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lunedì 11 gennaio 2016

Guai a toccare i privilegi dei vitalizi...

Il documento s'intitola: non per cassa ma per equità!!!
Il titolo è meraviglioso... la realtà purtroppo un'altra; difatti, su quanto ha proposto dall'Istituto di Previdenza... hanno risposto dal Parlamento... "non pensate di tagliate i vitalizi", lo ha affermato lo stesso presidente, Tito Boeri, nel corso di un’intervista a SkyTg24.  
Con riferimento alle proiezioni future dei trattamenti pensionistico, il presidente ha presentato una modifica rilevante e cioè quella di rivalutare i vitalizi finora concessi... (quelli che non hanno mai pagato un euro di contributo), spostando quelle somme, all'interno del bilancio dell’Inps...
Ma il Parlamento appena ricevuta la notizia ha frenato l’invio della cosiddetta “busta arancione” da parte dell’Inps. facendo sì che le righe proposte dell'emendamento fossero immediatamente depennate!!!
Li chiamano vitalizi parlamentari... ma sono vere e proprie pensioni sottratte alle riforme previdenziali degli ultimi 25 anni!!!
Una denuncia particolarmente polemica, che aveva inoltre chiesto di utilizzare la flessibilità europea, per permettere la “flessibilità” previdenziale, ovvero quei pensionamenti anticipati...
Dal “sostegno di inclusione attiva” per gli over 55 all'uscita flessibile dal mondo del lavoro a partire dai 63 anni... tutte misure che verrebbero finanziate almeno in parte attraverso penalizzazioni sulle pensioni più alte, non giustificate da contributi versati!!! 
Lo stesso presidente dell’Inps ha poi pubblicato su un proprio sito, la proposta di legge in 16 articoli che l’esecutivo ha ricevuto a giugno.. ma che ha deciso di non mettere in pratica, dal momento che la legge di Stabilità ha previsto solo interventi "selettivi e parziali”..
Il documento costituito da 69 pagine, è intitolato "Non per cassa ma per equità" e prevede il riordino delle prestazioni assistenziali per gli ultra 65enni, una stretta sulle pensioni dei sindacalisti ma anche l’eliminazione delle integrazioni al minimo e maggiorazioni degli assegni versati ai pensionati italiani che risiedono fuori dall'Unione europea, dopotutto questi soggetti, hanno già diritto all'assistenza di base nella nazione in cui si sono trasferiti...
Creare un reddito minimo di 500 euro per le famiglie con almeno un componente ultra cinquantenne (400 euro nel 2016 e nel 2017); una famiglia formata da due adulti di cui uno con più di 55 anni e redditi da lavoro complessivi di 500 euro avrebbe per esempio diritto a 250 euro al mese...
Uscita dal lavoro flessibile dai 63 anni... attraverso una pensione più bassa “il principio è che chi va in pensione prima non può avere diritto ad una pensione piena per quanto riguarda la quota retributiva dovendo spalmare questi diritti su molti più mesi di chi va in pensione più tardi”. 
Per cui, per ogni anno in meno di lavoro rispetto all'età prevista di pensionamento comporterà una riduzione di questi pagamenti mensili...
L’istituto ha immaginato uscite anticipate a 63 anni e sette mesi, con una riduzione dell’assegno che si applica alla sola quota retributiva e che tende ad assottigliarsi nel corso del tempo, per cui le diminuzioni medie non eccedono il 10-11% e diminuiscono nel corso degli anni...
L’istituto ha dedicato inoltre un articolo alle ricongiunzioni, prevedendo l’unificazione senza oneri delle pensioni che fanno capo a diverse gestioni previdenziali, a differenza di quanto accade oggi.
Costi a carico di 250mila pensionati “privilegiaticompresi gli ex parlamentari ...
L’idea del presidente Boeri è quella di far sostenere tali costi, a 230.000 famiglie ad alto reddito (sono circa il 10% della popolazione) legate in gran parte all'appartenenza a quelle privilegiate gestioni speciali, non giustificate da alcun contributo versati durante l’intero arco della vita lavorativa, di cui circa 4.000 sono percettori di vitalizi per cariche elettive...
Ho letto infatti che:
Calcolando che gli ex parlamentari potenzialmente interessati dal provvedimento sono 2.470 e che “il differenziale complessivo tra vitalizio lordo in pagamento 2015 e quello ricalcolato con il sistema contributivo è pari circa a 111,4 milioni di euro”, con il ricalcolo proposto dall'Istituto ognuno arriverebbe a perdere negli anni di vita che gli restano una media di 45.101 euro lordi. 
Quanto ai consiglieri regionali, “i soggetti interessati a fine 2015 sarebbero 1.650 con un differenziale complessivo tra vitalizio lordo 2015 e ricalcolo contributivo di circa 35,2 milioni di euro”, con una perdita media di oltre 21.300 euro.
Poi ci sono i tagli per gli ex dirigenti sindacali ( che in base alla proposta dell’Inps non potranno più applicare alla contribuzione aggiuntiva “le regole di calcolo più vantaggiose presenti per la gestione pubblica fino al 1992″) e per i politici, arriverebbero anche per tutte le categorie ingiustamente privilegiate da regole più generose che per il resto degli italiani: dai ferrovieri, ai piloti di aereo, dai lavoratori del settore elettrico a quelli delle forze armate fino ai componenti delle Autorità indipendenti, come messo in luce dall'Operazione trasparenza avviata nel 2014 dall'istituto. 
Infatti come sottolinea l'istituto di previdenza, molti di quei "fondi speciali” sono confluiti nell’Inps con bilanci già in rosso, avendo già eroso il loro patrimonio, finendo per gravare pesantemente sul bilancio dell’Istituto stesso..
Cosa aggiungere, altro che equità... qualcuno o meglio il Presidente Tito Boeri, sta provando a fare le cose per bene... ma vedrete che a breve... faranno di tutto per rimuoverlo da quell'incarico e mettere al suo posto, il solito "lacchè" che farà in modo che tutto resti come sempre... invariato!!!
Di seguito allego il link con il documento ufficiale presentato:

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