italiani, che scopriamo quotidianamente come vengono ripetuti e che ancora oggi è dimostrato essere difficili da eliminare in tempi rapidi...
Per fortuna qualcosa sta cambiando, grazie alla Legge di Stabilità, infatti si stanno programmando gli stanziamenti verso opere concrete, quali quelle infrastrutturali...
Ad iniziare dalla realizzazione e manutenzione di strade e ferrovie, per passare ai lavori causati da dissesti idrogeologici, la riqualificazione nelle città delle periferie, il patrimonio culturale e architettonico, l'edilizia scolastica, ecc...
Finalmente si punta verso opere coerenti con quanto necessario e soprattutto compatibile con le finanze pubbliche...
Inoltre, l'uscita dal patto di stabilità con il successivo pagamento degli arretrati dalle PA alle imprese affidatarie, sta permettendo di liberare risorse per nuovi investimenti... 
Il vero problema quindi, resta quello di progettare opere essenziali e allo stesso tempo pronte in tempi rapidi per trasformarsi in cantieri funzionali, dando priorità a quelle procedure di legalità e leale concorrenza, che sono di fatto le condizioni, che ahimè il più delle volte, sono venute propriamente a mancare...
Bisogna infine fare pulizia di tutte quelle imprese "prestanome", le quali non hanno alcuna capacità imprenditoriale ma sono per lo più costituite da soggetti, che fanno riferimento alla criminalità organizzata...
Infatti queste fanno sì... d'aggiudicarsi i lavori (grazie alle certificazioni di cui sono "sulla carta" in possesso) per poi subappaltarli totalmente ad imprese "fittizie ed aleatorie" che non garantiscono minimamente quelle minime condizioni obbligatorie, come quelle relative agli adempimenti fiscali e assicurativi (il più delle volte queste società chiudono alla fine di ogni anno, per poi riaprire una nuova posizione a nome di un parente...) per continuare con i mancati adempimenti sulla normativa contrattuale e con quelle procedure previste per la sicurezza!!!
E dire... che tutte queste (affidatarie e sub-appaltatrici) hanno ancora oggi... la presunzione di definirsi "imprese di costruzione".
 

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