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martedì 15 settembre 2015

Com'è difficile ancora oggi, pronunciare la parola mafia...


In un periodo di grave crisi economica qual'è il nostro, con una disoccupazione in ascesa (a differenza dei numeri promozionali divulgati dal nostro presidente Renzi - con riferimento al Job-act) e soprattutto, con una situazione precaria giovanile allarmante, ecco che, la mafia, trova terreno fertile per sviluppare quel consenso, per divenire essa stessa, modello di effettualità a cui potersi rivolgere...
Vorrebbero farci credere che non è così... ma purtroppo la vita di ogni siciliano è ancora condizionata da questo potere occulto..., non direttamente, ma per mezzo di quegli antichi comportamenti, fatti d'azioni, di parole sottintese, di convinzioni e soprattutto di quei pensieri mai espressi...
Ecco... la mafia lo sa!!!
Già, sa di ognuno di noi... tutto, per meglio dire, sa perfettamente di quanti appartengono a quel mondo, ma ancor più, sa di coloro che a quel sistema, vanno quotidianamente ribellandosi, lottando ad alta voce, con i propri scritti, realizzati questi, senza timori, reverenze o indecisioni...
Il più delle volte..., purtroppo, questi soggetti, subiscono l'isolamento collettivo..., pian piano vengono emarginati dal loro mondo, iniziano a subire professionalmente critiche sul loro operato, si cerca cioè, di fare in modo, che attorno ad essi, ci sia quindi terra bruciata...
Chi si ribella, si ritrova solo..., neppure lo Stato prende le sue difese..., neanche quando sono presenti minacce personali... è una morte lenta, prima sociale e successivamente nei casi più gravi... anche fisica.
Tutti coloro che, provano nel loro piccolo a contribuire a quel rinnovamento culturale, diventano obbiettivi primari da colpire!!!
La vita di questi soggetti subisce quindi una metamorfosi, non si è più liberi di vivere nella consuetudine, in quella se pur abitudinaria quotidianità, dove però, si era al centro della propria vita...
Ora invece, si è costretti a vivere sotto protezione (per quanto questa possa servire...), a volte, si è trasferiti in un'altra cittadina, sotto copertura, con un'altra identità..., non solo per se stessi ( a volte purtroppo anche per la propria famiglia ), vivere tra estranei, di cui non si conosce nulla...
Niente più familiari, parenti, amici e conoscenti... niente di niente, solo quell'intima solitudine nella quale ci si chiede, se quanto fatto andava compiuto...
Una riflessione fatta a ritroso... a tempo ormai scaduto..., già, rimane quel ricordo scolorito dei colori caldi della sua terra... quella Sicilia, cui è stato costretti ad abbandonare..., lasciata lì..., tra tentacoli d'illegalità e malaffare...
Resta soltanto la speranza..., quel segno indelebile tracciato, a simbolo di una lotta... contro  una terra avvelenata dalle mani di quei contadini appestati... 
Si poteva rinunciare a combattere, continuare a vivere la propria vita in modo assente, rinunciando a gridare per dare voce al silenzio... Oppure, sperare che fossero altri a compierle quelle lotte per noi, abituati ormai a pensare, che le cose da noi non cambieranno mai..., ed accettando così di fatto, tutte quelle ingiustizie date per scontate...
Ma il coraggio è qualcosa d'intrinseco...,, non può essere trasferito a chi non lo possiede..., a chi preferisce l'omertà alle parole... ed è principalmente per questo motivo che nella nostra terra, sono rare le persone che manifestano il coraggio di parlare di mafia!!!
Ma come si dice, il mondo dopotutto è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni...

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