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giovedì 9 giugno 2016

Per amore della verità: Felicia Impastato.

A volte per fare emergere la verità bisogna sacrificarsi!!!
E' quello che ha fatto Peppino... si è sacrificato per fare conoscere una verità, quella che la mafia comandava a Cinisi e di conseguenza a Palermo!!!
Ma quando si tenta di fare il proprio dovere... c'è chi si mette di traverso e non si tratta del consueto mafioso preso di mira, ma di quella parte d'istituzione che in molti definiscono "deviata" e che io chiamo "succube"... propriamente di quel sistema clientelare e corruttivo, al quale sicuramente nel corso degli anni antecedenti la propria ascesa professionale, ci si è (anche se solo per una volta...) conformati...
Sì, anche la verità sulla morte di Peppino è stata abilmente depistata e non tanto dai responsabili dell’omicidio, ma proprio dalle trascuratezza di coloro che avevano il compito di condurre le indagini...
Il 9 Maggio 1978 è per il sottoscritto una data importante... una di quelle poche che mi ha profondamente segnato... e debbo scusarmi proprio con Peppino, perché quel giorno ero sì triste... ma non per lui, non per la sua morte... ma per quella di una persona che avevo conosciuto da bambino: il Presidente Aldo Moro!!! 
Di Peppino infatti non sapevo nulla... ne chi fosse, cosa avesse fatto ed ancora oggi, non ricordo minimamente se quel giorno ne parlarono al notiziario del Tg1 su quella televisione in bianco e nero...
Ricordo soltanto quella Renault 4 con quel portellone di dietro aperto, quel corpo avvolto su quella coperta... quanta tristezza, ancora oggi se ci penso... e debbo aggiungere che ci penso più volte di quanto voi possiate immaginare, dopotutto la sua figura mi viene perennemente ricordata nei miei usi quotidiani, dal momento che si trova appesa nel corridoio, già, proprio di fronte la porta d'ingresso alla mia stanza da letto, capirete quindi da voi, come mi è impossibile non osservarla e di conseguenza non pensarci...
Mi scuso con la famiglia Impastato, per aver apprezzato soltanto d'adulto quanto egli avesse fatto per questa terra... e debbo dire anche grazie a Marco Tullio Giordana, che mi ha permesso nel 2000 di poter apprezzare (ne "I cento passi") la vita di un uomo Peppino Impastato (magistralmente interpretato nel film da Luigi Lo Cascio), che ne ha saputo esaltare l'impegno e la lotta contro quella associazione criminale che soltanto in pochi chiamavano "mafia", perché la maggior parte dei suoi concittadini, continuava a far finta di non sapere... restando in quell'assoluto silenzio... (non che oggi molto sia cambiato...).
Crescendo comunque ho cominciato a leggere... mi sono appassionato di tutto quanto fosse stato scritto sulla nostra terra... in particolare ho voluto comprenderne l'evoluzione storica ed i suoi uomini... quali immagini positive da imitare... e quali certamente negative da sopprimere...
Ed allora debbo dire grazie a tutti gli autori di quelle pubblicazioni, ma debbo ringraziare anche il cinema che mi ha saputo mostrare un mondo a me differente, molto lontano dal contesto al quale ero abituato a vivere...
E allora oggi ancor più di ieri ho compreso come, in un momento in cui si legge pochissimo... (per non dire nulla...), diventa fondamentale insegnare ai giovani (sin dalle elementari...) i valori fondamentali della vita, il rispetto e la cultura dell'onesta, proprio attraverso quelle immagini, far guardare loro questa tipologia di film, potrà certamente influenzare positivamente quelle loro coscienze...
Non si tratta di voler modificare quelle proprie aspirazioni... non bisogna diventare a tutti costi, uomini e donne dello Stato, ma si tratta di fare il proprio dovere, di rispettare gli insegnamenti familiari quando questi sono giusti e di saperli rinnegare -proprio per come ha fatto Peppino- quando costituiscono un pericolo per se, per i propri cari o per la società civile...
La famiglia di Peppino era una famiglia "mafiosa", suo zio era un capo-mafia e suo padre ne era associato... ma questo non lo ha limitato nel rinnegarli...
Peppino se pur adolescente riusci ad andare controcorrente, contrastò quell'aria familiare tanto irrespirabile... anzi fece di tutto per allontanarsi e gridare a squarciagola dalla sua "Radio Aut" una nuova voglia di libertà e di giustizia...
La vita di Peppino raccontata in quel film appartiene a quel insegnamento di vita, che punta a sfidarla questa terra ed i suoi uomini corrotti; vi è in quel messaggio... la speranza e l'illusione di cambiarla la Sicilia, con coraggio ma soprattutto con amore.
Perché ci vuole un grande amore per continuare ad amarla questa terra, la stessa che purtroppo ha saputo dare a troppe famiglie, atroci dolori...
Quello stesso amore che ha dato Felicia Impastato (la madre di Peppino) per tutta la sua vita, dedicandosi a contrastare quell'omertà presente nella sua città e a ricercare la verità sull'assassinio del proprio figlio, una verità scomoda che ha saputo raccontare nel suo libro "La mafia in casa mia”...
Ecco, aver visto alcune sere fa in Tv la vita di questa donna... dell'amore per il proprio figlio, una donna che fino agli ultimi giorni (è morta a 88 anni) ha fatto in modo che la storia di quel proprio figlio venisse ricordata, lasciando la propria casa a memoria... delle future generazioni.
Le scuole dovrebbero organizzare delle gite culturali, facendo conoscere ai nostri adolescenti siciliani proprio quei luoghi, in cui, i nostri uomini migliori, hanno saputo con generosità lasciare una traccia indelebile del loro passato...
Sono persone semplici... ma oneste, che in quei luoghi hanno vissuto, sorriso e sperato... ed uno di questi luoghi si trova a Cinisi e si chiama “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato”...

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